Quina hora és?

Devo rendervi partecipi di una cosa che mi ha sconvolto.

Da un mesetto sto frequentando un corso di Catalano sponsorizzato dall’Ajuntament di Barcellona, che se non ho capito male è semplicemente il comune. (prendere esempio…)

Già durante le prime lezioni, ho scoperto elementi di fondamentale importanza, tipo che se sei uomo e ispanico ti chiamerai o Carlos o Raoul, e che “bacio” si dice “peto”.

Fino a qui, tutto normale.
La settimana scorsa, la svolta.
Abbiamo parlato di ore. Voi direte “Embè? Ovvio! Qualsiasi corso di lingua a livello basico ti deve insegnare a dire e chiedere l’ora”.
Lo state dicendo? Ditelo. Bene.
Anch’io, quando ero una giovine ingenua e a digiuno di Català, lo pensavo.

Sbagliavo.

Qui le ore si dicono così:
Se sono le 10.15, direte “è un quarto delle 11
Se sono le 10.30, direte “sono i due quarti delle 11
E così via.
Se però sono le 10.40, direte “sono i tre quarti meno cinque delle 11
Se sono le 10.20, direte “è un quarto più cinque delle 11

Aggiungeteci il Catalano, e vi troverete a vagare circospetti per le strade, terrorizzati anche solo dall’idea che qualcuno vi chieda l’ora.

A me è sembrato assurdo e anche ai miei compagni di classe che mi guardano come se avessi due teste. Perchè?
Non parlo tanto bene lo Spagnolo (e le lezioni in che lingua sono…?) ma lo capisco, e mi rivolgo a loro in un misto di gesti e varie lingue (compreso il latino!). Inoltre, tra loro c’è una simpatica professoressa di Francese che gentilmente traduce se non capisco. E io traduco in Inglese a una ragazza giapponese.

Forse ho capito perchè mi guardano male.

Quello che non sanno è che io parlo fluentemente sia il Catalano che il Castigliano.

Ma li parlo assieme.

E stavo giusto pensando di chiedere l’indipendenza.

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