Fondi di caffé e demenza senile

Amelia e il corvo GENNARINO

A me il Natale non piace.

Non mi piace per i soliti motivi banali…è una festa priva di significato, ti costringe a spendere miliardi per fare regali che non vorresti fare, ti obbliga ad incontrare e baciare (agh) delle persone che non vedi mai e a cui devi assolutamente fare gli auguri. Auguri di che? E’ il mio compleanno? No, è il compleanno di Gesubambin (come dice mia nonna) quindi sinceramente non capisco.

Crea una sorta di trambusto generale, tutti stressati, tutti di corsa a comprare le ultime cose, a organizzare il menù per la cena della vigilia, a pensare al centrotavola (che ho imparato che cos’è solo grazie ai consigli di Real Time).

Inutile. Finto. Ingessato. Lasciatemi in pace.

Come diceva il povero nerd Giacomo Leopardi, una volta che arriva quel giorno, il piacere è già passato e in questo caso non hai neanche la gioia dell’attesa. (parafrasando)

Quindi quando dico che odio il Natale, non lo dico per scherzo. Lo odio, lo odio profondamente. Sono peggio di Zio Paperone nel Canto di Natale, peggio del Grinch che ruba la punta dell’albero e rovina la festa ai bambini. (profonda stima per entrambi)

Capodanno? Capodanno ha più senso. Festeggi l’arrivo di un nuovo anno, ti bevi una cosa, sperando di poter fare un bilancio positivo di quello passato. O almeno di mettere un punto e fare una svolta, iniziare nuovi progetti, una dieta, smettere di fumare o iscriverti in palestra (per inciso, ho smesso di fumare un 17 anonimissimo dicembre e la tessera della palestra l’ho persa mesi fa, quindi non era destino).

Ma passiamo al grande punto interrogativo: la BEFANA.

Ora, a parte la pessima campagna pubblicitaria  (“l’Epifania tutte le feste si porta via”…non me la vendi proprio bene eh), io non ho niente contro l’idea di questa vecchia che arriva con la scopa e ti porta il carbone (che poi…perché è “vestita da romana”? Bah…). Mi ha sempre creato grossa confusione, tuttavia, la presenza dei Re Magi, cioè questi tre sceicchi che con Gesubambin che stava crepando di freddo, gli portano in dono l’incenso per rilassare la mente dopo una giornata di lavoro, l’oro per fabbricare delle gioie, e la mirra che, diciamoci la verità, nessuno sa che cosa sia davvero.

Befana e Re Magi quindi arrivano assieme? Perché? Dov’è la mia fottutissima mirra? La Befana è la moglie di Babbo Natale?

Sconcerto sull’argomento, ma nessun grosso trauma. Passa l’età in cui hai profondo terrore di questa strega che ti capita in casa di notte e non ci pensi più.

Il problema è che in questa zona rurale dove abito (ancora per poco per fortuna) c’è un’altra tradizione, tipicamente e imbarazzantemente contadina: IL PAN E VIN.

In poche parole: organizzatori non ben precisati fanno un’enorme covone di paglia a cui danno fuoco e mentre il falò ha luogo, c’è della gente che urla “Pan e Vin, ‘a vecia sotto el camin!!” (che significa: “Pane e vino, la vecchia è sotto il camino”), lanciando petardi contro le fiamme. EEEHH?

PERCHÉ?

Io non riesco a capacitarmene: pare che un tempo usassero questa torcia gigante per assecondare l’insulsa credenza secondo cui se le scintille andavano da una parte il raccolto per l’anno successivo sarebbe stato abbondante e viceversa, il contrario. Naturalmente non ho la più pallida idea di come tutto ciò funzioni.

Allora? Ci evolviamo o continuiamo a guardare da che parte vanno le scintille? E perché non i fondi di caffé a questo punto?

Se il Presidente della Repubblica 85enne durante il discorso di fine anno dice che bisogna investire sui giovani (tra l’altro, per niente scontato), allora forse è l’unica cosa sensata che ci rimane da fare.

Oltre a levare le tende naturalmente.

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  • graziano

    Sono perfettamente d’accordo con te!