Lo scaffale d’oro di Mirella

L’appuntamento con i nostri libri preferiti continua! Sono molto soddisfatta, mi sono arrivate un sacco di liste! Non smettete mai di inondarmi di consigli letterari!!!

Questa settimana è il turno di Mirella: lei lavora nel marketing, adora la crostata ai frutti di bosco ed è perennemente alla ricerca di un bungalow sulla spiaggia! Posso forse biasimarla dopo otto mesi di gelido e buio inverno berlinese? (non ancora del tutto terminato tra l’altro)

Ecco la sua libreria, con i libri in attesa e quelli già letti!

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Ed ecco il suo scaffale d’oro!
Tanti bei libri e una citazione per ognuno (tranne per quello disperso negli scatoloni!)

“Il giovane Holden” Jerome D. Salinger
∼Certain things, they should stay the way they are. You ought to be able to stick them in one of those big glass cases and just leave them alone.
∼I was trying to feel some kind of good-bye. I mean I’ve left schools and places I didn’t even know I was leaving them. I hate that. I don’t care if it’s a sad good-bye or a bad good-bye, but when I leave a place I like to know I’m leaving it. If you don’t you feel even worse.
∼Mothers are all slightly insane.

“Black Boy” Richard Wright
∼Reading was like a drug, a dope. The novels created moods in which I lived for days.
∼I knew that I lived in a country in which the aspirations of black people were limited, marked-off. Yet I felt that I had to go somewhere and do something to redeem my being alive.

“L’isola di Arturo” Elsa Morante
∼Dalle altre femmine, uno può salvarsi, può scoraggiare il loro amore; ma dalla madre chi ti salva?

“Una casa alla fine del mondo” Michael Cunningham
∼I am beginning to understand the true difference between youth and age. Young people have time to make plans and think of new ideas. Older people need their whole energy to keep up with what’s already been set in motion.

“Dance, dance, dance” Murakami Haruki
∼As time goes on, you’ll understand. What lasts, lasts; what doesn’t, doesn’t. Time solves most things. And what time can’t solve, you have to solve yourself.

“Cosa tiene accese le stelle” Mario Calabresi
∼Una sera di novembre del 1955 mia nonna, che aveva quarant’anni, riconquistò la libertà e si sentì felice: aveva preso in mano un libro ed era riuscita a leggere qualche pagina prima di addormentarsi.
Le stelle si sono accese per guidare il cammino degli uomini, la loro fantasia, i loro sogni, per insegnarci a non tenere la testa bassa, nemmeno quando è buio.

“Il segno rosso del coraggio” Stephen Crane
∼Qualcuno aveva acceso la luna e l’aveva appesa alla cima di un albero.

“Un amore” Dino Buzzati

“Addio alle armi” Ernest Hemingway
∼So che la notte non è come il giorno: che tutte le cose sono diverse, che le cose della notte non si possono spiegare nel giorno perché allora non esistono…

“Cronaca di poveri amanti” Vasco Pratolini
∼Parlavano a bassa voce, sempre più piano via via che si faceva silenzio sulla strada: un bisbigliare fitto di due cuori, provenienti da opposte direzioni, tanto distanti che dapprima sembrò a loro stessi impossibile potersi incontrare

 

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  • Grazie Giulia 🙂 Vien quasi voglia di rileggerli tutti, again and again…