Happy fu**ing year!

Certo eravamo giovani, eravamo arroganti, eravamo ridicoli, eravamo eccessivi, eravamo avventati, ma avevamo ragione.

Ho appena scrittoecancellato un post dove facevo un bilancio del 2010 e mi scagliavo contro questo e quello, concludendo che è stato l’anno in cui abbiamo capito cosa NON vogliamo fare, dove NON vogliamo vivere, e come NON vogliamo diventare.

L’ho cancellato per due motivi: primo perché il mio libro ha provocato malcontento qua e là ed ho avuto la mia prima quasi querela (che emozione!) e non vorrei aggiungerne subito un’altra. Secondo perché alla fine è passato e non abbiamo tempo da perdere a rimuginare su quello che è stato, dato che di tempo ne abbiamo perso anche troppo.

E poi…questo 2010 è stato anche prezioso perché ci ha portato nuovi amici, ci ha aiutato a tagliare rami secchi e ci ha convinto definitivamente a prenotare il biglietto aereo che il 13 gennaio ci porterà di nuovo lontano da qui.

Ci ha confermato che abbiamo sempre avuto ragione, ci ha aiutato a disprezzare chi ci disprezza perché siamo troppo giovani, e ci ha permesso di ridere in faccia a tanta gente.

Quindi…auguri a tutti, tranne a quelli che si accontentano.

Blog version 2.0(11)

Domani sara’ il primo giorno del 2011.

E noi lo festeggiamo con mostrandovi uno stile nuovo per il nostro blog. Dopo mesi in versione beta, dopo mesi in versione 1.0, ora siamo lieti di annunciarvi la versione 2.0(11) del nostro blog.

Noi speriamo che vi piaccia; se cosi’ non fosse, scriveteci, tanto non lo cambieremo (piu’ che altro perche’ i temi offerti da wordpress non e’ che siano bellissimi).

Aggiornamenti con il nuovo anno: cityglimpse da meta’ gennaio si trasferira’ per un periodo a Berlino, e quindi posteremo qualche chicca (colgo l’occasione per salutare Chicca). Seguiteci inoltre anche nel blog Neu! in Berlin !

Happy new year, buddies!

G&A

Buone feste

cityglimpse augura a tutti i suoi lettori delle felici festività. Natale o non natale, credenze o non credenze, mobili o non mobili, l’augurio nostro e’ quello che possiate ricere tanto amore, serenità e gioia.

Così sia.

A dopo le feste con aggiornamenti. Cityglimpse si riperde nel mondo.

Da grande voglio fare la fashion blogger

E’ tempo di riflessioni profonde su queste pagine virtuali e, complice la disperata caccia di giacca e scarpe adatte al “freddo torrido” di Berlino (devo registrare questo favoloso ossimoro e cercare di farci dei soldi. ok la smetto.), mi sono trovata in questi giorni a sbirciare più del solito i consigli delle fashion blogger alla ricerca di qualche preziosa dritta. (per i pochi antichi che ancora non lo sanno: il fashion blogger è una persona, di solito una ragazza, più o meno normale, più o meno bella, che si presume abbia particolare gusto nell’abbigliamento e fa del bene al prossimo condividendo il suo innato talento, fotografando o facendosi fotografare nelle sue graffianti mises)

Ve l’avevo detto che erano riflessioni profonde.

Ora, io ringrazierò -e invidierò- per sempre personaggi come Cherry Blossom Girl e Pandora, ragazze parigine belle e privilegiate che hanno un guardaroba grande quanto un piccolo stato e trascorrono le loro giornate ad abbinare lo smalto color “ratto fulvo opalescente” dell’ultima collezione Chanel (sì sì…quello verdastro ce l’avevo anch’io e lo consideravo più prezioso di alcune vite umane) al cinturino delle deliziose scarpine trovate nell’armadio della nonna.

Le invidio, sinceramente.

Primo, perché si sono inventate un lavoro fantastico e riescono a vivere delle loro idee; secondo perché vengono chiamate a disegnare linee di scarpe e abbigliamento e per questo motivo viaggiano gratis e ricevono ogni sorta di regalo; terzo, perché le loro nonne si vestivano da dio anche quando c’era la guerra e tutti i comuni mortali giravano con le scarpe di cartone.

Le invidio mortalmente, perché con quattro stracci (di cui uno della famosa nonna e due scovati a un qualsivoglia mercatino delle pulci dove io, normalmente, ho trovato solo…pulci, appunto) e un solo accessorio di lusso (il cui costo si aggira normalmente attorno ad un’andata e ritorno per una qualsiasi destinazione intercontinentale), riescono a creare meravigliosi abbinamenti (che loro chiamano outfits) adatti a qualsiasi occasione.

