La mia risposta al Sindaco Francesca Zaccariotto

Ricevo e pubblico:

Risponderò qui alle offese che il Sindaco di San Donà di Piave mi ha rivolto, perché non ho un profilo Facebook e comunque non lo ritengo un mezzo adatto a discutere. Invito il Sindaco a fare altrettanto (altrimenti è probabile che io non legga mai quello che si scrive su di me, se non grazie alle segnalazioni che mi arrivano)

Cominciamo dal principio e andiamo per punti.

Il Sindaco mi accusa di essere “misera” e “ignava” perché mi vergogno del paese in cui sono nata. NO, non l’ho mai detto. Non mi vergogno di San Donà di Piave, mi vergogno delle persone che la amministrano (e che comunque io non ho votato) e da oggi mi vergogno ancora di più.

Sinceramente, sono rimasta piuttosto perplessa quando ho letto il secondo aggettivo: ignava?
Secondo Dante Alighieri, gli ignavi sono coloro che nella loro vita non hanno mai manifestato le proprie idee, adagiandosi nell’opinione comune. Forse la mia miseria intellettuale mi fa interpretare male, tuttavia sono ragionevolmente sicura che il Sindaco non intendesse usare “ignava” con questa accezione.
Secondo la tradizione cristiana dei sette peccati capitali, invece, ignavo è il pigro privo di ambizioni.
Infine, stando all’etimologia greca del termine “accidia” (sinonimo di ignavia), si indica “lo stato inerte della mancanza di dolore e cura, l’indifferenza e quindi la tristezza e la malinconia.” (fonte: Wikipedia)

Sono confusa.
Se il Sindaco ha trovato un ulteriore significato del termine, sarò contenta di apprenderlo, da misera meschina e…ignava, naturalmente.

Se invece si riferiva al fatto che ho pubblicato il volantino mettendo le mani avanti e discostandomi dal contenuto…beh, mi spiego subito: dato che ho letto sui giornali che una blogger è stata querelata dallo stesso Sindaco per dei commenti scritti e approvati nel suo blog e che io non ho né i soldi né il tempo di pagarmi un avvocato (né qualcuno che me lo paghi), sono stata costretta a farlo.
Tutto qua.
Inoltre, è vero: io non so se quello che c’è scritto corrisponda alla realtà oppure no, ma l’ho ricevuto e mi è sembrato importante che venisse diffuso.
Non ho scritto la mia opinione perché, a differenza del Sindaco, io non offendo pubblicamente le persone accusandole di “miseria” e “bassezza” (e com’era? Ah sì, IGNAVIA) e soprattutto, sempre per la mancanza di risorse, non mi metto a querelare a destra e a manca chi la pensa diversamente da me. Se poi l’opinione discordante è un’OFFESA PUBBLICA supportata da falsità, i termini per la querela ci sarebbero in abbondanza, ma questo è un altro discorso.

Ma andiamo avanti.
“Mi chiedo a che livello di bassezza si giunge (si giungA, sindaco, è congiuntivo) pur di conquistare uno spazio di visibilità”.
Sì, me lo chiedo anch’io. Mi creda, Sindaco, preferisco di gran lunga aver fatto felice una MADRE (visto che lei usa lo stampatello, lo uso anch’io) anche se di quel libro avessi venduto solo una copia, solo per aver parlato di una vicenda che per quarant’anni è stata DIMENTICATA.

(tra parentesi…se il mio obiettivo fosse raggiungere visibilità a San Donà, allora sì mi si potrebbe accusare di ignavia)

Io non mi abbasso a tirare in mezzo la famiglia di Mario Rorato per fare leva su un sentimento comune (che Lei, sindaco, per prima non ha avuto nei confronti di questa storia) ma le assicuro che il libro è stato scritto in accordo con la MADRE e la famiglia.

