Lo scaffale d’oro di Tamara

Io e il mio blog stiamo attraversando la crisi del settimo anno (fa niente che lui sia nato “solo” cinque anni fa ok?) e la colpa è solo mia.
Lui è sempre qui che mi aspetta e io lo tratto male, lo ignoro. Ci scrivo un po’ promettendogli che sono tornata e poi scompaio per settimane senza farmi sentire.
Non va bene.

Oggi, caro blog, ti giuro che non ti lascio più. E per dimostrarti le mie buonissime intenzioni, ti regalo un bellissimo scaffale d’oro. Va bene? Non litighiamo più!

Lo scaffale in questione è quello di Tamara, una mia twittamica -che è una parola brutta che però mi piace lo stesso- autrice di Citazionisti Avanguardisti e collaboratrice di Rivista Inutile. (Ricordate? Ci avevo scritto anch’io tempo fa)

Lei si descrive così:
Pur essendo dotata di una bellezza folgorante, continuo a puntare sul fascino della mente. Leggo più di quanto scrivo, ma meno di quanto parlo. Una volta ho visto la Madonna, ma l’ho scambiata per David Bowie. Sono segretamente fidanzata con uno scrittore morto.

Ecco i suoi libri -con citazione- e la foto della libreria Giufà di Roma, il suo luogo dell’anima.

“Perciò veniamo bene nelle fotografie”, Francesco Targhetta

[…] “troppe cose rimaste nelle tasche,/ troppe pagine riempite da ignoti,/ e quell’imbarazzo cretino di chi/ sul più bello ha scelto il silenzio,/ i sottovuoti.”

“Zazie nel metrò”, Raymond Queneau

“- Allora, ti sei divertita?
– Così.
– L’hai visto, il metrò?
– No.
– E allora, che cosa hai fatto?
– Sono invecchiata.”

“I fratelli Karamazov”, Fedor Dostoevskij

“Ecco il guaio dov’è: è che tutto, a questo mondo, è un enigma! E quando m’è capitato di ingolfarmi proprio nella più nera infamia del vizio (e a me, solo questo è capitato), ogni volta mi veniva fatto di ricorrere a questa poesia su Cerere e il genere umano. Mi giustificava forse? Mai più! Il fatto è che io sono un Karamazov.”

“Papà tatuato”, Nesquens-Mora

“Quando ero più piccolo credevo che il compito di sistemare la luna in cielo toccasse a mio padre. Ora so che non è così. So che si limita, nelle notti in cui è lontano, a metterci qualche stella.”

“Le mille e una notte”, AA.VV.

“Il sultano delle Indie non poteva non ammirare la memoria prodigiosa della sultana, sua sposa, che ogni notte gli procurava nuovo divertimento con tanti racconti diversi..”

“Fiesta”, Ernest Hemingway

“Pensai di aver già pagato tutto. Non come paga e paga e paga una donna.Nessuna idea di giusta punizione o di castigo. Un mero scambio di valori. Tu davi qualcosa e ricevevi qualcos’altro. O lavoravi per qualcosa. In un modo o nell’altro pagavi per quello che ti capitava di buono.”

“E così vorresti fare lo scrittore?”, Charles Bukowski

“la cinghia colpì/ di nuovo/ e allora capii perché/ avrei voluto/ volare… volare/ attraverso i muri,/volare/ direttamente fuori dalla/ finestra,/ in qualsiasi posto pur di non essere/ lì.

“La campana di vetro”, Sylvia Plath

“Mi misi a elencare le cose che non sapevo fare.”

“La scopa del sistema”, David Foster Wallace

“Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all’improvviso.”

“Moby Dick o la balena”, Herman Melville

“Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o puntidenari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo.”

giufa

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