Le invidio perché nel mio armadio sembra che sia perennemente scoppiata una bomba nucleare al napalm e idrogeno, e succede di trovarci in fondo, sepolti da strati di humus, graziosissimi magliocini utilizzati sono una volta e rimossi dalla memoria, appallottolati assieme a sciarpe e foulard in un groviglio inestricabile che da solo pesa quanto una piccola palla di kriptonite.

Il mio sogno? Creare un database di vestiti, scarpe e accessori da consultare per avere tutto a portata di mano. E’ una bellissima idea che so già che non porterò mai a termine, come la maggior parte delle mie invenzioni geniali. Del resto, il mondo non è ancora pronto per me.

Ma torniamo all’argomento principale.

Come ogni idea strepitosa che si rispetti, il morbo fashion blog ha presto contagiato milioni di persone: se si escludono esperimenti riuscitissimi, come quello della mia amica J. (il cui blog non rivelerò perché nella vita quotidiana è un serissimo quasi avvocato e mi sa che non vuole farsi scoprire), la quale mi fornisce privatamente di preziosissimi consigli, (PS: ed è grazie a lei se ho deciso per un fantastico parka verde militare che amo alla follia!), in rete circolano a piede libero delle esaltate che si vestono peggio che in Germania Est prima dell’89 e sembra che di fronte al loro armadio esclamino “Mmmm…vediamo un po’…oggi mi va di vestirmi….di merda!”.


Ed è così che abbinano jeans con ricami country a calze color carne e ballerine di vernice.

Dicono di essere pazze per i fiocchi e scelgono di metterseli OVUNQUE.

Oppure semplicemente si vestono in modo insignificante.

Magari non sono proprio filiformi e scelgono i magici leggings lucidi che, come sostengo da sempre, possono stare bene solo a chi non mangia carboidrati da almeno 15-16 anni, quindi o è clinicamente morto o è Kate Moss. E si mettono un vestito lungo? NO. Lasciano il culo inguainato di latex al vento e se possibile fanno anche vedere un po’ di mutanda in trasparenza.

Non scriverò a chi mi riferisco perché ogni giorno ne scopro di nuovi e inorridisco (no, solitamente non parlo in rima), ma propongo di fondare un movimento che ci liberi da queste invadenti creature.

E comunque mia nonna si vestiva da dio , anche durante la guerra.

Crepa Cherry Blossom, CREPA!


A rapporto!

Questo blog è silente da un po’, ma il tempo era poco, c’erano un libro di mezzo e i preparativi per l’ennesima fuga dall’Italia.

Andiamo con ordine: il mio libro “Non vedo l’ora che venga domenica” è stato presentato la settimana scorsa con una consistente partecipazione di pubblico (io dicevo 100 persone, la questura 300…o di solito è il contrario?). La cosa mi ha reso felicissima e mi ha ripagato del modo deludente in cui la serata si è svolta…serata in cui si è parlato del libro quasi per sbaglio e si è lasciato posto a sproloqui senili e a propagande politiche.

Vi risparmierò il resoconto, dato che non vorrei addentrarmi a parlare di cose che non interessano a nessuno, segnalandovi invece altri contributi estremamente interessanti e gratificanti.

In primis, per la vera presentazione “parlata” del libro, fatta da persone che il libro l’avevano letto e vissuto per davvero, vi rimando a “Overbooking“. Ascoltate tutta la puntata perché è davvero bella ed emozionante! Da non perdere le letture di Elisa Veronese e il video che Massimo Battistella ha girato ispirandosi al mio libro, disponibile anche sul sito di Radio San Donà.

Samantha Ragazzi, che ha letto in anteprima il manoscritto quando ancora non era stato stampato, mi ha invece intervistato per il magazine CoseBelle, durante una divertente conversazione via Skype in cui abbiamo parlato del mio libro e di tantissime altre cose! Ecco l’intervista. Di Samantha, che tra l’altro è mia collega in Nuok, potete leggere anche gli articoli sulla New York segreta e misteriosa qui.

Per quel che mi riguarda, posso dirmi molto orgogliosa oltre che per queste cose che vi ho appena raccontato, anche perché ieri ho acquistato un fantastico volume fotografico sui più famosi casi di cronaca nera italiani…la copertina era rotta e mi hanno fatto lo sconto! Grande grande soddisfazione!

Nient’altro da dichiarare!