E, in ogni caso, anche se fosse stata solo una mia iniziativa, Lei vuole dirmi che quando io ho consegnato il manoscritto all’Assessore alla Cultura, questo manoscritto non è stato letto? Oppure è stato approvato e stampato contro la volontà del Comune?
E come mai Lei, Sindaco, ha addirittura scritto una prefazione nonostante fosse così sconvolta dalla “storia horror” che io stavo raccontando?

Le assicuro, inoltre, che non solo io, ma tutte le persone presenti in sala durante la presentazione, si sono accorte del suo atteggiamento. Non chiedevo un “pubblico adorante”, non ne ho certo bisogno, ma neanche la strafottenza di scrivere messaggi con il cellulare mentre altre persone stavano parlando di un episodio tanto grave, e mentre la MADRE era in prima fila. (senza considerare la cafonaggine finale di andarsene a brindare senza neanche salutare e/o invitarmi…e mi creda, Sindaco, se ne sono accorti e indignati TUTTI)

Andiamo avanti: leggo con molto dispiacere il Suo augurio “Non so quante copie abbia venduto, mi auguro e immagino poche”.
Dispiacere perché, come Lei ben saprà dato che è stata una vostra decisione, i proventi del libro (tranne una percentuale -che ora non ricordo- destinata alla libreria Manzoni) sono stati destinati al Telefono Azzurro e non certo a me!

Neanch’io so quante copie sono state vendute e non so quanti soldi siano stati versati all’ente. Sono comunque orgogliosa che grazie al mio lavoro (che al contrario di quanto Lei pensa non è stato dettato da “vanità intellettuale” di una persona priva di umanità e scrupoli quale io sono) siano stati aiutati dei bambini bisognosi.

E sono ancora più orgogliosa del fatto che la storia di Mario, anche se dopo tanto tempo, sia stata ricordata. 

Certo, avrei preferito un’azione meno plateale ed avrei voluto che i proventi venissero utilizzati per sistemare il famoso monumento a Marietto Rorato, monumento che versa in uno stato di pietoso abbandono e che constrasta terribilmente con il resto del parco fluviale, ma si è deciso diversamente.
Forse anche questo avrebbe contribuito a “riacutizzare il dolore” della famiglia? 

Caro Sindaco, Lei non mi conosce e si permette di darmi della persona “misera”  e “bassa” (e ignava, dimenticavo), si permette inoltre di asserire che i commenti al mio libro sono stati tutti negativi, cosa assolutamente non vera.

Io non faccio come Lei e non la offendo pubblicamente.
Quello che Le dico, da giovane cittadina sandonatese, è che sono profondamente amareggiata: ho raccontato un episodio che mi ha fatto perdere fiducia nella mia città e nei suoi governanti, nonostante questo ho comunque ribadito la mia gratitudine per il fatto di aver finanziato il mio libro (non perché sono ignava ma perché sono educata)…e questo è il risultato??
Una serie di offese, di accuse non fondate e di falsi moralismi? 

Ora sì che mi vergogno. Non di essere Sandonatese, ma di essere rappresentata da una persona come Lei. 

Concludo con questo commento. Sarò anche misera e meschina, ma le persone che contano hanno apprezzato il mio lavoro.

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  • non altro da aggiungere. bellissima risposta.
    speriamo di non essere etichettato come IGNAVO per questo commento.

  • samantha

    Io il libro l’ho letto, questa tipa che avete come sindaco evidentemente no. Brava Giulia, sei una signora.

  • lerch

    dalla tua parte…sempre e comunque ..LERCH

  • Riccardo

    Avete una cosa in comune tu ed il sindaco: siete permalose.
    Niente di chè, roba abbastanza comune tra le donne.
    Nel post precedente hai pubblicato un volantino di accusa senza alcuna verifica su ciò che vi è scritto.
    In un certo modo il tuo gesto rientra nella categoria “diffamazione”. Mi sembra abbastanza ovvio che il sindaco di San Donà abbia voluto difendersi, e altrettanto ovviamente ha cercato di risponderti per quello che hai scritto riguardo al libro (cosa che ho trovato alquanto astuta… ha sferrato un attacco che in verità altro non è che un deviare il discorso dal volantino di cui sopra!).
    Il problema è come sei caduta tu.
    Quei discorsetti sull’uso del termine “ignavo” o le correzioni dei congiuntivi sono indice di una bassa onestà intellettuale… ti difendi attaccando più la forma che il contenuto. Il livello del vostro botta/risposta è uguale. L’offesa c’è da tutte e due le parti. Tu hai offeso tramite la pubblicazione del volantino, lei con una risposta su fb.

