La lista del venerdì #6

La lista del venerdì #6

Anche se per voi, in Italia, questo venerdì è un concetto relativo (sìì, lo so che siete in vacanza da due giorni!), ecco la mia lista di cose belle!

PS: grazie a Valentina di Peek-a-book che mi ha ricordato questo lungo ponte del 25 aprile. 🙂 (grr, vi invidio!)

*E dopo i bellissimi uffici e spazi di lavoro della settimana scorsa, passiamo ai salotti…e che salotti!

*Un Tumblr dedicato alle più belle librerie…ma che sogni! Si chiama Bookshelf Porn e il nome se lo merita tutto!

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photography: Richard Powers

*Schiscia è una parola che detesto e che mi ricorda il nome di qualche orribile malattia venerea, però questo sito è davvero simpatico e pieno di consigli utili per il pranzo in ufficio.

*Scrivere con il colore: una macchina da scrivere che sembra uscita da un sogno.

*Un cuoco italiano -molto intelligente e lungimirante- che ha deciso di inventare delle ricette per decine di cupcake vegane…che felicità!

*I luoghi abbandonati: come invitarmi a nozze (questo è un albergo in Colombia)

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*Foto di cani estremamente stupide e divertenti.

E le solite foto a caso. Buon weekend!

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Lo scaffale d’oro di Annamaria

Lo scaffale d’oro di Annamaria

…avevo deciso di pubblicare uno scaffale a settimana ma il mio progetto ha avuto un successo inaspettato, ho già ricevuto un sacco di liste e sono felicissima!

Ecco perché ho deciso di fare uno strappo alla regola.
Il fatto che il primo scaffale mi sia arrivato da una persona speciale che mi ha anche fatto notare come oggi sia la giornata internazionale del libro (e io non lo sapevo! Ma dove vivo?) è certamente da interpretare come una spinta a pubblicare ben due liste nella stessa giornata!

Lei è Annamaria, ed è una nuoker storica (anzi una capanuoker, come Alice -la mamma di Nuok- chiama noi caporedattori) e ci siamo conosciute -di persona- a New York nel 2011. (ahhh, sospiri, che ricordi)
Avete presente quando incontrate qualcuno per la prima volta e vi sembra di conoscerlo da sempre? Con Annamaria -detta Annina- è stato esattamente così: è scattato quel “click” che ci ha fatto chiacchierare come due furie per tutta la sera. 

È stata lei a cogliere per prima il mio invito e, neanche a farlo apposta, sono venuti fuori un bel po’ di libri in comune.

Siete curiosi?

Ecco lo scaffale d’oro di Annina!

“Madame Bovary” Gustave Flaubert
“Il grande Gatsby” Francis Scott Fitzgerald
“Il nome della rosa” Umberto Eco
“Il mestiere di uomo” Alexandre Jollien
“Il giovane Holden” J.D. Salinger
“Cecità” José Saramago
“Trilogia della città di K.” Ágota Kristóf
“L’insostenibile leggerezza dell’essere” Milan Kundera
“Le città invisibili” Italo Calvino

E questa è la foto che ha scelto per descriversi come lettrice!

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Lo scaffale d’oro

Lo scaffale d’oro

“Questo libro lo metto sullo scaffale d’oro”
In senso figurato, naturalmente: non ho ancora una libreria con i carati.
Riporre un libro sullo scaffale d’oro, per me, significa ringraziarlo per essere stato così speciale. Invece di dire che è uno dei miei libri preferiti, io lo metto su uno scaffale dorato immaginario.

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Tempo fa, la mia amica -e nuoker- Elena mi ha chiesto: “Ma si può sapere quali sono questi libri? Mi fai una lista? Me ne dici una decina?”.
Una delle cose più difficili: come scegliere una manciata di libri -per me- indispensabili e speciali tra le centinaia (migliaia?) lette fino ad oggi? Elena mi ha lanciato una bella sfida.
Però alla fine ci sono riuscita!

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Ecco i miei pupilli (in ordine casuale):

“Il Piacere” Gabriele D’Annunzio
“Cent’anni di solitudine” Gabriel García Márquez
“Il grande Gatsby” Francis Scott Fitzgerald
“Il nome della rosa” Umberto Eco
“Il Gattopardo” Giuseppe Tomasi di Lampedusa
“Il diavolo in corpo” Raymond Radiguet
“Il giardino dei Finzi Contini” Giorgio Bassani
“Norwegian Wood” Haruki Murakami
“Il Giovane Holden” Jerome David Salinger
“Molto forte, incredibilmente vicino” Jonathan Safran Foer
“La coscienza di Zeno” Italo Svevo

Ne ho esclusi alcuni, è vero, e l’ho fatto con tanto dispiacere.
Poi mi sono detta: perché non chiedere ai miei amici di regalarmi anche i loro scaffali d’oro per trarre ispirazione, per scoprire nuovi autori e per confrontarci?

