Mi ritorna in mente

Se mi conoscete almeno un po’ (e alcuni di voi mi leggono dal lontano 2008, come siamo anziani), ormai avete capito che mi piacciono le storie vecchie di tutti i tipi, le leggende, i racconti, gli aneddoti e tutte quelle cose affascinanti che mi vengono in mente quando guardo una foto in bianco e nero.

Quando ho saputo che a San Donà di Piave (che, per chi non se lo ricordasse, è il posto in cui sono nata) si stava preparando un’iniziativa ispirata proprio a questa passione, non ho potuto che sfregarmi le mani con soddisfazione e cupidigia. Che cosa racconteranno? Quali cose nuove scoprirò? Come verrà realizzato questo salto indietro nel tempo?
La curiosità è cresciuta a dismisura e, finalmente, è scoppiata il giorno di Natale quando ho potuto toccare con mano l’intero progetto.

Ma facciamo un passo indietro e andiamo con ordine: “Mi ritorna in mente” è nata prima di tutto come un’esposizione (promossa e realizzata dallo studio Skriba in occasione del venticinquesimo anniversario della sua fondazione, in collaborazione con “Sei di San Donà se…”) di 23 tavole, ognuna delle quali raffiguranti un preciso aneddoto relativo alla nostra cittadina del Basso Piave. Sono stati i visitatori della mostra, poi, a selezionare attraverso una votazione le 12 migliori immagini che sono andate a comporre un calendario che naturalmente adesso è quasi introvabile.

Come? Vi state chiedendo perché io ne possiedo BEN due copie? Eheheh! Grazie a mio zio Bicio (detto Fabrizio, ah no un attimo, mi sa che è il contrario!), titolare della Skriba, ho ricevuto il calendario da muro e anche quello da tavolo. Tanti anni di applausi quando la pubblicità della Skriba veniva proiettata al cinema sotto le stelle hanno dato i loro frutti. Questa è un’altra storia, magari un giorno ve la racconto con calma.

Comunque, torniamo a noi. Non sto neanche a dire che:
1) La storia di San Donà un pochino la conosco (perché sono curiosa e mi faccio raccontare le cose con dovizia di particolari) eppure… beh, dai, una volta era molto meglio di adesso, diciamocelo. C’erano delle potenzialità;
2) Avrei voluto partecipare anche io a questo progetto, magari con ricordi più recenti data la mia giovane età ehm ehm. Magari il prossimo anno?
3) Mi sarebbe piaciuto anche partecipare alla selezione dei disegni, possibilmente litigando furiosamente con gli altri votanti.

Ed ecco perché ho deciso di rimediare almeno al terzo punto.
I miei preferiti sono tre (e solo due sono stati inclusi nel calendario, maledizione). Eccoli!

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Febbraio 1929: il Piave totalmente ghiacciato, con uomini e bambini che ci camminano sopra come se niente fosse! Ecco anche una foto originale dell’evento:

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Agosto: un fulmine colpisce il campanile e brucia l’angelo ligneo ricoperto di bronzo che se ne era stato lì per 44 anni a guardare il panorama.

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Questa tavola – non inclusa – parla di una storia che io conoscevo grazie alla Nonna Leda che me l’aveva raccontata quando ero piccola. Durante il ciclone del 1965, infatti, tutta la famiglia di mio papà era riunita in Duomo per il battesimo di uno dei miei zii. Racconta la nonna che a un certo punto si sentì un boato, si ruppero di colpo tutte le vetrate della chiesa e i presenti corsero a cercare rifugio all’interno dei confessionali. Per fortuna, visto che tutte le sedie e le panche della chiesa vennero sospinte dal vento contro l’altare. Immaginate la scena surreale?

Per tutte le altre tavole e per comprendere tutte le potenzialità di cui vi parlavo, accomodatevi pure qui.

Come vi dicevo, il calendario è praticamente introvabile e non è neanche in vendita. Quindi, niente, io ce l’ho e voi no! Volevo dirvelo!

 

PS: tutte le immagini sono di proprietà di Skriba e la loro riproduzione è vietata.

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