La mia risposta agli Italiani a Berlino

Ieri nevicava, sono scivolata per strada come un’arzilla pensionata, e mi sono procurata una distorsione al ginocchio.
Questa è solo una premessa per dire che non tutto il male viene per nuocere. 
Primo, perché ho capito che qua se stai morendo per strada, non alzano un dito per aiutarti neanche se li minacci (ma questa è un’altra storia che racconterò).
Secondo, perché il dottore mi ha dato un paio di giorni di riposo: questo mi ha permesso di dedicarmi con più passione al mio progetto e di leggere una discussione, nata in seguito alla pubblicazione dell’intervista che io e Alessio abbiamo rilasciato a Panorama, che mi sarebbe altrimenti sfuggita.

Gli Italiani di Berlino, per la maggior parte, non sono d’accordo con me e si sono arrabbiati.


Si sono arrabbiati perché non parlo tedesco (anche se lo sto studiando, lo giuro) e ho trovato ugualmente un lavoro.
Si sono arrabbiati perché mi sono definita una “manager” e hanno voluto precisare che “manager” non ha il significato che aveva negli anni ’90, cosa che so benissimo dato che sono la prima a dirlo. (chiederò una precisazione nel mio contratto)
Si sono arrabbiati perché ho detto che ho trovato lavoro dopo qualche giorno che ero qui (peccato sia la verità).
Si sono arrabbiati perché, a detta loro, ho dipinto Berlino come la patria delle opportunità e temono che io illuda altri italiani in fuga.
Si sono arrabbiati perché loro, dicono, abitano a Berlino da molto più tempo eppure lavorano nei call center. (e che cosa c’è di male?)
Si sono arrabbiati perché, cito, “iniziare un articolo così è da delinquenti” (evidentemente “Sono arrivata in Germania con mille euro in tasca e ho trovato lavoro in due settimane, senza sapere una parola di tedesco. Mettendocela tutta, in un anno ho conquistato una posizione di responsabilità” offende la sensibilità di molti, malgrado sia la verità)
Si sono arrabbiati perché hanno detto che sicuramente la fortuna ha fatto la sua parte (e io aggiungo che ha fatto una grande parte, ma aggiungo anche che la fortuna deve essere aiutata)
Si sono arrabbiati perché, cito di nuovo, “sembra una cazzata“.
Si sono arrabbiati e hanno insinuato che ci fosse altro – tipo una raccomandazione– dietro .

Io non so che cosa facciano loro per campare ma vorrei dire alcune cose agli Italiani a Berlino :

Prima di tutto, mi sembra stupido precisarlo ma è evidentemente necessario, quando si scrive un articolo si raccoglie molto materiale che viene poi organizzato e tagliato a seconda delle necessità. Se prima di aprire la bocca così tanto per colmare dei momenti di noia, gli Italiani a Berlino si fossero informati, forse si sarebbero risparmiati una magra figura.
Quando parlo della mia esperienza, preciso sempre che si tratta della MIA esperienza, che non è ovviamente universale ma è quello che è successo a me e alla maggior parte delle persone che conosco, tutte con un ottimo lavoro e realizzate. Evidentemente, secondo gli Italiani a Berlino, tutte raccomandate, fortunate, incapaci e con grosse amicizie (come se in Germania funzionasse come in Italia), oppure -dimenticavo- semplici contapalle.

Vorrei dire agli Italiani a Berlino che con questo atteggiamento -tipicamente italiano- non si va da nessuna parte.
Se fossi senza un lavoro e  leggessi un’intervista come quella che è stata pubblicata su Panorama, sapete che cosa farei?
Per prima cosa contatterei gli interessati. (per consigli, opinioni, non si sa mai quali porte si possono aprire)

Invece no. Ma non è forse più semplice stare lì a criticare in modo sterile? 

Che cosa avete ottenuto a lamentarvi per ore sui social network? Niente.
Che cosa avreste ottenuto magari a scrivere una mail? Ad esempio, come è successo a me, un lavoro.

Vorrei anche dire agli Italiani a Berlino che, certo, sono stata fortunata, anzi fortunatissima!
Ma non sono rimasta a casa ad aspettare che mi piovesse un lavoro dal cielo: ho chiamato, spedito lettere, mi sono fatta una lista delle società che mi piacevano e per ognuna di quelle ho scritto una lettera di presentazione personalizzata, spiegando perché avrei potuto lavorare per loro e che cosa avrei potuto dare.

A me arrivano candidature tutti i giorni, proprio dagli stessi Italiani a Berlino che si lamentano: il più delle volte non scrivono nulla nel testo della mail, allegando semplicemente un curriculum scritto male. Altre volte si sbagliano (o forse non lo sanno) e mandano la stessa mail a più società lasciando tutti gli indirizzi in bella vista. Altre volte ancora scrivono in modo sbagliato il nome dell’azienda.

Ora, cari Italiani a Berlino, perché mai qualcuno dovrebbe interessarsi a voi con delle presentazioni del genere?
Vi rendete conto che cercare un lavoro attivamente è ben diverso da mandare a caso il vostro curriculum? 

Io sono stata fortunata, è vero, ma la mia fortuna l’ho pungolata senza tregua.

E sì, sono arrivata a Berlino con mille euro in tasca, ho trovato un lavoro dopo pochi giorni, e ho lavorato sodo fino a raggiungere una posizione soddisfacente.
E se non avessi trovato un lavoro “soddisfacente”? Avrei fatto la cameriera, la baby sitter o sarei andata in un call center, perché non trovo che ci sia nulla di male se si è a posto con se stessi. Oppure avrei semplicemente provato un’altra città.

Voglio infine dire agli Italiani a Berlino che se avessi ascoltato quelli come loro, adesso sarei probabilmente ancora bloccata in Italia, e che se anche un solo giovane deciderà di tentare un’avventura qui dopo aver letto il mio articolo…beh, sarei davvero una persona felice! Deve tornare a casa perché non trova lavoro? Volete mettere la soddisfazione di averci almeno provato?

Non sono nessuno, non sono nella posizione di dare consigli e non mi permetterei mai di farlo.
So anche che l’ambiente berlinese è talmente vivace che le società a volte nascono e muoiono nell’arco di poco tempo e so anche che tra qualche mese potrei non avere più un lavoro, perché non si sa mai che cosa può succedere.

Ma se mi capitasse, non starei lì a lamentarmi e a criticare.
E forse è proprio questa la differenza.

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  • Sottoscrivo ogni singola parola. La stessa cosa vale per Londra. E vale sempre il motto aiutati che il ciel ti aiuta.

  • Flavio

    AMENNNNNNNNNNNNN SORELLAAA !!! vorrei tanto che con questo articolo mettessi fine alla discussione nata sulla pagina italiani a Berlino ma so che è solo l’inizio ! (sigh) comnque che dire ? brava. 🙂

  • robert plant

    purtroppo quando ci si mette in mostra bisogna calcolare anche questo tipo di cose. o no?

    • giuliadepentor

      Sì certo, e io sono ben contenta di discuterne!

