Non vedo l’ora.

Come vi avevo anticipato qualche giorno fa, finalmente ci siamo!

Il mio primo libro “Non vedo l’ora che venga domenica” verrà presentato il 2 dicembre presso il Centro Culturale di San Donà di Piave. Interverranno durante la serata il Procuratore Generale Dott. Ennio Fortuna, il giornalista del Gazzettino Fabrizio Cibin…e la sottoscritta naturalmente! (per tutte le info tecniche, datevi un’occhiatina al manifesto qui sopra)

Spero di vedervi numerosi! (evento in Facebook)

PS: per qualsiasi info o se volete comprare il libro (€ 10)…scrivetemi: giuliadepentor@gmail.com


 

foto di copertina:@Renato D’agostin

elaborazione grafica: Valentina De Din

font di copertina: Arsenale White@Zetafonts

No kids

Oggi e’ apparso un articolo sul Corriere della Sera in cui si dice che il fronte “no kids” avanza, coinvolgendo aerei, ristoranti e altre attivita’.

Sono pienamente d’accordo. Anzi, il fronte “no kids” l’ho inventato io, alcuni anni fa (non e’ vero, ma avrei potuto). I bambini sono una cosa bellissima, adorabili e teneri, con una dolcezza che perderanno quando diventeranno adulti, con la curiosita’ tipica che ti emoziona perche’ cosi’ soffice e pura. Pero’ i bambini in alcune situazioni sono fastidiosi, come ad esempio in aereo. Le compagnie aeree dovrebbero prevedere la presenza di posti dedicati ai piu’ piccoli, perche’ uno non puo’ farsi ore di viaggio con un bambino che urla e piange. E’ uno strazio per lui, e’ uno strazio per me. I genitori alle volte proprio non capiscono. Mi sono spesso sentito dire: “eh, e’ un bambino”. “Ok – dico io – allora io ti sputo in un occhio (parafrasando Zucchero) perche’ sono adulto”.

La cosa che piu’ mi irrita non sono tanto i bambini, che quando sono piccoli sono solo un riflesso di quei genitori imbecilli che non riescono a capire che un bambino piccolo non sopporta certe cose, come ad esempio stare seduto in un ristorante con mille cose da vedere e toccare. E loro ti guardano e ti dicono: “e’ un bambino”. ANCORA?????? oppure dicono al bambino: “dai, su, stai buono, non piangere, non parlare, non gridare, non toccare”. Ma tu, genitore, non ti senti un po’ ridicolo nel dire queste cose ad una creatura che del muoversi, piangere, parlare, gridare e toccare fa la sua vita, soprattutto nella tenera eta’? Se il bambino capisse, ti direbbe: ” e tu non portarmi nei ristoranti, per poi riempirmi di parole”.

Ma loro ti guardano pacificamente, e ti dicono: “e’ solo un bambino”. Ok, visto che io sono solo un adulto, dico che spesso la gente e’ completamente falsa nel giustificare tutto solo perche’ e’ un piccolino, come quando qualsiasi persona alla vista di un bambino si avvicina e dice (testualmente): “ehhhhh, che bello, ehhhh, caroooooooo lui, ehehhhehhh, ma che cicicicicoococo, ehhh, ma chi sei tu, ma come ti chiami, eheohohohohh, plurupruprupurpurpu”.

E’ in questi momenti che adoro il bambino. perche’ guarda l’adulto deficiente e nel suo silenzio sta pensando: “non voglio diventare ebete come te!”.

A.

Peris, Nuok e company

www.nuok.it

Ultimamente sto trascurando questo blog, lo ammetto e me ne dolgo. Se non fosse per A. che aggiorna ogni tanto, forse qui ci sarebbero erba alta e lupi. Ma i progetti sono tanti e il tempo (come il denaro) scarseggia sempre.

Ma sono sempre in mezzo ai piedi, don’t worry (be stronzo) e tra poco tornerò tra voi anche con delle sorprese.

Sta per uscire un mio libro e ultimamente sono totalmente assorbita dal perfezionamento degli ultimi particolari. A tempo debito saprete tutto e saprete anche dove trovarmi per ascoltare ufficialmente, con il microfono e con un vestito carino quello di cui sto parlando ininterrottamente da mesi. E’ questione di giorni, so che state fremendo dalla curiosità! Contenetevi!!!

Continuano le fantastiche interviste a Radio San Donà con lo splendido team di Overbooking. Non perdetevele perché siamo proprio bravi e soprattutto sconvolgentemente belli, non per vantarci ma anche sì.

Se non vi siete ancora stufati di sentirmi parlare di Parigi, potete leggere storie e articoli sulla Ville Lumière, a questo link ! Il sito è Nuok e ve ne ho già parlato. Non solo New York…ma anche Parigi, Londra, Berlino e tante tante altre città!

Questa è la redazione

Questa sono io

Questi sono i miei articoli su Parigi

Questa è la mia intervista a Enrico Franceschini

Questa è la pagina facebook dove potrete trovare i link a tutte le altre città.

 

Enjoy!

 

Ruota di pavone e arrivederci. (insopportabile)

Il degrado.

Sono giorni di pioggia. Sono giorni che guardi la TV con aria di sfida: ti accendo o non ti accendo? Decidi di accenderla. E trovi un sacco di programmi, un sacco di persone, un mondo che non capisci. Ci sono tante cose che mi hanno colpito, oltre al digitale terrestre che a casa mia non funziona ancora bene.

1) il programma “Uomini e Donne”. Lo so, ormai e’ ben noto che e’ un programma incredibilmente senza senso. Mi sono documentato: va in onda dal 1996, esiste in versione spagnola con il nome di “Mujeres y hombres y viceversa“. Quello pero’ che mi ha sbalordito e’ che ora esiste una versione “OVER”, ovvero le coppie da formare sono formate da uomini e donne anziani con eta’ superiore ai 65 anni. Ed e’ li’ che dopo molti mesi, chiamo mia nonna, che fortunatamente e’ a casa, con suo marito: insomma, ringrazio di non avere un nonno tronista e una nonna velina.

2) nella televisione del 2010, c’e’ anche un’intervista che mi lascia basito: quella tra Loredana Lecciso e Maria Carmela D’Urso, nota anche come Barbara D’Urso. Una simil-presentatrice che intervista una giornalista pubblicista radiata dall’albo. Ho girato invano perche’ ero veramente convinto, dopo aver visto questo pezzo di alta televisione, di vedere anche un dinosauro intervistato da uno scatolone, oppure Memo Remigi intervistato da Paola Saluzzi, a questo punto. E invece niente.

Ecco. E’ un po’ di tempo che non accendo la televisione, se non per alcuni programmi, pero’ tutto questo mi ha lasciato perplesso. Ritorno alle mie serie tv, che sono pura finzione, ma almeno e’ finzione dichiarata, e non mascherata da finte lacrime ed emozioni.

A.