Delirium tremens

A Barcellona succedono cose strane.

-bikini non è un costume, ma un tipo di toast

-nei negozi mettono solo musica anni ’90, tipo “Under the bridge” dei RHCP e quella incomprensibile di Scatman (boroboreribbabbabbaropò…). Per un simpatico viaggio indietro nel tempo tra Corona e gli Ace of Base. This is the rhythm of the night…

-gli italiani censiti sono una cosa come 500.000, CINQUECENTOMILA, e non c’è una libreria italiana. In compenso domenica ho bevuto lo spritz. Come a dire che la globalizzazione funziona solo a compartimenti stagni (Per conoscenza dei fatti, a Parigi 2 librerie italiane e di spritz neanche l’ombra). CINQUECENTOMILA ITALIANI. Cioè dieci SddP tutte qua. Da rimanerci secchi di allergia ai pollini…

-la popolazione di Barcellona, per il 40% è italiana (residente o in vacanza), per il 30% francese, e per il resto spagnola o catalana. Da quando sono qui parlo molto il francese.

-il fatto che la città sia divisa in quadrati quasi identici tra loro mette a dura prova il mio senso dell’orientamento, già molto approssimativo.

-anche la famiglia che abita sotto di noi è strana. La capostipite (una vecchia demoniaca che sembra posseduta poichè urla spesso e in lingue sconosciute) comincia a cucinare alle 7 del mattino. E cose piuttosto pesanti. Quando stendiamo la biancheria non sappiamo mai che odore avrà alla fine. A volte salsiccia, a volte pesce fritto. Mai mughetto o vaniglia.

-la suddetta famiglia è molto numerosa e conta un numero imprecisato di bambini. Quando la vecchia demoniaca urla con quella sua voce da Linda Blair tutti i bambini piangono. Nessuno esce mai di casa.

-la vecchia demoniaca mi fa molta paura. Una volta ci sono caduti un tovagliolo e un paio di mutande (costicine e polenta). Sulla terrazza di V.D. (per comodità). Dopo due nanosecondi erano spariti ma nessuno ce li ha mai riportati o li ha appesi sul corrimano delle scale come si usa di solito. Da quel giorno, ogni tanto abbiamo delle fitte e troviamo delle bamboline con le nostre fattezze infilzate da spilloni.

-per fortuna domani traslochiamo.

-la spiaggia è molto bella, ma dicono che ci siano squali e meduse. Per sicurezza hanno steso un cordone contenitivo, non ricordandosi, evidentemente, che i pesci nuotano e non saltano gli ostacoli.

-la Rambla è uno di quei posti dove si va per farsi derubare. Per il resto non è niente di che. Ci sono i mimi ma non sono come quelli di una volta che stavano fermi immobili con gli occhi spalancati finchè non gli davi una monetina. Questi camminano, parlano. Grazie, così sono capace anch’io.

-io cerco di evitare la Rambla perchè ho paura che uno di quei mimi cominci a seguirmi facendo ridere tutti e facendo spaventare a morte me.

-il fatto che ci sia caldo e ci si vesta poco, rende pericolosamente esposte le mie estremità inferiori che, per questo motivo, sono spesso oggetto di pestaggi e contusioni.

-qua, si sa, mangiano alle 22. Per reazione, noi abbiamo fame alle 19.

-la festa nazionale catalana (11 settembre), ricorda la resa di Barcellona all’esercito castigliano. Forse non hanno afferrato proprio bene il concetto.

Fin.

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