With the feet (esposizione pubblica dei piedi)

Formalmente mancano 20 giorni all’inizio dell’estate, ma le belle giornate iniziano ad allietarci. Il caldo, soprattutto in zone come le nostre con 95% di umidita’, e’ difficile da sopportare. Ed ecco allora che puntualmente le persone decidono di scoprirsi i piedi.

La domanda mi sorge spontanea: perche’? perche’ mostrare il piede a tutti? perche’ gli altri devono subirsi questo arto che spesso si insinua ovunque, toccando sedili dei treni, sedie nella terrazza dove stai prendendo l’aperitivo? perche’ mostrare l’alluce sproporzionato o il terzo dito di una lunghezza imbarazzante? perche’ mostrare le unghie quando ognuno ha gia’ le sue 5 paia (se non contiamo altre 5 delle mani)? Piede torto, piede cavo, piede piatto…perche’ non lasciarlo dentro una comoda scarpa?

Con il caldo, i sandali diventano padroni dei nostri marciapiedi. Il problema e’ che il 95% delle persone che porta i sandali ha dei piedi orrendi, non curati, e soprattuto non ha assolutamente gusto nella scelta del sandalo da indossare. Certo, negli ipermercati te li tirano dietro (non i piedi eh, i sandali): 2 euro per tre paia. A parte crearti dopo due giorni dei dolori cervicali che hai avuto solo quando l’infermiera ti ha appeso a testa in giu’ una volta uscito dalla pancia della mamma, sono calzature orrende.

E allora, mostrate altro, ma non i piedi a tutti i costi, pensando anche di essere eleganti con degli infradito borchiati o dei sandali color seppia con cinghie dorate. Se siete retifisti, nessun problema: siatelo a casa vostra. Idem, se praticate il tickling.

Come dice il detto: il piede e’ bello, quando dura poco.

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  • graziano

    Come al solito sei un’eccellente commentatrice della nostra società DM e dietro la tua ironia si cela (ma neanche tanto) la tua voglia di distinguerti dalla massa… (pater docet).
    Complimenti!

  • stefano

    cari blogger e amici, vi consiglio “with feet” dei Five Inch Nails, un gruppo con le unghie lunghe, ma mai come quelle di trent reznor.

    saluti nordafricani

    Mara Kech