Bon viatge!

metro

Spesso ci dicono che siamo troppo cattivi e pronti a criticare tutto e tutti.

Oggi siamo qui per dimostrare che questo non è vero: la realtà è che siamo molto peggio.

Oggi ce la prendiamo con…la metropolitana di Barcellona.

Ora, se hai l’opportunità di fare questa cosa carina e utile alla collettività, se hai deciso di metterti seriamente a scavare i tunnel…perchè poi fai vincere la mediocrità e butti tutto in vacca?

Il nostro esame implacabile ha individuato almeno 3 boiate:

1) all’entrata di ogni metro c’è la classica macchinetta che ti chiede di inserire il biglietto e poi sblocca la porta che ti introduce al magico mondo del treno sotterraneo. In alcune stazioni, però, il progettista ubriaco ha sbagliato clamorosamente: ha messo una serie di entrate, solo che la macchinetta corrisponde alla barriera alla sua destra. E’ un po’ complicato da spiegare, ma vuol dire che solo un mancino può trovarsi bene con questo sistema (che logicamente prevede che il biglietto venga inserito con la mano sinistra). Ma attenzione! Non basta abituarsi alla strana anomalia: in alcune stazioni tutto funziona regolarmente, quindi è solo questione di fortuna. Dopo aver collezionato grappoli di lividi sulle gambe, ora di fronte ad ogni barriera elettronica mi metto a piangere e chiamo il mio psicoterapeuta.

2) se avete deciso di fermarvi a Barcellona per un po’ di tempo, diciamo almeno un mese, vi converrà certamente stipulare un abbonamento ai trasporti,sia dal punto di vista pratico che economico. Il problema è che il suddetto abbonamento viene stampato su un cartoncino leggero e deve essere inserito ad ogni viaggio nell’apposita macchinetta (vedi punto 1). Avete idea di quanto può durarmi una cosa del genere? Dopo meno di 20 giorni il mio cartoncino è completamente illeggibile (e sopra inizialmente c’era il numero del mio documento. In questo modo, in caso di perdita, chiunque potrà viaggiare a sbafo), ha gli angoli mangiati e ogni volta devo mettermi in ginocchio a pregare che l’aggeggio malefico mi dica “bon viatge” e non mi mandi a quel paese. Consiglio: una bella tessera plastificata con la foto come quella dei nostri cugini gallici lassù.

3) in questi giorni qui, come in Italia, c’è grande allarme per le temperature. Del tipo che sulla Rambla ci sono 38 gradi all’ombra. Da sciogliersi e rimanere attaccati all’asfalto. Le metropolitane sono climatizzate. E questa è una cosa molto buona. Il problema è che i binari, poverini, non hanno l’aria condizionata e in più si devono cuccare il getto caldo proveniente dai treni. Cosa significa questo? Che se fuori ci sono 40 gradi, giù nelle viscere della terra ce ne saranno almeno 50. Sembra di entrare in un bagno turco senza vapore e le persone svengono a mazzi. Se poi si considera che a volte bisogna aspettare il treno anche per 6-7 minuti, l’attesa diventa insopportabile. E qui tutti diranno “Sì, ma poi nei treni c’è un bel freschetto!”. Certo. Da girare con l’Imodium in borsetta. E se siete molto fortunati vi beccate un bel raffreddore che con la temperatura fuori è proprio una goduria.

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