      • Diana

        Ciao Giulia,
        mi è piaciuto molto leggere l’articolo e la discussione che lo segue.
        Ho mandato mille cv qui in Italia ma senza ricevere neanche un vai a quel paese, come penso succeda spesso a tanti. Volevo chiederti, visto che scrivi di leggere molti cv e lettere di presentazione, puoi darci qualche dritta su come presentarsi in modo adeguato ad un possibile datore di lavoro?
        Grazie
        Diana

        • GiuliaDepentor

          Ciao Diana,
          il consiglio è sempre lo stesso: manda una lettera personalizzata e spiega perché saresti d’aiuto a quell’azienda! Buona ricerca!

  • pearl

    bello leggerti, spero di essere una delle (tante)persone che ti darà soddisfazione e spero anche ragione, non appena mi trasferirò a berlino, cosa che sono in procinto di fare.condivido a mille l’atteggiamento, molto poco affine a quello dell’ “italiano medio”. grazie per aver condiviso la tua storia, a testimonianza che la determinazione è premiata e che berlino non è solo la bellissima ma perfida matrigna che in molti dipingono. Viel Glück!

  • ANGELA

    non ti curar di loro,ma guarda e passa……..diceva il sommo

    brava giulia…grinta,passione,determinazione non ti mancano

  • Natasha

    Ciao Giulia,
    vorrei esprimerti la mia opinione in merito alla tua intervista e al post sul forum che ho commentato anche io. Prima di tutto credo che seguire una discussione su facebook non esclude a priori la costanza e l’insistenza nel cercare un lavoro o un nuovo lavoro. Non credo che sia stata la tua biografia nello specifico ad esacerbare gli animi, ma semplicemente la consapevolezza che questo articolo, questa intervista raccontasse solo in modo parziale come si vive qui e non certo per colpa vostra. Non sempre si trova lavoro in due giorni, il tedesco è importante e Berlino ha un tasso di disoccupazione molto alto. Bastava aggiungere, secondo me, anche questo punto di vista (certo presente in tante altre città)per dare un po’ meno di parzialità. Se te conosci molte persone con un percorso simile al tuo io ne conosco altrettante che pur conoscendo due o più lingue si aggirano da un call center ad un altro e non perdono il loro tempo davanti ai social network. Ovvio, è un lavoro come un altro ma perchè non aspirare al meglio se si hanno competenze e grinta?
    Questo racconto molto positivo su Berlino se non è falso, e voi ne siete la prova,è comunque riduttivo, al di là delle scuse del montaggio e di operazioni affini. Sicuramente si sta bene qui, si sta meglio, la qualità della vita è ottima ma ci sono anche linee d’ombra e io penso bisogna comunicare anche queste, un po’ come precauzioni per l’uso, per evitare amare disillusioni, e non certo per tarpare ali e castrare sogni.
    Buona guarigione!

    • giuliadepentor

      Ciao Natasha, grazie per il tuo commento.

      Onestamente, credo che tu sia un po’ uscita dal tema principale del mio articolo che era appunto una risposta a tutti quelli (e ti invito a rileggere la discussione su Facebook) che hanno avanzato false insinuazioni, che hanno ipotizzato che la nostra storia fosse tutta una bufala, etc. etc.
      La mia risposta è questa, e mai e poi mai cambierò la mia versione: che cosa ci hanno guadagnato? Nulla, anzi, hanno sprecato tempo prezioso che avrebbero potuto utilizzare a migliorare la stesura del proprio CV, ad esempio.

      Tu dici che seguire una discussione in Facebook non esclude automaticamente dall’avere costanza e insistenza.
      Certo, su questo non ci piove. Fatto sta, che la maggior parte di quelli che sono intervenuti (una addirittura -e di questa ho riso molto- ha suggerito di “farsi gli affari nostri in LinkedIn”, come se avessimo qualcosa da nascondere!) ha dimostrato di avere tanto tempo da perdere.
      Alcuni rispondevano in tempo reale, dopo alcuni secondi che altri avevano commentato. Io purtroppo non potevo intervenire (la mia iscrizione non è stata accettata per motivi che mi sono ignoti).

      Ora, non so tu, ma se io fossi lì a mandare CV e a scrivere lettere di presentazione, tanto tempo dietro a un articolo che considero poco valido e a due tizi che considero dei contaballe o dei raccomandati non lo perderei.
      Non so che cosa tu faccia per vivere, tuttavia ti vorrei dire che prima di trovare questo lavoro io ho fatto un colloquio in un call center, uno per fare la baby sitter e infine ho trovato uno stage al termine del quale non mi hanno proposto un contratto regolare. Per fortuna, anche mentre facevo lo stage, non mi sono mai adagiata e non ho mai smesso di cercare e quando questa esperienza è finita, avevo altre opzioni, tra cui il lavoro che faccio ora appunto.
      Non mi sarei sentita una fallita a fare un lavoro chiamiamolo umile (anche se io penso che nessun lavoro sia umile se fatto con dignità e professionalità), non mi sono disperata quando ho capito che il mio stage non si sarebbe trasformato in un lavoro full time, non ho perso tempo a criticare quelli che invece avevano un lavoro. Ho bussato a mille porte, finché una si è aperta anche per me.

      Questo mi ha insegnato tre cose:
      1) Non ascoltare mai quello che ti dicono gli altri
      2) Non perdere tempo a pensare agli altri
      3) Non smettere mai di cercare

      E scusa se te lo dico, Natasha, ma i fatti dimostrano che fino ad ora è stato questo l’atteggiamento “vincente”.

      Tu pensi che l’articolo sia riduttivo? Può essere.
      Ma io penso anche le persone siano abbastanza intelligenti da capire che la situazione è sfaccettata, sempre e comunque.

      Non so -come ti ho già detto- che cosa fai per vivere, ma se -come mi sembra di capire- hai altre ambizioni, io ti consiglio di non perdere tempo su quel forum.

  • Ciao Giulia,

    innanzi tutto complimenti. Sono d’accordo con molte delle cose che scrivi ma un paio di punti non mi sono chiari.
    Mi riferisco, in particolare, agli ultimi commenti prima del mio.
    Perché dai per scontato che Natasha non abbia un impiego soddisfacente visto che come più volte hai scritto “non sai cosa faccia pe campare” e visto anche che lei parla di esperienze di suoi conoscenti?
    Perché dai per scontato che leggere opinioni altrui (con cui non si concorda) sia perdere tempo? Non è forse il confronto con queste che ci arricchisce? Se così non fosse, perché perdi tempo a rispondere a persone di cui non ti interessa il giudizio?
    Inolte mi pare di capire che tu abbia trovato uno stage in pochi giorni e non l’impiego che svolgi ora, sbaglio?

