Mai paura. Solo un po’ di mal di testa.

Come tutti i giuovini alla moda, anche noi il sabato sera andiamo a bere le birrette nei locali. E ieri il tempio del nostro beveraggio è stato “Nevermind“, un locale dalla dubbia conformità alle norme CE, frequentato da una clientela più che internazionale.

E’ proprio di fronte a casa nostra e il fatto che i prezzi siano decisamente ragionevoli (cosa che potrebbe rivelarsi una pericolosa arma a doppio taglio) ci ha immediatamente conquistato. Per la gioia di Rodrigo, il barman che assomiglia a uno che c’è sempre in biblioteca a SddP.

Ma cominciamo dall’aspetto di “Nevermind”: è buio, il soffitto è quasi interamente ricoperto da scritte di gessetti (spicca “sticazzi”) e le mensole dietro al bancone sono degli skateboard rovesciati, colmi di bottiglie di ogni tipo. Per quanto riguarda il personale, abbiamo avuto la possibilità di cimentarci nei numerosi idiomi di nostra conoscenza, dato che sono tutti di nazionalità diversa. Dalla francese che cerca di essere rozza, ma quando shekera sembra che stia per perdere i sensi (com’è volgare!), allo spagnolo che ripete ossessivamente “Yes man!”, “Sorry man!”, all’italiana che ci pianta un chiodo di venti minuti.

Potrete chiedere la vostra musica preferita (su una selezione che spazia dai Nirvana ai Tool, con molte altre variazioni) e godervi i video proiettati sul muro.

Ok, i dettagli tecnici ve li abbiamo dati. Ora passiamo alle perle della serata.

Attenzione a Jürgen, il buon danese, che vi chiede insistentemente di tradurgli in italiano la parola “antigua”. Attenzione al suo amico inquietante con la maglia di Titti: se incrociate il suo sguardo siete obbligati a brindare con lui in danese (e non è un bello spettacolo). Attenzione di nuovo a Jürgen, perchè quando parla gesticola e vi colpisce con dei pugni volanti. Attenzione alla catalana pazza e ubriaca che vi schiaffa macchina fotografica -e non solo- in mano e posa per un interminabile book.

Cercate di accaparrarvi il maggior numero di ciotole di popcorn, perchè sono buoni e burrosi.

Se siete fortunati come noi, una volta tornati a casa potrete vedere dal terrazzo Jürgen, alone in the dark, che beve acqua e lo dice ai passanti (“Aguaaa, aguaaaa!”).

PS: “Nevermind” entra di diritto nella lista d’oro dei nostri locali feticcio (ovvero quei locali in cui si torna sempre, anche se ce ne sono mille altri da provare), assieme a “La Perle” di Parigi e “Max Fish” di NYC. Lo dice anche Jürgen.

Nevermind

Carrer dels Escudellers Blancs 10

08002 Barcelona

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