Buzzurri di tutto il mondo…unitevi!!!

Dopo un mese di silenzio, rompo la sacra promessa di incazzarmi il meno possibile con le cose che non mi riguardano direttamente. Ho iniziato un corso di yoga e voglio sentirmi in linea con l’universo, ma oggi non ce la faccio.

Ricollegandomi a quanto avevo già detto un po’ di tempo fa (ricordate la mia risposta agli Italiani a Berlino?), vorrei rispondere anche a quegli Italiani in Italia che tra ieri e oggi hanno trovato il tempo di criticare aspramente le interessanti storie pubblicate sul blog del Corriere della Sera Solferino 28.

Di fronte a diversi percorsi di vita, diverse città e diverse carriere, il sentimento comune espresso nei commenti all’articolo (fortunatamente non tutti) è:

-tanto facile andarsene dall’Italia
-siete tutti miliardari, figli di papà, ovvio che potete andare all’estero
“buzzurri senza arte né parte” (cit.) che fanno lavori inutili e strapagati…perché non intervistare chi si dà da fare sul serio?
…e via su questa strada.

Ora, posto che neanche vale la pena di rispondere a chi è tanto povero e meschino da credere che solo con i soldi sia possibile dimostrare ciò che si sa fare, consiglierei prima di tutto di parlare solo se si è sicuri di quello che si dice, perché altrimenti si rischia di fare una bella figura di merda.(ops, troppo tardi)
Università costose? Esistono le borse di studio.
Lavori creativi? E se qualcuno degli intervistati, per mantenersi, facesse anche un secondo lavoro?

Oltretutto, conosco molti ragazzotti ricchi e fortunati che non valgono niente ma proprio NIENTE DI NIENTE. Strano. Sono ricchi. Forse qualcosa non torna.

È facile andarsene dall’Italia? È facile andarsene da casa?
Non è più facile rimanere da mamma e papà a lamentarsi della “codardia” di chi ha tentato  un’avventura alla cieca?

Non so, passa il tempo e più mi convinco che il cancro dell’Italia sia anche nutrito da questi “giovani” (o meno giovani, chi lo sa) che si lamentanolamentanolamentano, che passano ORE a gettare fango sulle storie degli altri e non trovano MAI uno spunto costruttivo. MAI, neanche se gli prendi la testa e gliela sbatti contro.

E non venitemi a dire che solo chi è benestante può permettersi di andare all’estero: un biglietto aereo, al giorno d’oggi, se lo possono permettere TUTTI.
Bevetevi una birra in meno, rinunciate a quel paio di scarpe, smettete di fumare e anche voi sarete magicamente “ricchi”. E non parlo solo di soldi.

“Buzzurri senza arte né parte?”
Ok. Siamo dei buzzurri, siamo dei viziati superficiali, siamo incapaci, immeritevoli e raccomandati. Siamo proprio delle brutte persone.

Perché non venite a dimostrarci che cosa sapete fare? Forza!
(Unica avvertenza: la mamma che stira e cucina non è disponibile)

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  • concordo pienamente. ben detto!

  • Simone Casagrande

    Dell’articolo di solferino ho apprezzato la varietà delle storie presentate. Evidentemente chi si è lasciato andare a commenti ingiusti e antipatici nei vostri confronti, non ha proprio letto l’articolo fino la fine! Secondo me questo basterebbe a descrivere il profilo del “buzzurro” .

  • Consolata

    Vivere all’estero non vuol solo dire lavorare, ma anche crescere la famiglia. E vi assicuro che senza i nonni bbsitter la vita procede, non casca il mondo….si possono avere figli….

  • Cara Giulia, non posso che concordare! Per coincidenza, ho letto questo tuo sfogo poco dopo averne pubblicato uno del tutto simile sul mio blog, in risposta ai cafoni che hanno commentato l’articolo di Solferino 28anni. Faccio parte anch’io della schiera di giovani espatriati in cerca di un’opportunità, e non ci sto a farmi scaricare addosso la frustrazione di chi non sa vedere né capire cosa significhi mollare tutto e ricominciare da capo armati solo della propria determinazione! In bocca al lupo per tutto 🙂

  • giuliadepentor

    Grazie Zaide, ho appena letto il tuo articolo! Complimenti per la tenacia che stai mettendo nel tuo sogno!

  • Bell’articolo…avevo letto anche quello precedente riguardante lo stesso argomento. Se l’Italia sta andando nella direzione della mediocrità un perchè ci sarà!Concordo con te tutto quello che hai scritto. Siamo tutti bravi a criticare quando siamo tranquilli nella nostra poltrona, senza bollette da pagare o spesa da fare…e quando c’è la mamma che pensa a tutto.
    Che altro dire…a volte il silenzio è la miglior risposta 😉