    Ti prego di non prendere questo mio commento come una critica, è semplice curiosità. Vorrei capire meglio la storia 🙂

    Un saluto
    Alessandra

    • giuliadepentor

      Ciao Alessandra,
      grazie del commento e delle tue domande (rispondo con ordine) 🙂

      1) Per prima cosa non do per scontato che Natasha non abbia un impiego soddisfacente: come ho precisato più volte, io non so che cosa faccia per vivere e soprattutto non ritengo che NESSUN impiego, se fatto con professionalità, possa essere insoddisfacente.
      Natasha ha detto che io ho dato per appurato che chi lavora in un call center (ad esempio) non possa avere altre ambizioni. Ho pensato che si riferisse alla sua storia ed ecco perché mi sono permessa di dirle che non è assolutamente così e che se ha altre ambizioni dovrebbe lasciar perdere quel forum (errore mio, in effetti, ma le sue parole me lo avevano fatto pensare chissà perché)

      2)”leggere le opinioni altrui”, come dici tu, non è ciò che è successo con la discussione su Italiani a Berlino. Io ci ho letto solo insinuazioni, critiche sterili e commenti poco costruttivi. Questo per me è perdere tempo, senza considerare che sono state fatte affermazioni senza neanche conoscere i fatti, in modo piuttosto stupido per dire la verità.
      Per quanto riguarda quello che sto facendo io, Alessandra, questo è il mio blog, io ho scritto un articolo e sto rispondendo a delle persone di cui (dato che se sono qui si presuppone abbiano letto il mio articolo) mi interessa il giudizio o perlomeno scambiare delle opinioni.
      QUESTO per me è “leggere le opinioni altrui e arricchirsi dal confronto”, non quello che è stato fatto su Italiani a Berlino.

      3)Quando sono arrivata a Berlino, mi sono data un mese. Il primo lavoro che ho trovato e accettato è stato questo stage che ho utilizzato come “tampone” per poter continuare a vivere qui e a cercare altro. Mentre stavo facendo questo stage, sono stata contattata dalla società per cui lavoro ora (che avevo contattato appena arrivata) che mi ha proposto il lavoro che sto facendo. Il tutto si è svolto in un arco temporale davvero breve e per una pura coincidenza sono riuscita a terminare lo stage che avrei altrimenti abbandonato a favore di un lavoro migliore. (non so se si è capito, ma volendo anche questo lavoro l’ho trovato in poco tempo, solo che una serie di circostanze mi ha permesso di finire la prima esperienza)
      Se fossi rimasta lì a aspettare…a sperare…a leggere le opinioni di italiani a Berlino e a criticarle…questo lavoro non l’avrei trovato. :/

  • Natasha

    Condivido appieno le tre cose! La mia risposta era in merito all’articolo, ovvero l’ho letto e ho pensato ecc.. al di là delle accuse di bufala, anche abbastanza ridicola. Hai ragione anche su come utilizzare al meglio il proprio tempo, io rispondo per me, of course. Tuttavia per esperienza, anche nel giornalismo, ti assicuro che “non tutti sono abbastanza intelligenti da..” ma, ripeto, è un mio umile pensiero. Saluti!

  • Ciao Giulia, complimenti per l’articolo su Panorama! Ho vissuto a Berlino l’anno scorso e leggevo sempre Neu!, era fatto davvero bene e i vostri articoli mi facevano scoprire posti e cose, grazie ancora. Io sarei felicissima di essere comparsa su Panorama! Capisco la frustrazione di quelli che non ce la fanno, il punto è che fare polemica piace un sacco agli italiani, io mi annoio dopo un secondo zzzz. Tu e gli altri due ragazzi di Neu siete bravi, punto. Lasciatelo dire da una fedelissima che si ricorda bene di voi mentre vi leggevo dalla mia mini casa di Friedrichshain! Riru – now in Glasgow

  • Vladimir

    Ciao,

    Io pure mi sono trasferito all’estero e non abbiamo avuto, nè io nè mia moglie, nessun problema di lavoro. Credo tu abbia perfettamente ragione; ognuno è artefice del suo destino, anche se è così idiota da partire da sprovveduto dopo aver letto un articolo su panorama senza documentarsi appropriatamente.
    Io sono il primo ad essermi trasferito per avere un miglioramento delle condizioni sia lavorative che di vita però estenderei questo concetto un pò pure all’Italia. Se ti dai da fare e se hai una formazione adeguata, in genere lavori anche lì. Il problema è che il 90% degli italiani hanno una formazione pessima o nulla e di questo problema poi ne risentono anche se vivono in un altro paese.
    Ciao da Stoccolma,
    Vladimir

  • Angelo

    Sottoscrivo la risposta di Maggie, anche a Londra è lo stesso, 10 riescono e 90 si lamentano della “sfiga” e di chissà quante altre cose… abituati in Italia a chiedere allo “zio” di turno di trovargli qualcosa di buono…

  • samantha

    Come si dice, cara la mia Giulia, haters gonna hate. E che se ne facciano una ragione! Tutta l’energia che sprecano a parlare male degli altri o a cercare del marcio che non c’è lo tolgono a quello necessario per crearsi un buon curriculum e a farsi un sano esame di coscienza. E spendetele due cazzo di ore seduti davanti a word e chiedetevi cosa potete offrire a un’azienda. Magari vi serve anche per conoscervi meglio. E’ il tipico atteggiamento da italiano medio: se io non riesco, allora nemmeno gli altri devono farcela. Se io non riesco allora gli altri sono paraculi. Un’ultima cosa: trovo molto irritante questo atteggiamento così saccente e poco costruttivo, di giudizio continuo tra l’altro basato sempre su una conoscenza parziale delle persone e dei fatti. Tutti si sentono in dovere di giudicare, di smascherare, di trovare il marcio.. e se il marcio non c’è? (e in questo caso io posso dire che non c’è!). Chiudo con la mia solita frase, Giu: marobadamàtti.

  • ASD

    Articoli come quello su Panorama sono pericolisi, contribuiscono ad aumentare questa illusione della Berlino per tutti, attirando altra gente inutile, impreparata, alternativi e finti artisti…che puntualmente dopo aver tastato la situazione con il loro inglese maccheronico devono tornare con la coda tra le gambe da Papà.
    Berlino ha bisogno di gente seria, basta con questi articoli!

    • giuliadepentor

      Caro ASD con indirizzo mail anonimo, ho approvato il tuo commento solo per dimostrare che quello che dicevo era vero.
      Hai scritto 4 righe, senza argomentare, senza motivare, hai dato un’opinione distruttiva e non l’hai neanche difesa.
      Mi sembri l’esempio perfetto dell’italiano descritto dal mio articolo.
      GRAZIE!

    • Vladimir

      lol. Ma tu chi sei, il difensore di Berlino? Il leghista tedesco che respinge gli immigrati? L’ho già scritto prima, ma vorrei ripetere il concetto: se uno è così imbecille da leggere un articolo su panorama e partire all’arrembaggio per Berlino forse la conseguente doccia fredda gli fa pure bene.
      V.