    1. Non vivo a S.Donà quindi non sto prendendo la difesa di nessuno. Sto solamente analizzando oggettivamente quello che trovo scritto su questo blog, che seguo da un po’ di tempo e che un po’ alla volta mi ha permesso di “capire” un minimo chi tu sia. (leggi “conoscere”… come “conosco” un Michele Serra per via delle sue amache su Repubblica)

    2. Ho letto anche il libro in questione e devo dire che è un buon libro. Penso sia giusto che cose del genere siano raccontate…e con tutti i dettagli del caso. Complimenti!

    Mi piace come scrivi.
    Meno come sei….
    Un po’ come si guardava il tg4 di Fede… lo si odia (e giuro che non è il tuo caso!) ma non si riesce a starne senza.

    Con immutata stima
    R.

    • giuliadepentor

      Ciao Riccardo,
      grazie per il commento.

      Sono molto permalosa, è vero. Ma mi ritengo anche abbastanza intelligente (forse con eccessiva superbia), da non replicare quando so di avere torto.

      Ho riportato la foto di un volantino, è vero. Diffamazione, dici? Non so. Di certo non l’ho scritto io, l’ho pubblicato “parandomi il culo” come si suol dire con eleganza, perché l’ho solo letto, come del resto hanno fatto tutti i sandonatesi che l’hanno trovato infilato nel parabrezza.

      Diciamo che quel volantino è stata una scusa per parlare di ciò che è successo a me.

      Tu dici che ho offeso pubblicando il volantino nel mio blog? Quindi tutte le persone che lo hanno letto si rendono complici di questa offesa?

      Ok.

      Quello che forse non hai colto, è che la mia critica era tutta basata sulla dimensione UMANA del gesto che mi è stato rivolto quasi due anni orsono. Io non ho offeso proprio nessuno, io ho solo raccontato la verità.

      E certo, rispondermi dicendo che ho scritto una storia dell’orrore, che ho speculato sulla tragedia della famiglia per la mia vanità intellettuale e che mi sono offesa perché volevo un pubblico adorante…beh, mi sembra abbastanza grave ed offensivo.

      Accolgo le opinioni di tutti, ci mancherebbe, altrimenti non pubblicherei questo commento nel mio blog.

      Solo una cosa: “Quei discorsetti sull’uso del termine “ignavo” o le correzioni dei congiuntivi sono indice di una bassa onestà intellettuale”.

      No, scusa. Se io vedo errori, li correggo. Mi dispiace ma l’ignoranza non è ammessa.

  • Ciao Giulia,
    non ci conosciamo, ma leggo davvero amareggiata questo scambio di….non so nemmeno come definirle. Un Sindaco che usa un social network per offendere chi scrive a proposito della città è davvero il colmo, oltretutto se si tratta di una persona della quale ha sostenuto e promosso un’iniziativa tanto importante.
    Come sandonatesi o ex sandonatesi abbiamo il diritto (e il dovere) di informarci, di far circolare le notizie, di insinuare dubbi, di continuare a pretendere trasparenza, di stimolare la discussione. Leggere queste cose è davvero deludente. Un’amministrazione dovrebbe abituare i cittadini alla discussione, al confronto, non agire a colpi di querele, né tantomeno condurre una guerra solitaria contro tutti coloro che la pensano diversamente o esortano la cittadinanza a fare delle riflessioni.
    Sono dispiaciuta perché per colpa di queste cose, della maleducazione delle persone che rivestono le alte cariche, finiamo per perdere fiducia nelle istituzioni. Ti ringrazio comunque per la tua esortazione che, da sandonatese, condivido appieno: SANDONATESI, SVEGLIATEVI!

