Il pesce lo mangi?

Da tanti anni, sono vegetariana. Da qualche mese, vegana. Per la cronaca.

Oltre che con l’idiozia del genere umano, ho sempre dovuto lottare contro la peggiore tentazione, la bestia nera che si insinua come una droga nel cervello di noi insalatofili, l’ossessione demoniaca che ci scava nel petto e ci divora l’anima: il club sandwich.

Ora, dal momento che non mi piace la variante vegetariana (pesanterrima), ho inventato una ricetta su misura per me (club normale senza pancetta, carne, prosciutti e altre varie schifezze di origine animale e con l’aggiunta di melanzane e rucola) che, puntualmente, propongo ai vari ristoratori.

Alcuni avanzano raccomandazioni -non richieste-  riguardanti le mie papille gustative (“Ma non sa da niente!”. E chettefrega?), altri sgranano gli occhi come se avessi chiesto di portarmi un panetto di kryptonite, altri ancora annuiscono poco convinti e si allontanano mugugnando.

Ma c’è una categoria che io temo più di ogni altra cosa, e cioè quelli che…“Se vuoi c’è il club vegetariano”.

Sì.

Lo so.

Se lo volessi, te l’avrei già chiesto.

MA, c’è un ma. Non mi piacciono i peperoni e le zucchine rimangono sempre crude. In più, qualche volta ci aggiungete anche la cipolla. Ti chiederei comunque di eliminarli dal mio pasto.

E ALLORA CHE DIFFERENZA TI FAAA?!?

Ma l’episodio più assurdo, che è poi l’obiettivo di questo post assolutamente avulso dal contesto, mi è accaduto ieri a mezzogiorno. (posso dire dove o mi denunziano?)

Dialogo

Alessio: “Sì, buongiorno, fate toast?”

Cameriera: “Club sandwich, sì. (ma ha chiesto toast!) Ve ne porto due?” (ma aspetta un attimo, diosanto!)

Giulia: “Sì, per me uno [segue descrizione minuziosa].”

Cameriera: “Vutu (non si è capito perché sia passata improvvisamente al dialetto) un club vegetariano?” (eccola là)

Giulia: “No, perché ci sono cose che non mi piacciono…quindi che io le chieda di toglierle dal vegetariano o da quello classico è la stessa identica cosa. (e poi, so quello che faccio) Quindi, insomma, quello che le ho detto con le melanzane…”

Pausa e rotelle del cervello che girano a fatica.

Cameriera: “Zucchine?”

Giulia: “Beh…io preferirei melanzane”

Cameriera: “Va bene. Quindi con prosciutto…”

Giulia: “Ehm…no. Senza carne, perchè non la mangio.”

Cameriera: “Va bene, dopo chiedo se c’è” (ma non la mangioooo!)

Giulia: “Ecco, sì. Ma è importante che non ci sia, perchè non lo mangerò”

Cameriera: “Non preoccuparti. (eh, a dir la verità un po’ sì) Allora club con zucchine e adesso vado a chiedere se c’è anche il prosciutto.”

Giulia: “Sì. (tic all’occhio). A parte che ho chiesto M-E-L-A-N-Z-A-N-E, ma le sto dicendo che la carne deve essere tolta perché non la mangio. Quindi, se il cuoco le dice che c’è, lei deve rispondere “eliminala”! (è tanto difficile?)”

Imbarazzante silenzio di due minuti, rumore di rotelle e cingoli arrugginiti. La cameriera si allontana.

Torna dopo venti minuti, con un piatto in mano. La prima cosa che vedo è una montagna di salsa rosa. Guardo meglio.

Zucchine.

Mi è passata la fame.

E(i)di(o)toria

da “Panorama” del 7 gennaio 2010

“Il primo libro lo ha Intitolato Dico tutto. E se fa caldo gioco all’ombra. Lo ha pubblicato con la Rizzoli nel novembre 2008 e ha sfiorato le 100mila copie. Poi Antonio Cassano, genio e sregolatezza del nostro calcio, ci ha preso gusto e con Pierluigi Pardo ha scritto il secondo volume, Le mattine non servono a niente […]. Un libro di massime, o meglio di “cassanate”: pensieri del calciatore sulla vita e l’universo mondo […]”Ebbene sì, sono il primo che ha scritto più libri di quanti ne abbia letti

Meglio un orso oggi che mille da cento (milalire)

Il centro di sddp

No, questo blog non si è arenato.

No, non ci siamo stancati di scrivere.

No, non siamo stati rapiti da una cellula terroristica.

Siamo solo annoiati a morte. Il nostro soggiorno in terra natìa si sta rivelando più tedioso del previsto.

E’ vero, il nostro beneamato sceriffo ci ha accolto con orsi polari e piste di ghiaccio, alberi di Natale mastodontici e folletti saltellanti.

Ma noi non siamo mai contenti e stiamo studiando la carta geografica per trovare la nostra prossima destinazione.

Curiosi?

Anche noi.