E’ la stampa, bellezza!

Tutti pronti per il weekend del 25 aprile? Cosa c’è in programma? Birrette ghiacciate e corse in bicicletta a contatto con la natura che si sta risvegliando? Chitarre e le bionde trecce gli occhi azzurri e poi? Ma perché non fare un salto anche al mare, una bella passeggiata a piedi nudi sulla sabbia e un falò notturno?

Io no.

Io sono una specie di giornalista della televisione locale e mi aspettano giorni di folklore paesano.

Sabato ho una sfilata di abiti da sposa, seguita da una degustazione di prodotti tipici, (sono vegana e da queste parti il prodotto tipico è il salame più lungo in the world).

Domenica mattina, all’alba, devo documentare le rocambolesche avventure dell’ alzabandiera e del discorso del sindaco. A seguire, l’inaugurazione della mostra delle orchidee (non ero allergica ai pollini prima di lei), la FORTAJADA (che per chi non lo sapesse è una specie di frittata di Fantozzi con dentro di tutto. E sono sempre vegana) e infine la delegazione di ballerini che si esibirà in…danze, suppongo.

Il tutto, ricordando che io odio la gente, odio i bambini, odio gli schiamazzi, odio le frittate più grandi del mondo, odio le spose, odio la folla, odio le ballerine, sono asociale e anche abbastanza irascibile. E ho scoperto di temere le orchidee.

Alla fine mi piacciono solo i cani e i fiordi norvegesi isolati sul mare in tempesta.

Squali e pesci rossi

Unico indizio: il pesce rosso

Tempo fa avevamo parlato della triste realtà dell’editoria a pagamento. Uno scrive un libro, pensa di aver fatto un buon lavoro, lo manda ad una casa editrice…e in una manciata di secondi si vede recapitare a casa il contratto da firmare che prevede un “piccolo contributo” da parte dell’autore. La rete purtroppo pullula di racconti di scrittori gabbati che hanno sborsato migliaia di euro per vedersi pubblicare un lavoro senza editing, che non verrà mai davvero distribuito o pubblicizzato e sarà servito solo ad alimentare questo tipo di commercio che definirlo editoria è fargli un grosso piacere.

Bene. In ogni caso c’è dell’altro. Ci sono case editrici serie che rifiutano i manoscritti (cosa che non avviene mai con gli editori a pagamento), ci sono professionisti che leggono davvero il materiale che mandate, e soprattutto ci sono i concorsi, ovvero uno dei pochi modi rimasti per pubblicare qualcosa senza doversi vendere dignità e un paio di organi alla borsa nera.

E soprattutto, sarete certi di esservi guadagnati la pubblicazione grazie al vostro talento e non all’assegno staccato a nome di qualche presunto editore.

A tal proposito, dato che oggi sono arrivate le bozze del libro e quindi è proprio tutto vero, siamo orgogliosi di comunicarvi che finalmente si pubblica anche da queste parti e proprio grazie a un concorso organizzato dalla Casa Editrice Damster di Modena. Un racconto, per ora, ma da qualche parte si deve pur cominciare.

Wired 04.10 – Social Club!

Ok, il magazine Wired e’ una realta’ consolidata, che non ha certo bisogno di pubblicita’. Nel numero di Aprile 2010, c’e’ uno splendido e toccante articolo che parla della blogger Yoani Sanchez. Yoani e’ una giornalista e attivista cubana, che grazie al suo blog ‘Generación Y‘, fa conoscere la realta’ di Cuba attraverso gli occhi di chi e’ costantemente controllato, di chi non ha accesso ad internet (se non attraverso hotspot clandestini e comunque spiati), di chi viene minacciato per avere delle idee che vanno contro il regime. Insomma, una riflessione che ti catapulta in una realta’ ben diversa dalla Cuba che vediamo magari attraverso le foto di nostri amici che ci sono andati per vacanza e fumarsi un sigaro.

Poi ovviamente Wired e’ pieno di altri articoli interessanti, su tutti ‘Il futuro dei soldi‘ e la storia del genio italiano Diego Stocco.

Un magazine wired, di nome e di fatto.

p.s.: ricordo l’iniziativa promossa da Wired, Internet For Peace. Dateci un’occhiata.

p.p.s.: Gordiano Lupi ci ha scritto un commento che riporto qui, in modo da essere piu’ visibile a tutti:

Yoani Sanchez viene tradotta da 3 anni – quotidianamente – da me. Adesso il blog GY è su LA STAMPA in esclusiva. Mi piacerebbe che si dicesse, visto che il mio lavoro è tanto e appassionato. Sono io che ho portato Yoani in Italia quando nessuno la conosceva. Sono io che l’ho fatta pubblicare con Rizzoli e ho tradotto il suo libro. Il blog è suhttp://www.lastampa.it/generaciony. Gordiano Lupi –lupi@infol.it – http://www.infol.it/lupi