    Claudia

  • Agazio Della Serva

    Rimango onestamente di stucco di fronte al tono della risposta del sindaco.
    Voglio pensare che si tratti di uno scatto di nervi a seguito dei plurimi attacchi degli ultimi tempi perchè mai da un sindaco ci si aspetterebbero parole di tanta durezza e, scusatemi, volgarità.
    Nel bene e nel male la Zaccariotto ha fatto molto a San Donà in questi 9 anni, ora mi sembra stia finendo veramente maluccio.

  • rudi

    citando una canzone “ma quanta arroganza si spreca”!
    Condivido in pieno la tua risposta Giulia

  • Ale

    Cara Giulia, la prima impressione che mi arriva leggendoti è che tu sia incredibilmente orgogliosa della tua dialettica, cosa che mette in secondo piano il 90% dei tuoi contenuti polemici, motivati o meno che siano.
    Se davvero “scrivere” è il tuo lavoro o lo è in parte, al tuo posto ci rifletterei perché se è un messaggio quello che vuoi mandare, fa molta fatica ad essere recepito in mezzo a tutta quella “dialettica”, che a me sembra più che altro sofistica!
    Come dice Riccardo, tutta quella digressione sul significato di ignavo è abbastanza spocchiosa, tirar fuori il povero Dante, ad autocelebrarti come se fossi l’unica ad aver letto l’Inferno… bah… quando dall’alto della tua intelligenza potevi anche arrivare a comprenderne il significato e immagino tu possa capire che se una persona dice “ignavo” oggi, difficilmente intende il senso letterale di Dante qualche “decina” di anni fa…
    L’ignavo dovrebbe essere chi non si schiera, e come definiresti un sandonatese che alla domanda “da dove vieni?” risponde Venezia, afferma di non condividere come funziona la sua città, non ci pensa due volte a diffamarne gli amministratori ma ben si guarda da far parte attivamente di quella vita politica da cui è disgustato e anzi afferma di essersene andato? forse smussandola un po’, con un po’ di elasticità mentale “ignavo” potrebbe starci bene che dici?
    Ma quanto più divertente e “utile” è invece cercare puerilmente di far sembrare ignorante il tuo sindaco? perché se te lo sei dimenticato stai dando dell’ignorante al tuo sindaco… per di più a torto e con un facile sofismo.
    Poi probabilmente dovresti anche rivedere il tuo concetto di offesa. Sfruttare un blog che di fatto è un palco che lascia poco spazio al contraddittorio, per pubblicare un volantino (che non condividi ovviamente :D) che si avvicina più alla diffamazione che alla “divulgazione”, forse, dico forse, può essere una bassezza? a me sembra quindi un’affermazione, non un’offesa.
    E nel momento in cui Riccardo ti fa notare che potrebbe essere una diffamazione, la tua risposta è: FORSE… eh ma io l’ho messo in mezzo perché mi sono offesa alla presentazione del mio libro! Accipicchia se uno si mette a diffamare su un blog ogni volta che qualcuno lo tratta in modo sgarbato…
    Purtroppo non ero a questa presentazione, ma ho partecipato a qualche consiglio comunale e credo che anche a te sarà capitato di accendere la TV durante qualche interrogazione in Parlamento ad esempio. Non è sempre una cosa appassionante come uno se l’immagina: i cellulari squillano, ognuno parla o scrive con chi deve (non con moroso/a, probabilmente per lavoro), gli interventi non vengono ascoltati e il politico di turno torna partecipe solo quando deve parlare lui. Sarà triste ma è così, e non si può neanche pretendere che certi leader che devono partecipare alle più svariate manifestazioni, riunioni, consigli ecc… possano essere mentalmente presenti ad ognuna.
    Quindi posso anche capire che tu ti sia offesa per l’atteggiamento dei relatori, ma è frutto del distacco e della scarsa empatia che quelle persone hanno col tempo, oltre che delle tue maggiori aspettative, e di quelli più vicini a te. Se per tua fortuna dovrai presentare un altro libro hai già fatto gli anticorpi, vedila così!

