Sui blogger che si copiano tra di loro

Oggi è il secondo giorno del 2013 (auguri, tra l’altro): avrei voluto stilare una lista fitta di buoni propositi da non rispettare -come ogni anno- ma la mia giornata è iniziata con una riflessione e quindi i buoni propositi vengono rimandati.

Rimandare i buoni propositi: pessimo inizio no? 

Vabè.
Torniamo alla riflessione.
Come sapete, abito a Berlino: pur essendo la “nuoker di borlin”, i miei articoli non riguardano mai eventi, mostre o cose temporanee (è la nostra filosofia), pertanto ogni giorno leggo blog e magazine -italiani, inglesi o tedeschi (per quello che ne capisco)- per sapere quello che succede in città e partecipare a ciò che mi interessa.

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Ora, se scrivessi un giornale di informazioni e notizie, mi preoccuperei di differenziarmi dagli altri per guadagnare dei lettori che scelgono me per questo o quel motivo.
Cercherei di essere “migliore”. In qualche modo, non importa come (anche magari impegnandomi a non fare errori di ortografia, ad esempio).
Invece, i blog e i magazine che raccontano Berlino…si “scopiazzano” tra di loro.
O -ancora peggio- riprendono gli articoli degli altri (dimostrando quindi di averli letti) e li criticano con finta nonchalance .
C’è forse qualcosa di più triste e meschino?

Perché mai dovrei leggere due volte la stessa lista di eventi, a sua volta ripresa dal sito ufficiale sulla città (anche in italiano)?
Perché dovrei scegliere un giornale a discapito di un altro, se il contenuto più o meno è lo stesso?

Se siete rivali, perché non lavorate sodo per proporre quello che mi farà scegliere voi invece del vostro concorrente? Perché non la smettete con questa idea che “bisogna scrivere a tutti i costi di questa o quella cosa”? Se ne ha già parlato l’altro…a che serve?
E perché, ancora meglio, non vi alleate e unite le vostre forze per creare qualcosa di più grande e interessante?
O ancora: tu, blogger storico che avevi un tuo grosso seguito e ora lo vedi minacciato dalla concorrenza, perché non ti fai un sito più carino? Perché non curi di più il tuo linguaggio? Perché non fai qualcosa per tenerteli questi benedetti lettori? Perché, ricordiamocelo, sono loro a far vivere il tuo blog, eh.

E questo dei blog su Berlino è solo un esempio che si applica a molti altri campi.
(e mi ci butto in mezzo anch’io -mea culpissima- quando parlo di libri di cui stanno parlando tutti e lo faccio perché non voglio essere da meno)

In generale, un tempo mi comportavo anch’io così: credevo di poter scrivere meglio degli altri, di proporre delle testimonianze più accurate, più ricche, più complete, più precise…probabilmente ci riuscivo anche. (vi avevo parlato della mia incredibile modestia, vero?)

Era tutto un affannarsi verso la “completezza”, tutto un leggere, spulciare, criticare.

Ma siamo sicuri che si trattasse di completezza e non piuttosto di una corsa inutile e angosciante, dettata più che altro dalla stizza e dall’orgoglio?

Touchée.

Il risultato? Una triste e anonima omologazione.

Ecco un proposito per il 2013: prima di scrivere, assicurarmi di parlare di qualcosa di insolito, originale, personale. 

Anche perché, a dirla proprio tutta, quando parlo di libri sottovalutati/snobbati/ignorati finisco subito nella prima pagina delle ricerche su Google.

Gli altri mi copiano? Poveri loro.

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  • E’ una cosa che noto sempre più di frequente. Tutti devono avere un blog: che sia di viaggi, di moda, di cibo, non ha importanza. Se non hai un blog sul web vali zero: poi, anche se i tuoi contenuti sono uguali a mille altri non ha importanza, l’importante è parlare, o meglio, scrivere, scrivere, scrivere. Qualità dei contenuti? Originalità? Questi sconosciuti!

    Personalmente sono stufa di gente che copia/incolla contenuti presi da un’altra parte, e sono stanca di leggere opinioni, pareri, “idee” sbatacchiate nell’editor giusto per il gusto di segnare un altro post nell’elenco infinito dell’archivio del proprio blog.

    Si dovrebbe scrivere per dire qualcosa, per invitare ad una riflessione, nei migliori dei casi per far nascere un dialogo. Invece è tutta un’accozzaglia di blog PIENI di post VUOTI con, nella maggior parte dei casi, zero commenti.

    Complimenti per la tenacia, io mi stancherei in fretta.

    Si scrive per dire, non per comunicare. E’ un po’ come una mia prof delle superiori che non di rado diceva alla classe “molti di voi mi ascoltano, ma pochi capiscono”. Ed aveva ragione. Ecco, la frittata è più o meno la stessa.

    Mah, potremmo parlarne per ore e dilagare, chiedendoci: perché se cerco la ricetta per una torta margherita vegan, mi devono saltar fuori 100 risultati tutti uguali, oppure perché se cerco come si realizza uno smoky eyes su you tube (altro luogo dove l’overload information dilaga) devono saltarmi fuori milioni di risultati, di professioniste e non?

    Mi interrogo spesso ma finora ho trovato risposte parziali, e ben poco lusinghiere…

  • Silvia

    No alla omologazione! bel post 🙂