  • Elena

    Ciao Giulia,
    trovo il tuo articolo interessante per alcune cose, ma per altre..oddio. Sei stata fortunata e ti sei trovata nel posto giusto al momento giusto. Non posso giudicare e dire che ti abbiano regalato qualcosa e sicuramente meriti tutti quello che hai,ma non tutti hanno avuto la stessa fortuna. Io sono arrivata qui nel 2008, parlo tedesco,inglese, spagnolo ad un livello ottimo. Sono laureata e durante gli studi ho lavorato più spesso all’ estero come cameriera, barista, interprete, commessa ecc ecc. Non ho mai perso tempo dietro ad un computer a giudicare la vita degli altri, ma a Berlino ho avuto grossissime difficoltà. Ho cercato per un anno e mezzo, ho mandato CV, lettere di presentazione ecc ecc OVUNQUE. Ho cercato qualsiasi tipo di lavoro, ricevendo sempre risposte negative, quando le ricevevo. Per alcune cose ero troppo qualificata, nonostante avessi già anni di esperienza. Per altre,nonostante avessi capacità certificate da 5 anni di università, non avevo esperienza..ho mandato candidature spontanee a tutte le agenzie di traduzione (all’ epoca una ventina), risposto a tutti gli annunci che vedevo, portato CV personalmente..Dopo un anno e mezzo in cui senza i miei genitori sarei finita a chiedere l’ elemosina in metro, ho trovato un lavoro, è in un team internazionale dell’ AUDI e mi occupo di assistenza clienti e traduzioni ed interpretariato. Non è il lavoro della mia vita ma ancora non ho voglia di cercare altro..ho dei progetti e quando vorrò trovare un altro lavoro lo troverò. Tutto questo per raccontarti la mia esperienza, ti lamenti delle critiche ma forse dovresti essere un pò meno “boriosa”, perchè tante persone hanno avuto la mia stessa esperienza e non è stato facile come pensi tu. Perdona la sincerità e buona giornata,
    Elena

    • giuliadepentor

      Ciao Elena,
      grazie per aver condiviso la tua opinione.
      Come io ho raccontato la MIA esperienza, specificando che non si tratta di una regola, così lo hai fatto tu.
      Potresti forse dire, solo perché hai faticato a trovare lavoro, che a Berlino è sempre così? Io non credo.
      Ho scritto più volte che le persone che conosco hanno tutte un ottimo lavoro, trovato presto e ben pagato. Eppure non ho mai detto che il lavoro si trova sugli alberi.

      Tu dici che sono stata fortunata e mi sono trovata al posto giusto e al momento giusto: certo, sono io la prima a dirlo. Aggiungo di nuovo, però, che la fortuna te la crei da solo e se non la solleciti e non lavori continuamente per cercare di capire come mai ricevi risposte negative (parlo in generale, non del tuo caso)…beh, allora sarai sempre sfortunato.
      So che anche tu ti sei data da fare, come dici, e mi dispiace che tu abbia fatto molta fatica a trovare lavoro. Non so nulla di te, quindi non posso eventualmente capire come mai. (ti posso parlare dei CV e delle lettere che arrivano nella società per la quale lavoro…che sono nella maggior parte dei casi pietosi).

      Tu dici: “ti lamenti delle critiche ma forse dovresti essere un pò meno “boriosa”, perchè tante persone hanno avuto la mia stessa esperienza e non è stato facile come pensi tu.”

      Questo mi dispiace. Come ho spiegato tante volte, io mi lamento delle critiche ASETTICHE e INUTILI, non di quelle costruttive e argomentate (altrimenti non terrei un blog e non rilascerei interviste se avessi paura del confronto -cosa che nella pagina degli Italiani a Berlino mi è stata negata).
      “Boriosa”? Ok, se raccontare la propria esperienza è essere “boriosi”…certo, lo sono.
      “Non è stato facile come pensi tu”, infine, è davvero offensivo.
      Non sai nulla di me e non sei di certo nella posizione di conoscere quello che penso.

  • Sono basito nel leggere i commenti rivolti a te Giulia. Quel tipo di italiani che mai si integreranno come molti altri in Germania. Pensando che i tedeschi siano troppo “rigidi” (che cosa vorrà dire poi?).
    Mi spiace parlare così di certo miei connazionali. Purtroppo vedi gli attegiamenti mentali e pratici malsani che hanno portato l’Italia a quello che è. E anche se il “carattere” italiano si trascina nella Storia da qualche secolo, è vera una cosa, 40 anni fa non vedevi una carta per terra. Ci si ostina a far finta di non capire che la bellezza e la semplicità del vivere civile quotidiano non nascono dal nulla. Negli altri Paesi c’è più civiltà ed ognuno, di solito, cerca di dare il meglio. All’ interno delle regole e tradizioni locali che vanno sempre rispettate anche se appaiono “troppo” rigide.

    Mi spiace dirlo, ma se si è persa questa consapevolezza si vive di infelicità rinfacciando gli altri e non facendo nulla di costruttivamente pratico per migliorare la situazione. Per quanto possa essere degradata o meno.

  • Pingback: Berlino in scala di grigi | nastenka()

  • Annalisa

    Ciao Giulia,
    ho letto adesso tutta la discussione relativa al famoso articolo 🙂 che dire??io la penso esattamente come te….. anche a me è capitato di leggere su un social discussioni tipo che il lavoro è difficile da trovare, gli appartamenti non si trovano, se non sai già parlare bene tedesco non trovi nulla ….io e mio marito è dal 2007 (ovvero da quando ci siamo sposati) che pensiamo e ripensiamo a trasferici all’estero…io ho un’amore particolare per la Germania… leggendo certi post un pochino mi avevano messo dei dubbi….ma poi mi son detta: chi non risica non rosica… mio marito ha un lavoro a tempo indeterminato a Roma, beh, l’ho fatto partire una settimana a berlino in concomitanza delle sue ferie (a febbraio) ..il giorno dopo aveva già trovato 4 lavori… stiamo già facendo il trasloco… il 22 marzo partiamo per Berlino, lavoro e casa trovata!
    Io penso che tutto sia relativo e il voler espatriare non deve essere solo un capriccio ma un atto fortemente voluto. Chi veramente “ci crede” ci prova…. gli altri parlano parlano e parlano…
    ciao e in bocca al lupo per tutto! 🙂
    aly

  • chiara

    BRAVA BRAVA BRAVA! ALLa faccia di ‘sti soliti italiani 🙂
    A proposito, io da giugno sarò a Berlino e quindi….perchè non sentirci?

  • Elena

    Ho scovato oggi questo post e la relativa discussione, per caso.
    Anche a me piacerebbe, terminati gli studi, poter lavorare all’estero.
    E un articolo come questo, almeno per come l’ho interpretato io, mi dà fiducia.
    Io ho sempre pensato che ambito lavorativo sia possibile raggiungere i propri obiettivi, a costo di farsi il mazzo. E anche di adattarsi, certo. Io penso che molte persone che si lamentano del fatto di trovare un lavoro, in realtà non trovano semplicemente il lavoro che garba loro. Non intendo dire che valga per tutti, ma appunto, già che uno la butti sul piano del “tu in pochi giorni hai trovato tutto questo, e io ancora lavoro in un call center”, la dice lunga.
    Detto ciò, premesso che sicuramente ci sono persone che hanno realmente avuto più sfortuna di altre, ci sono anche tante persone che si lamentano per semplice invidia. L’invidia di non avere realmente la forza e la voglia di crearsi la propria fortuna.
    Perciò, ti faccio solo tanti complimenti, Giulia! 🙂

    • giuliadepentor

      Grazie Elena, sono davvero contenta! Il consiglio che do sempre è quello di provare provare e provare (me lo sono anche tatuato su un polso per ricordarmelo)…il resto viene da sé! 🙂

      Complimenti a te per aver deciso di fare un’esperienza all’estero!