    Per la Zacca: io non ho problemi a dire che l’ho votata. lo rifarei? purtroppo no (e non solo perché non è possibile) perché anche se ha fatto tanto per San Donà non mi piace il modo in cui la Lega ha fatto dietrofront su dei cavalli di battaglia come l’eliminazione delle province, lei in primis essendo presidente di quella di Venezia.
    A parte questo non ho letto il libro e non mi posso esprimere su quello. Magari farò lo sforzo di leggerlo se lo trovo in biblioteca anche se non è il mio genere. Però se la sindachessa e chi l’ha commentato con lei l’ha fatto in modo negativo non puoi saperlo e devi rispettarne il giudizio. La cosa sbagliata che ha fatto secondo me è stato mettere in bocca ad altre persone (vedi MADRE) il suo commento negativo.

    P.S. ho dato una riletta veloce per vedere se ho sbagliato qualche congiuntivo, magari mi sarà scappato, capita a tutti (non sono necessariamente ingnoranti) ma non vorrei ti fissassi poi a commentare quello! Se dovessimo correggere tutti quelli che ne sbagliano uno, l’80% della popolazione italiana non potrebbe parlare per 5 minuti di fila e Di Pietro non potrebbe fare nessun comizio, non trovi?

    • giuliadepentor

      Ciao Ale,
      grazie per il tuo commento.

      Partiamo dal principio: sì, sono orgogliosa della mia dialettica, odio gli errori di ortografia e giudico le persone ANCHE in base a questo.
      Se tu pensi che sia esagerato, pazienza. È il bello delle opinioni differenti.

      Detto ciò, davvero il Sindaco non voleva usare il significato dantesco di ignavia?? Pensavo proprio che mi avesse infilato già tra i dannati. Hai mai sentito parlare di ironia? NO? Ah ecco.
      (E comunque, non ho letto l’Inferno di Dante, l’ho letto in parte quando ero a scuola e non me ne vanto certo…non dovrebbe essere obbligatorio avere una base di cultura generale?)

      Per concludere: tenerci alla grammatica e all’ortografia è sinonimo di spocchia? Ok, sono spocchiosa.

      Pare che il problema sia solo questo, che io mi sia permessa di criticare il Sindaco perché ha usato male i congiuntivi. (cosa che rifarei e che rifarò anche dovessi trovarmi di fronte il padreterno)

      “Sfruttare un blog che di fatto è un palco che lascia poco spazio al contraddittorio”

      PREGO? Lo vedi questo spazio qui sotto dove CHIUNQUE può commentare ed esprimere la propria opinione?

      Altra cosa: non ho messo in mezzo il volantino perché mi sono offesa alla presentazione del mio libro. L’ho letto, mi è tornato in mente l’episodio e l’ho usato come spunto per l’articolo. È diverso.

      E comunque capisco di aver fatto un errore fatale qui, mea culpa. Avrei dovuto raccontare quello che mi era successo senza riferirmi a nient’altro, dato che adesso vengo attaccata solo per questo motivo.

      Per finire, il fatto che tu paragoni una presentazione di un libro (che non hai letto) a un contraddittorio politico è abbastanza…ignavo?

      Grazie ancora per il commento e divertiti a San Donà.

      “Se dovessimo correggere tutti quelli che ne sbagliano uno, l’80% della popolazione italiana non potrebbe parlare per 5 minuti di fila e Di Pietro non potrebbe fare nessun comizio, non trovi?”

      Sì, dovrebbe essere vietato.

      PS: mi pare che tu non abbia fatto errori, magari dopo ricontrollo.

