Date a girl who reads by Rosemarie Urquico

Bellissimo.

“Date a girl who reads. Date a girl who spends her money on books instead of clothes. She has problems with closet space because she has too many books. Date a girl who has a list of books she wants to read, who has had a library card since she was twelve.

Find a girl who reads. You’ll know that she does because she will always have an unread book in her bag.She’s the one lovingly looking over the shelves in the bookstore, the one who quietly cries out when she finds the book she wants. You see the weird chick sniffing the pages of an old book in a second hand book shop? That’s the reader. They can never resist smelling the pages, especially when they are yellow.

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Sentirete finalmente la mancanza di tutti quei ragazzi che avete mandato via a calci.

Più volte mi sono trovata a rispondere a quegli Italiani, all’estero e in patria, che ritengono noi giovani all’estero dei ricconi perditempo, incapaci di fare qualsiasi cosa tranne godersi la vita e i divertimenti della città di adozione.
Nel migliore dei casi, se il giovane all’estero dimostra di lavorare per vivere, allora è solo una questione di fortuna o raccomandazione.
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“Flapper” per una sera

Prima di tutto, una definizione di flapper, presa da un sito a caso di cui non conosco l’attendibilità:

“La tipica flapper era una giovane donna che ostentava la sua giovinezza e criticava le generazioni più vecchie perchè accettavano il convenzionalismo ed il qualunquismo come caratteristiche della donna. Le flappers erano moderne. Andando contro qualsiasi vecchio canone: le donne tradizionaliste portavano i capelli lunghi, le flappers corti o a boccoli, contro i lunghi vestiti castigati portavano abiti corti o abiti che mostrassero braccia e gambe dal ginocchio in giù e facevano largo uso di make-up soprattutto in pubblico. In definitiva le flappers furono il simbolo di una rivoluzione sociale, che non comprendeva solo il modo di vestire, ma anche il modo di percepire ed interagire con il mondo che circondava la società degli anni ruggenti e dell’era jazz”

Seconda cosa: sì, mi piacerebbe moltissimo vivere in un’epoca del passato a caso, però non sto cercando di cambiare il radicalmente il mio look. O meglio, lo farò: ma solo per una sera e non sarò l’unica (almeno spero!).
E no, non mi taglierò di nuovo i capelli a caschetto. Questa flapper avrà una percentuale di tradizionalismo.

In attesa della festa (e di qualche consiglio delle altre nuokers), quindi, qualche ispirazione presa dal mio sito di cazzeggio preferito! (Pinterest: mi trovate qui).


flapper 2


 

PS: Alessio, ce n’è anche per te!

Sulle sorprese

Ma c’è qualcosa di più bello delle sorprese? Di farle e riceverle? Secondo me, no.

Ecco perché domenica scorsa sono arrivata in Italia alle 12.30 e ci sono rimasta 48 ore giuste giuste, sonno (poco) compreso.

Solo ed unicamente per fare delle sorprese. E ne è valsa la pena al 100%! 

 

Poi…andarsene, però… (lei però lo sapeva che stavo andando a trovarla)