Diritto di non pensare

E mentre a Ferrara i migliori giornalisti del mondo si riuniscono al festival dell’Internazionale (sospiro d’amore), noi tra le verdi e nebbiose (e umide, maledette paludi bonificate) terre padane festeggiamo…festeggiamo…cosa? Qualche madonna che una volta ha fatto il miracolo e ha guarito la popolazione autoctona da una supposta tremenda pestilenza.

Vabè.

In soldoni?

Giostre vecchie di 30 anni (le stesse di quando ero bambina, non che io abbia 30 anni eh!), fiere campionarie di trattori e altre amenità bucoliche, bancarelle di prodotti più o meno (più meno che più) validi, cibi tipici (sì perchè piadina romagnola e WienerSchnitzel in realtà hanno origine veneta, come dice il nome stesso), gran bordello in giro, grande autocompiacimento, statue di siepe e labirinti.

CHE BELLO! CHE GIOIA! CHE GAUDIO ESTREMO!

Peccato solo per un piccolo particolare.

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Quest’anno lui non può venire.

PS: e fa quasi ridere, se si pensa che a pochi chilometri da qui c’è gente che conta davvero, gente che rischia la vita per riportare notizie, gente che la vita la darebbe per questo diritto. Io spero solo che nessuno lo venga a sapere perchè me ne vergogno profondamente.

Share the love!
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Buffer this pageEmail this to someone
  • Eh, il festival di Internazionale e la fiera del Rosario sono la più brutta coincidenza di calendario dell’anno. Dopo il primo maggio quando cade di domenica.