  • Noi italiani all’estero ci lamentiamo sempre, siamo fatti cosi, poi alla fine una pizza tutti in compagnia e passa tutto 🙂
    Scherzi a parte, ti capisco ho vissuto in Spagna e ora in Olanda, e sui miei blog ho avuto alcune discussioni con altri italiani per motivi simili, anche io sono stato abbastanza fortunato nel trovare lavoro, sia a barcellona che ad Amsterdam, in meno di un mese.
    Fortunato si, ma ero preparato da mesi (tra cv, contatti, lingua, zone, casa,cultura, burocrazia etc) e penso di aver mandato curriculum perfino in australia, la fortuna aiuta,e tanto, ma bisogna cercarla, di certo non arriva a bussare alla tua porta, se sei a Berlino da tempo e hai un buon lavoro non è tutta fortuna 🙂
    Prima di partire ho sentito tante persone scoraggiarmi, non venire .. bla bla .. prima in Spagna e poi lo stesso, se non peggio, in Olanda.
    (A proposito la pagina di italiani in olanda di facebook è uno spasso in quanto a flame e roba varia, specie ora col tema caldissimo dei coffeshop che chiudono, tragedia delle tragedie).
    Onestamente non capisco il motivo di voler scoraggiare cosi tanto ragazzi che, COME NOI IN PRECENDENZA, hanno deciso di trasferirsi perchè delusi dal proprio paese, e questo a prescindere da qualsiasi discorso socio-politico, merita rispetto.

    Si sa che ci sono difficoltà, e non credo che le persone siano cosi stupide da prendere e partire per una nuova vita in una nuova nazione solo basandosi su un articolo di giornale o un blog, io non lo farei.
    Se si parte c’è un motivo preciso, bisogna mettersi in testa che sarà difficile, che le difficoltà potrebbero durare anche anni, che non è solo una questione di nostalgia ma che si affronta una nuova realtà, alla quale noi dovremo abituarci, senza se e senza ma, e chi prova a italianizzare o italianizzarsi all’estero finisce che torna a casa in meno di due anni.
    Questo è quello che ho detto sempre a qualche centinaio di persone che mi hanno contattato tra email e blog, e poi dopo inizio a spiegare come cercare lavoro, casa, documenti etc. perchè lamentarsi o raccontare solo i lati negativi(spesso da un punto di vista soggettivo) non aiuta nessuno, ti fa solo apparire frustrato.
    Ho tante cose di cui lamentarmi della mia nuova vita, ma sono compensate da altri motivi, un pò più materiali, per cui ho deciso di venire qua nel freddo nord, “i need to get used” dico sempre ai miei colleghi quando parliamo del tempo(o meglio mi chiedono perche cazzo mi sono trasferito lasciando il sud italia), che poi suona sempre meglio di “I don’t like it” 🙂
    In bocca al lupo!

  • sebastiano

    E’ solo invidia la loro 😉

  • TITTI

    Ciao Giulia
    Volevo sapere come hai fatto a trovare lavoro in pochi giorni senza conoscere la lingua, in che posti sei andata e come ti sei mossa. Anche io sono un’italiana “in fuga” e come te non conosoco per nulla il tedesco…ma vorrei trasferirmi, trovare un lavoro anche come lavapiatti, purché mi permetta di mantenermi e contemporaneamente imparare bene la lingua per poi propormi per quello che è il mio vero lavoro. Puoi aiutarmi?

    • giuliadepentor

      Ciao Titti e grazie del commento.
      Per rispondere alle tue domande, come ho scritto qui sopra, non esistono delle “regole”, dei “posti”, o dei “movimenti” da fare per cercare lavoro: bisogna bussare a tutte le porte e non stancarsi alla prima risposta negativa.
      Il consiglio che ti posso dare è di preparare un buon CV e di inviarlo alle aziende che ti interessano, con una lettera di presentazione personalizzata e completa. Per quanto riguarda il lavoro di lavapiatti, mi dispiace ma non saprei proprio come aiutarti…forse andando direttamente a chiedere nei ristoranti?
      Buona ricerca!

  • Daria

    Sicuramente sei stata brava e sicuramente anche un po’ fortunata. E’ comunque bello vedere che qualcuno ce la fa! Se le persone intelligenti leggono il tuo articolo (che io non ho letto purtroppo), si fanno prima una bella analisi di coscienza: cosa so fare? quali aspirazioni posso avere? conosco la lingua? posso lavorare senza conoscerla? ho scritto un cv valido e ben organizzato? ho VOGLIA di sbattermi sa va bene un mese, se va male molto di più, a cercare lavoro, a bussare alle porte, a sentirmi rispondere NO e a non vedere risposte?
    E poi parte.
    Purtroppo non molti fanno questa riflessione e si trovano qui senza riuscire a trovare lavoro. Poi può anche darsi che riescano comunque a trovarlo, chissà!
    In conclusione, leggere un articolo come il tuo deve essere lo spunto per una riflessione e per capire cosa si vuole e si può fare.
    Quindi continua così!

    • giuliadepentor

      Ciao Daria, grazie del bel commento! Mi fa davvero molto piacere che il mio articolo venga apprezzato 🙂
      Ma tu sei a Berlino?

  • rosario77

    complimenti! Si vede che avete “fame” proprio come me.Storie come queste mi fanno bene perchè mi aiutano ad avere la forza di liberarmi da una zavorra che mi trascino da molto tempo e cioè questa sensazione perenne di sentirsi utilizzato a regimi medio bassi.Purtroppo la condizione di cassa integrato che credeva in un progetto innovativo e ritrovarmi di nuovo nella stessa condizione economico ma soprattutto professionale di alcuni anni fa ti rende in un certo senso rabbioso…affamato.Credo che la soluzione per un “modesto” operaio che ama accettare nuove sfide accogliendole non come un impedimento ma come occasione di miglioramento professionale sia rinnovarsi e studiare ed io lo sto facendo o almeno spero di essere sulla strada giusta.Io sono iscritto ad un corso di tedesco avanzato all’università di salerno e spero di venire in germania e trovare lavoro,voi a proposito……dove lavorate?

    • giuliadepentor

      Ciao Rosario! Bravo, iniziare un corso di tedesco è un ottimo punto di partenza, però ricordati che per lavorare a Berlino spesso è richiesto anche un ottimo livello di inglese…quindi non trascurarlo! 😉
      Buona ricerca!

  • marco

    Cavolo Giulia ho finito di leggere l’articolo con un sorriso enorme di felicità e un “finalmente!” stampato in fronte…ti ringrazio vivamente per averla scritta!:) mi piacerebbe chiederti alcune cose in privata se sei disponibile, altrimenti grazie ancora lo stesso per questa lettera 🙂
    Marco

    • giuliadepentor

      Evviva! Certo, se vuoi scrivimi pure…ti avviso però che tutto quello che so è già scritto qui sopra. Per il resto ci vuole tenacia, faccia tosta e anche un po’ di fortuna! 🙂
      Ma scrivimi, se posso ti aiuto volentieri!

