La bellezza, l’emozione.

Siamo abituati ormai alla bellezza di certi siti internet, all’importanza di contenuti, all’emozione di una immagine. Consiglio a tutti voi di dare una occhiata al sito http://www.thewildernessdowntown.com/. E’ un progetto nato dalla collaborazione degli Arcade Fire, gruppo musicale canadese famoso in tutto il mondo, Google (forse piu’ famoso ancora) e il regista Chris Milk. L’idea di base e’ molto semplice: fare un video per la canzone “We Used To Wait” degli Arcade Fire, tratta dall’ultimo album “The Suburbs”, usando le piu’ moderne tecnologie. Apparentemente poteva venir fuori qualcosa di freddo e gia’ visto, ma in realta’ il risultato e’ qualcosa che mi ha emozionato nel profondo. Come prima cosa bisogna inserire l’indirizzo della strada nella quale sei cresciuto (se abitate, come me , in una cittadina sperduta che non e’ visualizzata dall’applicazione Google Street View, vi consiglio di mettere una citta’ che vi piace, o nella quale avete vissuto). Io personalmente ho messo la strada nella quale ho vissuto 11 mesi meravigliosi, a Parigi. Ed ecco che dopo un attimo di pazienza, parte il video interattivo: essenzialmente un ragazzo che corre lungo una strada, che risulta essere la strada che hai scelto tu, con degli uccelli neri che volano con lui e lungo la tua strada del cuore, trasformandosi poi in alberi, il tutto accompagnato da una bellissima canzone.

Non scendo in dettagli tecnici su come e’ stato possibile fare questo video (anche perche’ non ne so molto) , ma il risultato e’ qualcosa che spesso la rete non valorizza: emozionare il “navigatore”. Vedere la strada a cui sono legati dei ricordi bellissimi protagonista di un video musicale di un gruppo che ti piace, confezionato per te, solo per te. E’ uno splendido regalo che internet ti fa, perche’ il tuo vicino di casa vivra’ una emozione diversa, legata alla strada che lui ha scelto. La bellezza che ogni persona in questo mondo possa provare una emozione differente essenzialmente guardando lo stesso sito internet e lo stesso video.

Ed e’ cosi’ che, fermandoti a riflettere anche solo per un istante, capisci che lo strumento che usi ogni giorno per fare qualsiasi cosa e’ in grado di regalarti qualcosa di emozionante e bello.

Guardatelo. Prendetevi 5 minuti ed emozionatevi.

Raccomandazione day

Come sempre, devo protestare.

Ho parlato a profusione del Blog day, la giornata dedicata agli scrittori di diari virtuali. Riassumo: ogni blogger, in teoria, avrebbe dovuto segnalare altri cinque blog da far conoscere ai suoi lettori.

Le “regole” stabilivano chiaramente che sarebbe stato meglio scegliere blog di argomento diverso dal proprio per ampliare i propri orizzonti, per sentirsi tutti connessi, più “wired”.

Ed è quello che ho cercato di fare io. (è vero che una delle mie segnalazioni è caduta su un blog che gestisco assieme ad altri, ma l’argomento è totalmente diverso)

Ma dando un’occhiata agli altri bloggers che “conosco” perché leggo ogni tanto o per sentito dire, ho notato che lo spirito del blog day non è stato per niente assimilato.

Nella maggior parte dei casi, i blog citati sono copie o brutte copie del proprio, tutti sullo stesso argomento, e fa piuttosto ridere l’idea che si siano citati a vicenda. Del tipo “Se ti segnalo, mi segnali?”. Col risultato che in quella cricca ristretta, è valsa una logica del favore che ha fatto sì che nessuna nuova idea sia stata proposta. In più, i blog segnalati erano già contenuti tra i preferiti.

Tre riflessioni su questa cosa:

1) Il senso del blog day è andato perso: lo scopo non era farsi pubblicità ma spingere i propri lettori verso altri argomenti.

2) Il “favoritismo” italiano, anche se trapiantato all’estero, si fa riconoscere ovunque. E conferma la tendenza ad accontentarsi di essere “qualcuno” all’interno del proprio entourage.

3) Non avete capito un cazzo.

Che tristezza.