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Ed ecco che scatta la seconda rubrica di questo blog! 

Chi vuole riempire uno scaffale? Scrivetemi 🙂

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La lista del venerdì #5

La lista del venerdì #5

Rieccoci. A Berlino splende il sole  ci sono poche nuvole, è venerdì e questa sera arrivano dei nostri amici.
Festeggiamo con una lista di cose belle!

*Se anche a voi capita di svegliarvi e di pensare di voler cambiare lavoro, questo sito contiene molti suggerimenti divertenti e interessanti.

*E se l’ultima puntata di Mad Men si fosse svolta…in Facebook?  (attenzione SPOILER!)

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*Chi non ha mai sognato una casetta sull’albero? In Texas hanno fatto le cose in grande.

*Ricevere un messaggio per sbaglio e iniziare a esplorare (e fotografare) Londra alle 5 di mattina.

*Uffici, studi e atelier di famosi creativi…il vostro preferito?

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*Il vostro identikit disegnato prima secondo le vostre indicazioni e poi secondo le indicazioni di uno sconosciuto. Ne risulta uno spot molto toccante e con una morale. (e io neanche mi ero resa conto che si trattasse di una pubblicità!)

E per concludere…un po’ di immagini a caso!
Buon weekend a tutti!

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Un miracolo al supermercato

Un miracolo al supermercato

Vi ho già raccontato che vivo e lavoro in Germania da più di due anni senza capire un cavolo di quello che mi dicono gli autoctoni. È così, punto e basta. Lavoro in inglese quindi non c’è problema. (3,2,1…Italiani a Berlino che “padroneggiate” il tedesco, scatenate l’inferno!!!)

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In realtà conosco moltissime parole inutili, so declinare tutti i una manciata di verbi con disinvoltura, colori e numeri non hanno segreti per me…il problema è che non riesco a comporre le frasi. Non c’è verso.

Proprio quando avevo perso le speranze, e naturalmente troppo tardi rispetto al susseguirsi degli eventi, qualcosa si è sbloccato: il miracolo è avvenuto al REWE (il supermercato dove vendono la migliore tomatensuppe della città) venerdì scorso.
Quello che fino a poco tempo fa mi suonava come un achtungschaftchchunfugenalzandigungschrippen, bitte? si è dipanato improvvisamente di fronte a me.

Con musica celestiale di sottofondo e illuminazione divina dall’alto.

Avete presente quando il filo delle cuffie dell’iPod esce dalla borsa in una matassa inestricabile, voi provate a sbrogliarla ma sembra davvero impossibile fino a quando, d’un tratto, tutto si risolve?
Ecco. Mi è successa esattamente la stessa cosa.

Le parole, la costruzione…tutto chiaro!

Ora, non andate a pensare che mi sia messa a parlare di Hegel con la cassiera: ho semplicemente risposto a tono ad una semplice domanda a cui, però, fino a poco fa avrei risposto “NEIN” per sicurezza e per partito preso.

“Haben vielleicht Sie zwanzig Cent, bitte?”

JA! Sì che ce li ho 20 centesimi. Eccoli qui, gentile Frau Schmidt (nome di fantasia).
E non mi ha emozionato capire “haben Sie” (dai, fino a lì ci arrivo), neanche “zwanzig” (nei numeri sono bravissima, ve l’ho detto!)…è stato il VIELLEICHT.

Forse. Per caso.

Inserito all’interno di una frase detta in velocità.

Mi sono sentita un leone e ho fatto un sorrisone alla Frau. Volevo spiegarle tutta la storia, ma le parole si sono incastrate di nuovo come al solito.

Una volta qualcuno mi ha detto che per essere davvero felici, non bisogna aspettare i grossi eventi favolosi, ma si deve prima imparare ad apprezzare le piccole cose belle e poi sommarle tutte insieme.

Beh, io ho deciso di iniziare proprio da questa.

Il diritto al fischiettamento illogico

Il diritto al fischiettamento illogico

A volte penso che la mia lista del venerdì dovrei proporvela di lunedì, tanto per migliorare questa giornata che, ad essere molto gentile ed educata, definirei traumatica.

Io odio il lunedì e sì, capirai che novità. Tutti odiano il lunedì.

Personalmente, non lo odio perché si ricomincia a lavorare dopo due giorni di vacanza. Cioè, lo odio anche per quello ma soprattutto perché durante il weekend io cambio fuso orario. Di sabato e domenica è come se andassi in Australia: sono attiva ad orari improponibili e mi sveglio e mi addormento senza regole e filo logico.

