La storia di Amalia e Silvia

Piccola premessa: vi ho parlato di questa storia molti mesi fa. Vi ho detto che la stavo scrivendo e poi, una volta finita, vi ho detto che l’avrei mandata a qualche giornale italiano per vederla pubblicata e per fare una specie di “regalo” ad Amalia e ai parenti di Silvia, le war brides protagoniste di questa storia.
Ve lo ricordate? Bene, cancellate tutto perché non ha funzionato (la storia l’ho scritta, certo, ma non sono stata capace di farla pubblicare).
Io -notoriamente- ho poca pazienza e la storia di Amalia e Silvia sta aspettando di essere raccontata da settant’anni.

Direi che non c’è altro tempo da perdere. Read more

I love shopping in libreria

No, io non amo uscire a fare compere.
Detesto i negozi, non so che taglia porto (ma vi decidete ad utilizzare un sistema UNIVERSALE? M, 42, 28…non capisco niente!) e devo entrare in camerino con sette paia di jeans, i miei piedi sono leggermente diversi l’uno dall’altro quindi navigo in una scarpa e soffro nell’altra, odio le code, il rumore, la musica alta, non sopporto l’idea di stare in fila (per provare, per pagare, per uscire…ma stiamo scherzando?), inorridisco di fronte alle scritte “SALDI” e mi disturba il concetto di avere l’armadio pieno di vestiti che non uso.
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Nell’isola del Sud

Ed eccoci alla parte finale della mia esplorazione della Nuova Zelanda: l’isola del Sud. 
La prima cosa da sapere ricordare è che, trovandoci nell’emisfero australe, il sud corrisponde al freddo: questo significa che a Queenstown c’era la neve e che a Milford Sound ho visto le foche.
La seconda cosa da sottolineare è che, a Sud, ho ritrovato i paesaggi che facevano parte dell’immagine che mi ero fatta della Nuova Zelanda prima di partire: montagne, cascate, laghi, fiordi. Quelle cose lì. Read more