“cinquecentocinquantacinque”: 5 libri sui cimiteri

Ed eccoci arrivati alla seconda puntata (o terza, se contiamo anche la lista di biografie) della mia nuova rubrichina “cinquecentocinquantacinque”).

Abbiamo parlato della mio primo amore, la cronaca nera, e oggi vorrei procedere con qualcosa di altrettanto ridente e sereno, ovvero la selezione dei miei libri preferiti che hanno a che fare con i cimiteri. Dopotutto, la festa dei morti si avvicina, no?

Questa volta, ahimè, ho solo quattro titoli (di libri) a disposizione. Ma non temete: al termine dell’articolo, troverete un consiglio speciale nonché il link di tutti i miei articoli riguardanti i cimiteri.

MIchael James, 1964
Michael James, 1964

Procediamo.

“Cimiteri. Storie di rimpianti e di follie” di Giuseppe Marcenaro, Mondadori (2008)
Il mio commento, quando l’ho letto, è stato: “si sente quasi la puzza di fiori marci. Mi è piaciuto.” Direi che è una garanzia.

“Passeggiate nei prati dell’eternità” di Valeria Paniccia, Mursia (2013)
“Perdersi nei cimiteri aiuta a rievocare un’epoca, cogliere l’anima di un popolo, portare alla luce vite celebri e non, scoprire la bellezza artistica di sculture poco conosciute. Passeggiare nei prati dell’eternità regala emozioni autentiche ed elementi ultimi di riflessione. Una scrittura che guida il lettore in un’avventura di pensieri e di immagini niente affatto drammatica, ma inattesa e pacificata, perché “le lapidi sono porte, non muri”.

“Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters, Einaudi (1943)
Amo TUTTO di questo libro. Amo il fatto che sia stato tradotto per la prima volta da Fernanda Pivano (a proposito, se vi siete persi l’intervista inedita che ho scovato qualche mese fa, eccola), amo l’interpretazione di De Andrè, amo il concetto geniale che sta alla base di tutta la raccolta di poesie. Amo l’atmosfera. Insomma, non c’è niente che non mi piaccia di Spoon River. Infatti, mi sono tatuata la parte finale di “Fiddler Jones” sul braccio destro.

“Dormono sulla collina” di Giacomo di Girolamo, il Saggiatore (2014)
Un’antologia di Spoon River all’italiana (ecco perché si intitola così). Questo libro raccoglie le morti celebri e meno celebri che hanno fatto la storia d’Italia tra il 1969 e il 2014, sotto forma di brevi poesie, commenti, biglietti d’addio e pensieri. Un modo alternativo per imparare quello che è successo nel nostro paese in questi ultimi quarant’anni.

“Totentanz” (“Dylan Dog”, albo gigante nr. 1) di Tiziano Sclavi, Mauro Marcheselli, Giampiero Casertano, Sergio Bonelli Editore (1993)
La Spoon River di Dylan Dog. Poetica e macabra al punto giusto.

I “miei” cimiteri

E concludo con questo bellissimo pensiero che Lorenzo (un nuovo lettore del mio blog!) ha scritto ieri come commento a uno dei miei articoli:

“questa passione per i “luoghi eterni” credo appartenga a chi abbia bisogno di scontrarsi in una prospettiva materiale ed emotiva con ciò che ci accumuna e che ci rende consapevoli che saremo eterni solo in quei luoghi”

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  • Lorenzo

    Grazie Giulia. Voglio condividere con te e con i tuoi lettori la mia ultima esperienza a Palermo, terra stupenda con gente meravigliosa. Ma non solo questo purtroppo. Mi hanno raccontato la loro mafia, ho visto i luoghi dove si sono consumate le più alte espressioni di vigliaccheria. Tuttavia sono contento di aver preso coscienza anche se da una sfera di cristallo di ciò che per anni ho ritenuto solo il sinonimo della cultura meridionale. Me ne sono dispiaciuto, ma ora ho fatto un passo indietro e penso di saperne un po’ di più. Ti consiglio perciò, nel caso non ci fossi mai stata, di visitarla, di viverla magari con qualcuno del posto. Vivrai delle emozioni che sono certo ti appartengono. E ti sentirai meglio. A presto. Lorenzo