  • defrost

    Tutto giusto è bello quello che dici. E guarda che è solo invidia, perché gli italiani, ho scoperto girando il mondo, sono in pole position, per quanto riguarda l’invidia verso i connazionali che (sbattendosi) riescono in qualcosa. Solo un appunto, ho vissuto sia a Berlino che a Roma. Per strada (e senza chiederlo, a volte) mi hanno aiutato più a Berlino che non a Roma. Ed a Roma è capitato di gente rimasta per terra mentre altri gli passavano sopra allegramente. Dire: qua ti fanno morire per strada non credo sia molto attinente con la realtà, immagino tu sia stata sfortunata (e mica puoi avere solo botte di cu** :D) a cadere nel momento sbagliato e nel posto sbagliato. Tschüss!

    • GiuliaDepentor

      Sì dai…”lasciar morire per strada” era un’iperbole! Certo non è stato piacevole rimanere in mezzo alla neve con il ginocchio spaccato, mentre tutti intorno mi guardavano senza alzare un dito. Sarò stata sfortunata, cosa vuoi che ti dica! 🙂

  • bell articolo complimenti. io ho 39 anni quando ho lavorato è stato sempre all estero per delle missioni di breve corta durata con le nazioni unite e unione europea o ongs. vivo a berlino da anni perché mia moglie lavora qui on impiego fisso. ora abbiamo una magnifica bebe, io lavoro nel mio settore non ne trovo piu e non so cosa fare. ho laurea, master, corsi di specializzazione ma qui davvero non saprei cosa fare. ci sto provando a nulla accade. Se tu Giulia o chiunque aveste dei suggerimenti potremmo scambiarci delle idee. io ho lavorato in paesi in conflitto in diritti umani assistenza ed osservazione elettorale. e qui in questo senso c e davvero poco e molta competizione. di altro pitrei fare un sacco di cose ma non so bene cosa e dove. aiuto…………

  • Vanessa

    Ciao ragazzi,leggo con piacere il vostro articolo. Ho 21 anni e sto valutando l’idea di venire a Berlino,cercando di crearmi un futuro migliore,in primis iniziare l’uni in Germania. (una volta imparato per bene il tedesco,è ovvio :D) . Volevo chiedervi,come avete fatto a trovare lavoro subito? E’ da molto che cerco lavoro,dall’Italia però,ma nessuna risposta. Quindi pensavo se non riesco a trovarlo qui,come penso di poterlo una volta arrivata li? Vorrei iniziare il corso di tedesco direttamente a Berlino,quale scuola consigliate??

    Spero possiate darmi una mano.

    Saluti,
    Vanessa

    • GiuliaDepentor

      Ciao Vanessa, tutto quello che so, l’ho scritto qui sopra. Buona fortuna!

  • mattia

    concordo pienamente…a me è successo la stessa cosa in Australia, arrivato a Melbourne dopo 10 giorni avevo già ottenuto un lavoro senza mai averlo fatto prima, ma ci ho messo tutto me stesso…

  • Sisco

    Grazie!! Mi hai rassicurato molto!!! tra qualche mese arrivo:D

  • Laura

    Ciao, dopo essermi io laureata ed aver fatto lavori per anni a nero per i quali tra l’altro sono stata sottopagata e sfruttata……e dopo che il mio compagno (ottimo cuoco) ha cambiato decine di posti lavorando sempre in condizioni allucinanti……..abbiamo deciso di andare a Berlino alla ricerca di una vita migliore. Purtroppo nessuno dei due parla il tedesco e dell’inglese conosciamo le basi. Credi che possa essere un grande ostacolo questo??? Siamo aperti a qualunque tipo di lavoro che ci possa dare un minimo di continuità e ci possa dare la possibilità di realizzare quello che in Italia ormai non sarebbe proprio più possibile. Come mi consiglieresti di muovermi???? Cmq nella vita ci vuole tanta fortuna ma la fortuna da sola non basta, sei stata sicuramente brava se sei riuscita a raggiungere importanti traguardi professionali……quindi in bocca al lupo per tutto!!!!!!!

    • GiuliaDepentor

      Ciao Laura,
      purtroppo non ho esperienza nella ristorazione quindi non saprei che consigli darti. Per il resto, trova le società che ti piacciono e manda il cv.

  • Gabriele

    Giulia, ti scrivo perché voglio proprio che tu sappia una cosa: io ho fatto esattamente come dici tu. Ma non perché me lo sia inventato, ho seguito tantissimo i tuoi consigli e quelli dei tuoi partner in Neu in Berlin (blog che la mia ragazza e io abbiamo preso come vera guida per l’installazione a Berlino) e, dopo averli eseguiti con minuzia e tanto impegno (ad esempio cercare lavoro dalle 9 fino alle 22 tutti i santi giorni, domeniche incluse), il risultato è arrivato. Certo, voglio riconoscere a me stesso che ci sia stato anche del mio, ma molti aspetti su come propormi qui a Berlino non mi erano venuti in mente se non dopo la lettura dei vostri consigli! Quindi col vostro aiuto ho ottenuto esattamente quello che cercavo, anzi anche molto di più! Grazie!

    • GiuliaDepentor

      Ma dai! Evviva, mi fa molto piacere!
      Complimenti 🙂

      • Elia

        Il blog non lo trovo più! 🙁 per caso potreste postare il link per favore?

        • GiuliaDepentor

          Ciao Elia…di cosa stai parlando?

          • Elia

            Ciao, mi riferivo al blog Neu in Berlin che cita Gabriele. Grazie 🙂

          • GiuliaDepentor

            Quel blog è stato chiuso un bel po’ di tempo fa (lo so perché me ne occupavo io assieme ad altri)

          • Elia

            Peccato! Ma non sono nemmeno consultabili i vecchi contenuti? 🙁

  • antonio

    sono d’ accordo con te,,,mi chiamo antonio, vivo a taranto e sto decidendo propio di provare a berlino a cercare un lavoro come lavapiatti visto che non so la lingua ma vorrei impararla fin da subito per poi aspirare a trovare qualcosa di meglio, la speranza e la volontà è tanta, magari mi potresti aiutare tu,,se mi dai l indirizzo, ho 38 anni, sono sposato con 2 bimbe, magari un giorno potremmo trasferirci tutti insieme a berlino, tra qualche anno almeno 3, ciao se vuoi rispondermi per dirmi altre cose utili, la mia mail è tony.bevitore@gmail.com ciao e a presto

  • Dario Cositore

    Che strano, sono passato di qui per caso, posso dirti solo che io sono STRACONTENTO di leggere che qualche mio connazionale, stanco, deluso o semplicemente volenteroso, è riuscito a fare strada in un paese, da solo, con pochissimi soldi, dimostrando ancora una volta che L’Italia c’è e che ancora sforna prodigi, persone intelligenti e promettenti…
    Un abbraccio enorme Giulia !
    Dario (Il giovane da te citato che tenterà l’avventura)

  • Carolina Carnio

    Ciao, sono Carolina e ….bellissimo questo tuo post! Mi capita di leggerlo proprio nel momento giusto e mi sta dando coraggio!A questo punto vado a riguardare il mio curriculum e aspetto di mettere un altro po’ di euro da parte prima di partire…e poi basta,vado!!!Grazie mille!!!

