Raccomandazione day

Come sempre, devo protestare.

Ho parlato a profusione del Blog day, la giornata dedicata agli scrittori di diari virtuali. Riassumo: ogni blogger, in teoria, avrebbe dovuto segnalare altri cinque blog da far conoscere ai suoi lettori.

Le “regole” stabilivano chiaramente che sarebbe stato meglio scegliere blog di argomento diverso dal proprio per ampliare i propri orizzonti, per sentirsi tutti connessi, più “wired”.

Ed è quello che ho cercato di fare io. (è vero che una delle mie segnalazioni è caduta su un blog che gestisco assieme ad altri, ma l’argomento è totalmente diverso)

Ma dando un’occhiata agli altri bloggers che “conosco” perché leggo ogni tanto o per sentito dire, ho notato che lo spirito del blog day non è stato per niente assimilato.

Nella maggior parte dei casi, i blog citati sono copie o brutte copie del proprio, tutti sullo stesso argomento, e fa piuttosto ridere l’idea che si siano citati a vicenda. Del tipo “Se ti segnalo, mi segnali?”. Col risultato che in quella cricca ristretta, è valsa una logica del favore che ha fatto sì che nessuna nuova idea sia stata proposta. In più, i blog segnalati erano già contenuti tra i preferiti.

Tre riflessioni su questa cosa:

1) Il senso del blog day è andato perso: lo scopo non era farsi pubblicità ma spingere i propri lettori verso altri argomenti.

2) Il “favoritismo” italiano, anche se trapiantato all’estero, si fa riconoscere ovunque. E conferma la tendenza ad accontentarsi di essere “qualcuno” all’interno del proprio entourage.

3) Non avete capito un cazzo.

Che tristezza.

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  • graziano

    Brava Giulia! Ben detto!