      • Ale

        Eh ma vedi, ricadi sempre lì!
        Non riesci a non irridere l’interlocutore su basi culturali, ironia? no, non conosco l’ironia, anche se te ne ho scritte una decina. Ignavo non lo uso ma mi capita di dare del “pusillanime”, suona meglio e risalta in un’invettiva, magari uno lo usa perché non trova una parola più adatta o perché appunto vuole esagerare in modo ironico, ma nessuno si era mai messo a tirarmi fuori Dante, Wikipedia, Treccani ecc…

        Per il blog, certo io sono qui a commentare, ma questo link gira per facebook, quanti credi si sian sprecati a cliccare il bottoncino coi commenti? già è tanto se sono andati oltre il volantino!
        Almeno hai capito l’errore di unire due cose che non avevano nessun legame… anche se il pasticcio è fatto, spero che non ti querelino, visto che sembri in buona fede.
        Per il resto ti ho commentato su quello che posso conoscere, ovvio che tralascio il libro, e non ho paragonato la presentazione, semplicemente ti ho spiegato il comportamento quasi normale di politici e professoroni vari super-impegnati quando presenziano in cose di poco interesse (per loro).
        Detto questo mettiti nei panni della Zacca, una scrittrice offesa per lamentarsi apre il discorso con un volantino diffamatorio che potrebbe essere al 100% vero come falso (non importa se era per prendere spunto). Al suo posto una risposta a brutto muso si può in parte capire direi.

        Conta poco poi se un volantino è sensato o meno, ci vuole poco a screditare il nome di una persona, anche se dopo un processo di anni viene risarcito, quindi io non posterei con tanta leggerenza queste cose. E’ un consiglio poi uno fa come crede.

  • giuliadepentor

    Ale, hai detto la tua. Grazie ancora.

  • mirco

    Io invece non ti conosco,ma ti stimo tantissimo per quello che hai scritto.L’unica cosa che mi dispiace,e non per colpa tua, è che da questi discorsi sembra che viviamo in una brutta citta’.Invece io sono fiero di essere sandonatese, il problema è chi la sta governando e smontando.
    Comunque complimenti per tutto.
    Ciao

    • giuliadepentor

      Grazie Mirco, ma credimi anch’io sono orgogliosa di essere Sandonatese (e chi non lo sarebbe delle sue radici?). Peccato per tutto il resto!

  • Marco

    Io credo che le azioni screditino le persone molto più di tanti volantini o immagini che girano. Sindaco, si è screditata da sola, ancora una volta.
    Giulia, continua così! (Anche correggendo i congiuntivi, che è ora che questi padani imparino l’italiano)

  • Rollo

    Sei il sindaco?Prendi incarta e porta a casa,il resto e’ noia.

  • luca

    Cara Giulia, sai… una cosa mi lascia basito … cosa c’enta Marietto in tutto ciò???…. cosa c’entra mia zia (sua MADRE in maiuscolo poi…) in tutto ciò??? Vuoi / vuole (la signora Sindaco) parlare di politica??? Parlatene e scannatevi cazzo: esiste un contradditorio, volete querelarvi, fatelo. In questo paese, forse, c’è ancora la possibilità di parlare e cambiare. Ti dico di più, vorrei persone coraggiose come te (e giovani) che vogliono cambiare questo paese!! Vorrei Sindaci che si battono e rimangono in prima linea per cambiare questo paese!! Non so se sogno o son desto… ma sono sicuramente triste… Sai mio papà è stato tra quelli che hanno trovato Marietto.. mio zio (suo PADRE sempre in maiuscolo) è morto dal dispiacere e ricordo ancora quando arrivò la notizia della sua morte: ero piccolino e ho pianto … me ne sono reso conto… non credo di averlo mai detto a qualcuno (mio zio quando avevo la febbre rimaneva ore vicino al mio letto…sono nato qualche mese dopo il tragico evento). Ho letto il tuo libro, ne ho parlato con mia madre e mio padre… non so un giorno magari ne parleremo. Ma ripeto volete parlare di Marietto o di politica??? Lasci stare la signora Sindaco argomenti che non conosce e se la presentazione del libro non è andata come volevi.. beh… incazzati lotta querela… non so cosa pensa mia zia (sua MADRE in maiuscolo) o la Vale o Mia cugina (sua SORELLA in maiscolo) ma, se fosse per me, lascerei stare Marietto in questa polemica.
    Con affetto e un salutone a tua sorella