  • adriana

    ciao,
    io vi scrivo come cittadina rumeno-italiana.
    sono Adriana e sono molto d’accordo con ciò che l’articolo “dice”.
    Ho vissuto per un anno in Germania lavorando come baby-sitter e vi posso garantire che sono tanti gli italiani che trovano un lavoro se veramente lo vogliono.La gente li è rispettata al lavoro per il suo rendimento,ma non per le raccomandazioni o razza.
    Vivo in Italia da 10 anni essendo sposata con un Italiano e mi sembra che qui le cose vadano peggio che in Romania.TROPPA BUROCRAZIA e RACCOMANDAZIONI.Non troverete la stessa cosa in Germania.

  • daniela

    ciao sono capitata sul tuo blog per caso , mi piacrebbe andare via dall’ italia un paese ormai vecchio mi piacerebbe darmi un’altra possibilita’
    anche se ho 40 anni da dove posso iniziare??
    Grazie se mi ripsonderai

    • GiuliaDepentor

      Si inizia…cercando! Buona fortuna

  • Francesca

    Bellissimo articolo complimenti era proprio questo che cercavo per avere più fiducia in me e iniziare una nuova vita. La ammiro.

  • luca

    Salve ragazzi mi chiamo Luca sono diplomato (Ragioneria).Ho fatto l’esperienza di un anno nell’ esercito, ma questa esperienza mi ha fatto solo capire del come gira realmente l’italia. Speravo che almeno l’esercito si salvasse e invece no, anche lì solo raccomandazioni, conoscenze, amicizie importanti. Non esiste la meritocrazia in Italia.
    Premetto che oltre alla scuola facevo qualche lavoretto in estate o anche durante il periodo scolastico ed un minimo di esperienze le ho.
    Recentemente mi si è presentata l’occasione di partire per Berlino ed entro un mese dovrei trasferirmi.
    Vorrei soltanto chiederti se puoi contattarmi, te o qualcuno che legge questo blog per un minimo di consigli per il primo impatto, una sistemazione provvisoria per iniziare, voglia di lavorare ne ho e mi adatto a qualsiasi cosa.
    Ringrazio in anticipo a chiunque mi contatti e spero che mi capiate, è un cambiamento radicale e farlo completamente solo non è semplice.

    la mia mail : lcompagnucci1@gmail.com

  • Claudio

    Ciao Giulia, non li ascoltare. Io ho trovato lavoro a Berlino (e parliamo di un OTTIMO lavoro in una azienda con sede a Berlino, molto ben pagato e con responsabilità) in 15 giorni, senza manco essere a berlino. Ah non parlo mezza parola di tedesco, che penso imparerò giusto per vivere meglio in una città tedesca.

  • Valeria

    Salve, mi presento innanzitutto, sono Valeria e sono un medico veterinario, che vive e lavora ( cerca di farlo almeno) in Campania.
    Da qualche mese , anche io stavo seriamente pensando di spostarmi in Germani,a e avevo pensato a Berlino.
    Ovviamente, inutile dire che sono tremendamente spaventata, che sono insicurissima e dispiaciuta di lasciare( eventualmente ) il mio paese, ma, sono stanca di come vanno le cose qui e , volevo , provare a vivere e lavorare in modo piu’ dignitoso e stimolante.
    A spasso sul web ho trovato questo blog, e l’ho spulciato un pochettino.
    Quello che volevo sapere e chiedervi, se era possibile ovviamente, era grosso modo, per la tua( vostra ) esperienza, come muovermi cosa o chi contattare dall’iTALIA, o arrivata sul posto.
    Come fare…..insomma…almeno delle linee guida secondo la vostra personale esperienza.
    Io, sono una ragazza di 31 anni( ormai non piu’ troppo ragazza quindi), e tengo a precisare che, anche qui in Italia, io, oltre al mio lavoro che cerco di fare, faccio la lavapiatti e qualsiasi altra cosa riesca, pur di mantenermi un minimo di autonomia…ù
    Insomma qualsiasi informazione o suggerimento, per me è cosa preziosa.
    Sia chiaro che non sto chiedendo a nessuno di trovare delle soluziuoni per me, ma solo un consiglio, per darsi una mano fra giovani,lavoratori, ma semplicemente esseri umani….cosa che spesso, troppo spesso, in Italia ormai, sembra una cosa impossibile…

    Vi rignrazio della disponibilita’ e del tempo dedicatomi comunque.
    Grazie mille..
    Buona giornata!

    • GiuliaDepentor

      Ciao Valeria,

      io non sono una veterinaria e non abito neanche più a Berlino quindi non ho nessuna idea su come poter trovare lavoro nel tuo campo. So che al Consolato hanno delle liste di medici che parlano italiano, ti consiglio di provare a sentire direttamente loro.

  • Steven Tyler Alexander

    Buongiorno a tutti, articolo molto interessante! Mi spiace per quella massa di scettici che solo perché è in difficoltà deve puntare il dito contro chi si è impegnato e ha ottenuto dei risultati, personalmente per chiunque riuscisse in una sua impresa personale potrei solo che essere felice. Sono passato di qua perché ho deciso di dare una svolta alla mia vita, ma come alcune persone non so ancora bene come muovermi, vorrei partire per Berlino perché mi sembra il posto che può offrire più opportunità ai giovani che vogliono studiare, crescere, lavorare (ho 26 anni) all’interno dell’UE. Se qualcuno dei lettori è così gentile da darmi una mano lascio qui la mia email: stefano.tonna@hotmail.it (oppure c’è il mio contatto Facebook). Grazie in anticipo e in bocca al lupo a tutti!!!

  • Steven Tyler Alexander

    Ciao Giulia io ho lasciato poco fa un commento ma mi sembra non sia partito, anche io come te vorrei con tanto impegno partire per Berlino e realizzarmi, saresti cosi gentile da offrirmi una consulenza :))? La mia email è stefano.tonna@hotmail.it, oppure qui c’è il mio contatto FB, ciao e grazie in anticipo!

  • Stefania

    Ho le lacrime agli occhi, sono capitata su questa pagina per caso e proprio 5 minuti fa ho finito di raccogliere informazioni su Londra. Sono una ragazza di 20 anni, appena diplomata e senza esperienza! Mando curriculum ovunque ma nessuna risposta! Ho veramente tanta voglia di partire e di provare nuove emozioni,avventure..sento il bisogno, ma ho anche tanta paura e coraggio che manca! Appena ho letto queste parole sono uscite automaticamente le lacrime! Chiunque tu sia potrei contattarti? Solo per informazioni e magari qualche dritta.. che sia per Berlino o in generale.. te ne sarei grata! Inoltre ti faccio i miei complimenti, hai le “palle” !