Tanto per fare un esempio, ieri c’era il sole. Mi sono svegliata tranquillamente alle 8 (cosa che non faccio neanche durante la settimana), SONO ANDATA A CORRERE* (metto un asterisco e poi spiego), sono tornata a casa, doccia e poi sono uscita tutto il giorno, camminando come una cretina per viali e parchi. Alle 16 sono tornata a casa, mi sono addormentata pesantemente per un’ora (con abbondante bava alla bocca) e poi, rilassatissima, sono uscita di nuovo per l’aperitivo che notoriamente in Germania non si fa.
Fuso della Nuova Zelanda con incursioni a New York e Kuala Lumpur.
Di sera, poi, sono tranquillamente crollata a mezzanotte guardando un film (“Mean Streets” di Martin Scorsese se vi interessa), di nuovo tornata al fuso di Berlino.

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Prima di raccontarvi il risveglio di stamane, torniamo all’asterisco:
*sono andata a correre: non pensate male. Lo so che in questo periodo sono stranamente attiva: vado a yoga, faccio esercizi in casa TRE volte alla settimana (tipo quelli di Jane Fonda, certo, ma vestita peggio), oggi ho iniziato ad andare a lavorare in bicicletta (10 chilometri A/R eh!)…e adesso mi metto anche a correre per le strade come quei pazzi tutti sudati che si vedono in giro?
No, non preoccupatevi. Questa è stata la scena:

Io: “Ciao. Visto che mi sono svegliata presto, vado a correre ok?”
Il paziente Alessio: “Ciao, STAI ATTENTA A NON FARTI MALE.” (Sì, ho questa strana reputazione)
Dopo 7 minuti
Il paziente Alessio: “Già qui?”
Io: “Sì, ho corso un minuto e credevo di morire. Ho camminato. Non andrò mai più. Figa la funzione “fitness” dell’iPod. Sport di m#@* comunque.”
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Torniamo a noi.
Placidamente e profondamente addormentata, questa mattina sono stata svegliata di soprassalto dai lavori in corso sulla strada. Alle SEI E MEZZA.

Le SEI E MEZZA.

Un trambusto di “BEEEP BEEEP VROOOM SBAM CRASH SBENG IIIIIHHH”.
Avete mai sentito parlare di “gentrificazione“? Ebbene, a Berlino sta avvenendo sul serio ed è tutta concentrata nei pressi di casa mia. Ci sono 87 cantieri con operai che, iniziando a lavorare alle 6 e finendo alle 15, sono evidentemente calibrati sul fuso orario UCRAINO.

E io mi sveglio.
Ed è lunedì.
E di lunedì ho il TREMENDO TEAM MEETING a cui oggi, tra parentesi, ho assistito IN PIEDI, guardando me stessa da fuori e chiedendomi: “Ma cosa ci fai lì? Perché non sei a letto a dormire?”.
Una tortura utilizzata anche nelle peggiori carceri: IL TEAM MEETING IN PIEDI.
Tutti confessano dopo venti minuti di team meeting in piedi. Si sa.

Vabè, uno dice, pazienza. Pensa che bello: oggi c’è il sole e finalmente puoi andare in giro in bicicletta, puoi metterti il trench beige e attraversare il parco, ammirando la natura che si risveglia. Che poesia.

Sì. Certo.
Siete mai andati in bicicletta in Germania voi?
Io considero il tragitto in bicicletta uno dei pochi momenti rilassanti della giornata: corro, sì, ma non mi affanno,  mi guardo in giro, fischietto motivetti inesistenti, mi godo il vento e il sole, metto un bicchiere di cappuccino nel cestino e lo bevo…con calma.

Qui, invece, sono fuori di testa.
Tutti vestiti tecnici, con i pantaloni stretti da ciclisti e le ginocchiere, ai semafori non si distraggono neanche un secondo pur di partire per primi. Quando scatta l’arancione (che qui, inspiegabilmente, arriva prima del verde e NON prima del rosso) sono già venti metri più avanti di te.
Se sulla pista ciclabile non vai ad almeno 50km/h ti scampanellano e ti bestemmiano dietro.
“Devi stare sulla destra se hai tempo da perdere, inetta che non sei altro!”
Una vecchietta paraplegica senza una gamba sta attraversando la pista ciclabile? Non gliene frega niente, capito? Si deve spostare su-bi-to. Non c’è flessibilità. Zero. (e per inciso, è un problema che hanno in molti altri campi)

ALLORA VI DOVETE DARE UNA CALMATA OK?!?
Non lo vedete ‘sto traffico? Non ne sentite il rumore, la puzza, la violenza?
Avete la possibilità di girare in bicicletta, avete persino più piste ciclabili della ridente San Donà…cosa correte? Dove andate?
Rilassatevi. Godetevi l’arietta fresca, fate cose stupide, andate dentro alle pozzanghere come faccio io che non ho neanche il parafango, fate le discese senza piedi sui pedali, canticchiate, salutate le signore che non conoscete e soprattutto lasciate che attraversino la vostra pista senza cercare di tirarle sotto.

CALMATEVI.

E rivendicate il vostro diritto al fischiettamento illogico.

PS: ce l’ho davvero il trench beige e il cappuccino nel cestino eh!

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