Il cimitero di San Michele in Isola nella laguna di Venezia

Esistono luoghi che sembrano ritagliati da una dimensione magica e immobile: che io ne sia terribilmente affascinata ve l’ho detto e ridetto. Appena posso, sollevo il lembo del pesante sipario che li nasconde e, quasi di soppiatto, parto alla scoperta: il Cimitero di San Michele (che ho visitato nel 2013) è ospitato nell’omonima isoletta a un centinaio di metri al largo nella laguna veneta. Un esemplare assolutamente unico nel suo genere. Read more

Scontro di pugni con esplosione finale

L’altro giorno, si parlava di strette di mano.

Una volta, mica c’erano problemi: si faceva un po’ di scuoti-scuoti con un sorriso e via.
La cosa peggiore che ti poteva capitare era la mano fredda/sudata/moscia che ti dava l’impressione di prendere in mano un calzino bagnato dimenticato -per qualche motivo- in frigorifero.
Del resto, chi non mette calzini bagnati a riposare nel frigorifero?
All’estremo opposto, c’era la stretta d’acciaio che, se per caso indossavi un anello, era per sempre fatale alla funzionalità dell’arto.
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Le magliette dei viaggiatori

Le cose materiali a cui tengo sono veramente poche: nel corso di questi -quasi- trentadue anni di vita, ho cambiato casa diciannove volte, spostandomi attraverso cinque stati, due continenti e sette città.
Per forza di cose, i miei averi sono stati filtrati ogni volta attraverso uno scolapasta emotivo:
“Questo mi serve? Questo da quanto non lo uso? Questo si aggiusterà? Questo…cos’è?”
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La poetica emozione di Villa De Faveri

Alcuni libri non ti prendono da subito.
A me è successo con “Il Gattopardo”: la prima volta che ci ho provato, l’ho lasciato sul comodino a metà. Lo detestavo, non riuscivo ad andare avanti. Forse perché era nella lista delle letture estive che la prof. del ginnasio aveva imposto a me e ai miei compagni? Chissà. Read more

L’intervista a Fernanda Pivano del Gruppo 96

Nel 2003 ero un po’ rincoglionitella.
Avevo vent’anni, fumavo, avevo appena cominciato l’università, leggevo molto (e mai abbastanza) ma senza anima. Leggevo per il puro piacere di leggere, leggevo tutto quello che mi capitava sotto tiro e, quel che è peggio, non approfondivo. Leggevo quello che trovavo a casa o in biblioteca, finivo, mettevo da parte e prendevo subito un altro titolo. Read more