    • GiuliaDepentor

      Ciao Stefania! Grazie per i complimenti…tutte le dritte che ti posso dare sono già scritte in questo articolo! Buona fortuna!

    • Francesca Thea

      Ciao 🙂 Se ti va scrivimi a francesca.thea8@gmail.com Potremmo discuterne.. Un bacione

  • davide

    Ti stimo molto ….brava….
    Dimmi una cosa io parlo inglese…ma tedesco zero…si trova lavoro anche se non parli tedesco?

  • Priscilla

    Ho 21 anni, vivo in Germania da 4 mesi, lavoro da un italiano che mi contattò offrendomi vitto e alloggio e un bello stipendio, dopo aver letto un mio annuncio su internet in cui cercavo un impiego. Così senza paura e con una buona dose di determinazione ho lasciato amici e famiglia e mi sono spostata qui. Ho vissuto per 2 mesi nella cantina senza bagno del mio capo e facevo (e faccio tutt’ora) 3 tipi di lavoro diversi per questa persona: cameriera nel suo ristorante, lava piatti e baby sitter alla figlia. Il tutto NON in regola, poichè al mio capo fa comodo, risparmia e mi paga la bellezza di 400 € perchè i miei 3 lavori li considera come “mini job”. Cercavo in internet consigli e soprattutto un altro lavoro e mi è capitato il tuo articolo che ho letto con curiosità e attenzione. Ti ammiro molto e in un certo senso invidio un po’ la tua fortuna.. Da quando sono qui quello che tutti mi ripetono è: “vai a lavorare dai tedeschi perchè gli italiani sono uguali in tutto il mondo, se possono ti inc****o!” Perciò non mi sorprende nemmeno, che ci sia gente che apra la bocca per dargli fiato come i tuoi sopracitati “italiani a Berlino”. Ma con questo articolo li hai senza dubbio messi a tacere. E anche io, con la mia esperienza, mi sento di darti ragione in pieno: SONO FELICE DI AVERCI PROVATO anche se è stata faticosa e brutta la mia esperienza all’estero fino ad ora. Ma anzichè lamentarmi, mi sto rimboccando le maniche e anzichè aspettare che il lavoro mi piova da solo dal cielo, me lo vado a cercare! Anche se dovessi cambiare di nuovo città!
    Perciò, in bocca al lupo e continua così!

  • Salvio Esposito

    Ciao Valeria…ho letto per caso quello che hai scritto sù questo forum che trovo molto interessante…. ti parlo da persona che ha avuto il piacere di vedere tante città e capitali sia in europa che fuori europa., tra cui ho visitato anche Berlino qualche anno fà che è una città bellissima dal mio punto di vista…. la trovo molto ricca e con molte opportunità….Se hai un desiderio ed è qualcosa che desideri veramente fai i bagagli e parti non pensare a nessuno….la vita è solo una e ti conviene provare… se non ti piace una città puoi sempre cambiare con un’altra o anche cambiare Nazione ….poi con un pò di fortuna incontrerai le persone giuste al posto giusto… te lo dico io. Sei sempre a due ore circa di volo da casa tua… quindi tranquilla…. fai le cose con calma e vedi che ti troverai bene. Saluti da Napoli…

  • Ele

    Ciao sono Elena e sono un medico veterinario e so o da 2 gg a Berlino…bella e vivace..ma x me è stato un colpo al cuore…in senso negativo…perché aono arrivata qui con mille speranze per un colloquio in un grosso ospedale vet. dove mi avevano prospettato gra di cosa…offrendomi, appena arrivata x il colloquio, tutt’altro. Per carita lo stipendio è allettante ma il mii obiettivo non è guadagnare tanto ma diventare qualcuno e in questo ospedale…ciò non potrebbe capitare…ovunque in ristrutturazione, laboratorio e studio per i dottorandi in container, senza organizzazione, una sala operatoria dove solo il Prof di turno mette mano…senza minima presenza di anestesisti e i poveri vet come.me sono addetti solo a disinfezione di ferite duture ecc e al massimo curve ormonali o vaccini…ah dimenticavo..e mantenere un cane x 35 minuti aspettando l’ecografista….sono lenti…lavorano male…sono sporchi e sono peggio che in italia. Io vivo fuori italia da 1 anno ormai..ed è la seconda volta che mi fido di un invito x un colloquio in Germania…prima Francoforte poi Berlin. .entrambe le volte buono stipendio..mi avrebbero presa anche il guorno stesso…ma per un lavoro che nn sarebbe stato il mio sogno e nn mi avrebbe portato a molto di più di quello che potrei fare in italia per meno soldi ok, ma con la.mia famiglia e amici a 2 passi. allora.mi chiedo…x carità la fortuna c’è e bisogna anke guadagnarsi le possibilità d essere investiti dalla fortuna…ma non sempre scappare dall’italia porta a cose migliori…e io vengo da una realtà pari al 3mondo per quanto rigaurda la medicina veterinari…eppure sono riusciti a sconvolgermi qui…si…lavorano malissimo…poco professionali e molto falsi..cercano gente per colmare deficit che hanno e farebbero d tutto per accalappiarsi buone menti con soldi..offrendo strutture e protocolli fatiscenti.Londra…nn so…so che una mia collega sta avendo grossi problemi xke, a meno xhe nn vuoi occuparti d cavalli o di controllo degli alimenti, nelle cliniche di piccoli animali..è difficile entrare. che dire alla veterinaria che vuole partire…puoi provare e molte atrutture con un buon inglese ti danno modo d aver tempo di guardare e imparare la lingua nel frattempo…ma non so quanto saresti professionalmente gratificata…io non potrei vivere così. .ok i soldi serbono x vivere ma ci sono obuettivi e obiettivi. io ho un altro obiettivo..un altro stato..difficile x l’accessibilità ma un paradiso x il mio lavoro. ..ok..se nn divessi riuacirci tornerò in italia x ricominciare da zero e crescere cosi piano da far paura..ma c avrò provato..quello. mi farà stare più o meno bene. questa è lammia esperienza ma alla gine di tutto questo parlare…dico..mok partite…provate. ..ma.nn per molto tempo xke se nn va..nn è bello accontentarsi pur di lavorare. ..io nn potrei. ..amo troppo il.mio lavoro x fare la cameriera dopp 5 anni di folle studio..piuttosto guadagno meni lavorando il triplo ma faccio ciò che amo…partite ok..provate.a seguite quello in cui credete e x cui avete dato anima e tempo. ..se così è stato..altrimenti. ..va bene ovunque…se vi accontentare di qualsiasi cosa capita pur che arrivino soldi…lavoro all’estero si trova..ve lo assicuro. Buona fortuna a tutti

  • Francesca Thea

    Ciao a tutti!! Io sono una ragazza di 24 anni, abito a Genova e sono cameriera. Sono appena tornata da Berlino per la terza volta e sto pensando seriamente di trasferirmi a Berlino. La mia mail è francesca.thea8@gmail.com Se qualcuno fosse interessato, può contattarmi. Un abbraccio!

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