    • giuliadepentor

      Ciao Luca,
      hai perfettamente ragione, sono molto triste per questo motivo.

      Io ho voluto scrivere la storia di Marietto perché quando ero piccola i miei genitori me la raccontavano. Mi ha sempre molto colpito il fatto che un bambino (come me, all’epoca) avesse vissuto quell’orribile episodio. Quando sono diventata grande ed ho voluto saperne di più, purtroppo, mi sono resa conto che quelli della mia età non ne sapevano niente e quelli più vecchi ricordavano a malapena.

      Mi sono detta che non era giusto, per niente, che Mario era un bambino sandonatese e che la sua storia doveva essere ricordata dalla città nella quale era vissuto. Ecco il motivo del mio libro.

      Quello che ha scatenato la mia rabbia all’epoca (e oggi) è, come ho scritto, l’atteggiamento del sindaco, poco rispettoso prima di tutto nei confronti della famiglia che era in prima fila (oltre che nei miei). Mi credi che durante la presentazione io ero continuamente preoccupata (e molto imbarazzata) che la gente vedesse il menefreghismo e la strafottenza che stavo vedendo io? Ti sembra corretto e umano?

      Per quanto riguarda il tuo commento (del quale ti ringrazio, poiché spero che finalmente ridimensioni i toni di questa storia), ti ripeto che hai totalmente ragione. Io non voglio parlare di politica (non mi piace e non mi interessa)e ho totalmente sbagliato a usare quel volantino come spunto per raccontare la mia esperienza con il Comune…ma credimi, a dispetto di quanto detto dal Sindaco e riportato qui sopra (che ho scritto un libro dell’horror per vanità intellettuale), per me scrivere la storia di Marietto è stata un’esperienza bella e sconvolgente allo stesso tempo.

      Bella, perché mi ha dato modo di conoscere tantissime persone straordinarie che hanno collaborato con me (la famiglia, ovviamente, i suoi amici dell’epoca etc etc), bella perché mi ha offerto uno spaccato di una San Donà “vintage”, ancora più bella perché mi ha fatto “conoscere” anche Marietto. Sconvolgente perché, anche se il Sindaco dice che sono priva di umanità, scriverla non è stato facile e sono stati tanti i momenti in cui avrei voluto non essermi mai imbarcata in questo progetto.

      Chiedo scusa se la storia è stata strumentalizzata, chiedo ancora più scusa per “aver sporcato” il senso del mio libro…ma se leggi quello che ha scritto la Zaccariotto su Facebook (qui sopra), ti rendi conto che per me era obbligatorio -soprattutto moralmente- ribattere.

      Mi dispiace, non so che altro dire, ma sono orgogliosa di aver scritto quel libro.

      • luca

        Ciao Giulia, capisco le tue intenzioni e voglio assolutamente rendere giustizia (e orgoglio) al tuo lavoro: apprezzo la tua moralità (e credo che la tua intelligenza ti faccia cogliere il fatto che forse anche il nostro Sindaco possa cercare di difendere le proprie posizioni: alt!!! Tempi e modi sono quantomeno discutibili….). Preferisco discutere sul libro se vorrai o sul design o sull’architettura o su Berlino (quanto vorrei visitarla…)
        Con affetto

  • giuliadepentor

    Ciao Stefano. Sì, forse non hai letto il post su Facebook…parlavo di come e perché lo stavo abbandonando! 🙂