Interviste, pavoni e sogni americani

Una volta questo blog veniva aggiornato molto di più. Adesso è più difficile perché il tempo scarseggia e gli impegni aumentano. Eravamo giovani, carini e disoccupati, oggi siamo sempre giovani e carini però abbiamo un lavoro. Generazione 1000 euro? MAGARI.

Ma non divaghiamo. Chi, come me, non lavora per i soldi ma per la gloria (che poi chi cavolo sarà questa “gloria” che si prende sempre tutto…E’ come “lino” che ha un sacco di vestiti. Per queste battute vi rimandiamo al nostro alter ego simpatico), prova estremo godimento nel rendere pubbliche le proprie imprese giornalistiche e letterarie, e ve ne ho dato prova sproloquiandone qui e qui .

E’ passato un po’ di tempo ed è ora di pavoneggiarsi di nuovo.

Nonostante la scarsità di danari, devo ugualmente ringraziare la misteriosa “gloria” che mi permette di conoscere e intervistare un buon numero di personaggi famosi e interessanti (per ognuno di essi però, 50 sagre della polenta).

E dopo Luca Telese, Toni Capuozzo, Massimo Carlotto e Roberto Giacobbo (e 200 sagre della polenta), e dopo che mia mamma ha suggerito di farmi scattare delle foto con i personaggi famosi per creare una parete a casa come nei ristoranti, passiamo dalla televisione alla radio, che è il vero motivo di questo post.

La scorsa settimana, nel corso della trasmissione “Overbooking” di Radio San Donà, abbiamo (chi siamo?) avuto l’onore di intervistare Enrico Franceschini, corrispondente da Londra per Repubblica, che ci ha fatto sognare raccontandoci la sua avventura da giovane giornalista squattrinato a New York, di cui parla nel libro “Voglio l’America” edito da Feltrinelli.

L’America la vogliamo anche noi, ma il sogno americano esisterà ancora? Per sentire che cosa ne pensa Franceschini, siete tutti gentilmente obbligati a scaricare la puntata o ad ascoltarla in streaming.

E per la prossima settimana, un’altra graditissima ospite!

Ok, fine del pavone.

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  • graziano

    Ciao Giulia! Ben tornata! Era ora..
    L’unica al mondo con la bici sponsorizzata “Juliette”…!
    Continua a scrivere, così mi “godo”.
    Un bacione