“cinquecentocinquantacinque”: 5 libri su gente che ha ammazzato altra gente

Non so se ve l’ho mai detto, ma io odio le recensioni dei libri.

Sì, sì, lo so… anche io – un tempo – ne facevo, spesso e volentieri. Ma poi basta, ho smesso.
Perché?

Perché, in generale, non voglio farmi influenzare dalle opinioni altrui e, per non correre il rischio, non le ascolto neanche.

Questa tendenza aumenta quando si parla di libri.
No, non mi interessa sapere che cosa ne pensi di tale libro. Non voglio conoscere la tua interpretazione del personaggio principale e dell’evoluzione dello scrittore.
No, grazie.
Ecco, quello che piuttosto puoi fare – e che, giuro, apprezzo davvero – è consigliare dei libri senza perderti in chiacchiere. Ti è piaciuto? Ok, dimmelo. Mi fa piacere saperlo.
Io magari mi segno il titolo sulla Moleskine e prima o poi lo leggo.
Efficienza, velocità, niente rompimento di balle. Nessun coinvolgimento emotivo.

AL LIMITE, dopo possiamo parlarne brevemente assieme. Brevemente.
Ma davvero, il mio interesse relativo alla faccenda dal TUO punto di vista è un “Sì” o un “No” alla mia domanda “ti è piaciuto?”. 
Non voglio che tu cerchi di convincermi a rileggere un libro che non mi è piaciuto.
Non voglio cercare di convincerti a rileggere un libro che non ti è piaciuto.
Ognuno per la propria strada.

Quindi, per concludere quella che doveva essere una breve introduzione, sì mi piace ricevere consigli su libri da leggere (ma, occhio, poi io il libro lo leggo quando voglio e quando è il momento). No, non mi piacciono le recensioni. Non le leggo. Mi annoiano. Detesto le VIDEO recensioni e penso che dovrebbero essere rese illegali per eccessivo sproloquio e spropositata profusione di noia. ODIO quando le copertine dei libri vengono deturpate dalle citazioni dei giornali famosi (“un libro che vi rapirà dalla prima all’ultima pagina!” Repubblica).
Ma chissenefrega.

Ecco il perché di questa rubrichina (“cinquecentocinquantacinque”) che vi voglio proporre oggi: non vi recensisco libri, lungi da me
Vi sbatto qua delle liste tematiche dei miei titoli preferiti in determinate categorie di mia scelta.
Inizio dalla categoria “storie vere di gente che ha ammazzato altra gente”.
Tempo fa, vi avevo proposto la lista delle mie biografie preferite.
Poi se vi piace l’idea, avete dei suggerimenti o – ancora meglio – delle richieste, io sono qua a covare rancore nei confronti di chi recensisce i libri e ammorba il mondo di opinioni non richieste.

 

“Rose West. The Making of a Monster” di Jane Carter Woodrow, ed. Hodder & Stoughton (2012)
Vi ricordate di Rose e Fred? I due amorevoli coniugi di Gloucester, tanto per vostra informazione, hanno ucciso 12 giovani donne tra il 1967 e il 1987, seppellendone i resti nel giardinetto della loro casa al 25 di Cromwell Street.
Il film tratto dal libro si intitola “Appropriate Adult” (bello e consigliato).

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“Confessioni di un’anima amareggiata” di Leonarda Cianciulli (inedito)
È inedito, è difficile da trovare e da leggere ma… si può fare.
Io ci sono riuscita (anche se ho letto la versione digitale in CD-ROM, benvenuti nel 1994!) e ne ho parlato qui. Sto meditando di stampare il tutto per rileggerlo con più facilità (sono pur sempre 700 pagine). Vi farò sapere.

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“Omicidi Americani.  Da Kennedy a Columbine, i grandi fatti di sangue raccontati dai premi Pulitzer” a cura di Simone Barillari, Minimum Fax (2015)
Questo libro raccoglie gli articoli di giornale tradotti (ci sono anche alcune immagini originali delle pagine dei quotidiani) relativi ad alcuni dei più gravi casi di cronaca nera americana.
… quando fare il giornalista significava essere presi a pugni dai colleghi per avere accesso al telefono durante l’omicidio di JFK, ecco.
Della stessa collana, ho preso anche “Catastrofi”.
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“L’avversario” di Emmanuel Carrère, Adelphi (2013)
La storia del medico Jean-Claude Romand che un giorno – di punto in bianco – stermina la famiglia. Perché? La sua vita sembrava senza orme. Eh, appunto. Sembrava.
Emmanuel Carrère ha incontrato Jean-Claude Romand, ha assistito al suo processo e ha avuto rapporti epistolari con lui. Il libro, proprio per questi motivi, se possibile è ancora più angosciante.
Tra l’altro, su “l’Espresso” della scorsa settimana, c’è anche una sua bella intervista… dove dice che per i suoi romanzi-verità si ispira anche a…. (continuate con il prossimo libro)

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“A sangue freddo” di Truman Capote (1966). La prima edizione è stata pubblicata da Random House nel 1965

L’ho lasciato per ultimo perché è assolutamente il mio libro preferito di Capote nonché il mio libro di cronaca nera preferito… insomma, diciamo che tutta la letteratura di questo genere è nata qui.
Il libro ripercorre il quadruplice omicidio della famiglia Clutter, avvenuto in Kansas nel 1959 e io ne ho parlato brevemente qui.
Il film da vedere assolutamente: Capote (2005).
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PS: perché questo titolo? Cinquecentocinquantacinque?
L’altro giorno, si parlava di quanto fosse difficile dire 555 in tedesco (fünfhundertfünfundfünfzig). 
“Certo, è complicato” – ho detto io –”Ma in italiano voi siete capaci di dirlo?”
[tiè]
E poi sì… anche il fatto che con i titoli proprio non sono capace.
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  • stanza237

    555 è anche il test per vedere se sei di San Donà: zinquezentozinquantazinque

    • GiuliaDepentor

      Ahah! Vero! Ancora più difficile 🙂

  • vero gi

    Ok mi incutono un certo terrore, specialmente le storie vere ma non posso farne a meno. Tu mi fomenti e a me tocca dormire con la luce accesa di notte xD

    Un abbraccione 🙂

  • Silvia

    Anch’io ho letto “Omicidi americani” e meditavo di prendere “Catastrofi” e “Sette pezzi d’america”…ma secondo te ne vale la pena? A me è piaciuto “Omicidi americani”….ma gli altri li avevo lasciati lì perché mi sembrava eccessivo comprarli tutti e tre in una volta sola. Per “L’avversario” invece è solo questione di tempo…me li sto leggendo tutti quelli di Carrère…

    • GiuliaDepentor

      Ciao Silvia!
      “Catastrofi” lo leggerò presto e ti saprò dire 🙂