Kiwi days

Sono arrivata in Nuova Zelanda! Mi trovo esattamente dall’altra parte del mondo rispetto a voi e ancora non mi capacito di essere a testa in giù! Le leggi della fisica con me non funzionano, non riuscirete mai a darmi una spiegazione plausibile di questo strano fenomeno…lo sapete, vero?
Fisica, matematica, calcoli…quella roba là. Quella roba che mi fa venire i sudori freddi quando c’è da capire a quanto corrispondono i dollari e, ancora peggio, che ore sono lì da voi. E a proposito di cose di cui non riesco a capacitarmi: ma lo sapete che io sono nel futuro? Nel senso che quando da me è lunedì, da voi è ancora domenica? Non è incredibile?
Questi sono fenomeni degni di Babbo Natale e delle renne che volano, di Marlin e Zapotec che mandano Topolino e Pippo in giro con la macchina del tempo (anche se loro nel futuro non ci potevano arrivare).

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Beh, a parte gli scherzi (che poi quando parlo di divisioni e sottrazioni non scherzo per niente), sono qui da una settimana ed è tutto assolutamente meraviglioso. Davvero. Non lo dico per dire.

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Mi guardo intorno e vedo colori splendenti e sorrisi. Esco di casa, incontro sconosciuti che mi salutano e mi danno il benvenuto in Nuova Zelanda. Persino cercare lavoro è un piacere: nessuno ti guarda storto o ti chiede perché mai lavoravi in una startup e adesso cerchi di fare la commessa in una libreria. Anzi: ti ringraziano tantissimo per aver lasciato il CV, ti chiedono come sei arrivato qui, ti dicono che parli bene inglese e che adorano il tuo accento.
Le strade sono pulite, verdi, piene di vento e di cielo. Le casette di legno sembrano finte e pronte a volare via come la fattoria di Dorothy Gale.

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A casa nostra (non è casa nostra, ovviamente: occupiamo una stanza della casa di una famiglia mezza kiwi e mezza francese) c’è una cagnolona buona e coccolona che si chiama Leila. Dietro alla casa c’è un giardino con un tappeto elastico. Alla fine del giardino, c’è un cancello che si apre sul parco di Grey Lynn dove, ogni giorno, ci sono cani di tutti i tipi che corrono e saltellano come matti.

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Mica ci sono solo cani. Eh no. Oltre ai gatti che appena ti vedono ti corrono incontro e miagolano, appena fuori città ci sono pecore, mucche e cavalli. Ovunque.
E poi ci sono gli uccelli: i gannet con la testa gialla che hanno invaso la meravigliosa spiaggia di Muriwai, il tui nero con i bargigli bianchi che ogni giorno canta in giardino e fa un verso assurdo e polifonico, e poi c’è il tenerissimo pukeko che ci ha dato il benvenuto appena usciti dall’aeroporto (gironzolava spavaldo sul prato di una rotonda).

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In una settimana avremo fatto duecento chilometri a piedi (il sistema dei trasporti pubblici è un po’ complicato, io devo ancora imparare bene e, nel dubbio, cammino), abbiamo incontrato un sacco di gente, visto tanti posti, scoperto almeno cinque nuovi quartieri, abbiamo parlato e ascoltato decine di storie in un inglese che cambia ogni volta a seconda dell’accento.
Abbiamo scoperto che il sole batte a nord (è incredibile, è come la macchina del tempo di Topolino), che le banane possono essere anche rosse e che, se si vuole, si può andare in giro scalzi.

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Vorrei raccontarvi tutto, della pioggia improvvisa, delle librerie, del centro vivace di Auckland, dei palazzi di inizio secolo che si specchiano sui grattacieli di ferro e vetro, del porto, del vento che screpola la faccia, dei vulcani e del museo (IL museo) che ha dentro tutto quello che c’è da sapere sui Maori e sulla Nuova Zelanda compresa una stanza dove viene simulato un terremoto (!!!). Vorrei raccontarvi del favoloso cibo thai, di quello indiano e anche di quello Hare Krishna. Vorrei raccontarvi della famiglia che mi ospita, del mini concerto a cui ho assistito oggi al museo di arte moderna, della coinquilina belga che suona l’ukulele (e mi assicura che non è difficile…attenzione, nuova passione in vista!), della buonissima birra che ho assaggiato nel locale preferito del nostro padrone di casa (che però ci presenta come i suoi flatmate) e della chiacchierata che mi sono fatta con il cameriere brianzolo disperato perché tra due mesi gli scade il visto e non sa come fare a rimanere qui.

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Vorrei davvero raccontarvi tutto ma il mio jet lag ogni tanto fa ancora i capricci, qui sono le 21 e mi è già venuto sonno.
Per il momento, vi basti sapere che giro con la crema solare in borsa (avete presente il buco dell’ozono? Beh, è proprio qui sopra) e continuo a guardarmi intorno senza rendermi conto di essere davvero qui.

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  • Complimenti per il tuo coraggio, quello di trasferirti letteralmente all’altro mondo! Le immagini che hai aggiunto sono davvero belle, seguirò i kiwi aggiornamenti futuri con grande interesse (e anche un pò id invidia.. si può dire?) Ciao da Marco.

  • vero gi

    Meraviglie dall’altro capo del mondo!
    Attendo altre foto e racconti :))))

  • Pingback: Don't stop me now | Giulia Depentor()

  • Sara Tirabassi

    Ciao, mi chiamo Sara, ho scoperto il tuo blog per caso e sbam! sono stata letteralmente folgorata. (Si, è una presentazione da Alcolisti Anonimi, lo ammetto!)
    Hai un modo di scrivere davvero appassionante, le foto sono fantastiche e il tuo entusiasmo è travolgente! Praticamente ho fatto una scoperta sensazionale!
    Tornerò sicuramente a sbirciare le evoluzioni di questo meraviglioso salto dall’altra parte del Mondo!

    • GiuliaDepentor

      Ciao Sara! Grazie milleee!!!

  • Ken Gibson

    Ciao Giulia, e benvenuto da mi a N
    uova Zelanda sono Ken, il parruchiere fantastico di Martina, Leo e adesso Rosi, non vedo l’ora di incontriarti un giorno. Leggo che ti piace il cibo thailandese, forse un giorno per tutt’e’ quattro di voi cucinero’ una grande cena thai a casa mia.

    • GiuliaDepentor

      Ciao Ken, grazie per il benvenuto! Non vedo l’ora di provare il cibo thai cucinato da te!!! 🙂

      • Martina

        E` buonissimo!! 🙂

  • Sabrina Miso

    Ah che bello l’inizio di una nuova avventura far far away! Ho scritto un post molto simile dopo essere atterrata qui a Vancouver, più o meno nello stesso periodo in cui tu sbarcavi nella terra dei kiwi! Ti seguo volentieri, anche perché la NZ era la nostra seconda scelta dopo il Canada e sarà uno dei nostri prossimi viaggi!