Rose West. The making of a monster (J. Carter Woodrow)

Quando arriva l’inverno, io sono felice.

No, non è perché finisce la tremenda esposizione di dita di piedi che l’estate porta con sé.
No, non è perché odio la gente e quando fa caldo la odio di più.
No, non è neanche perché mi piacciono i maglioni di lana.

Semplicemente perché quando fa freddo, io vado a lavorare in tram (d’estate invece ho una bella bicicletta) e il tragitto che da Prenzlauer Berg mi conduce a Kreuzberg è il momento in cui finalmente riesco a leggere in pace.

Tutta questa premessa, per dire che finalmente ricominciano le mie recensioni. Che poi, detto tra noi, non è che avessi smesso di leggere…avevo semplicemente tentato di far confluire le recensioni in un’altra cosa e come avviene per il 70% dei progetti che intraprendo, mi sono rotta a meno di metà. Evviva.

Andando in ordine inverso e cercando di smaltire la traballante pila di arretrati, oggi vi parlerò di “Rose West. The making of a monster”, un libro che ho comprato (anzi, che Alessio mi ha regalato) la settimana scorsa durante la nostra vacanza a Stoccolma.
Vi dico un segreto: non l’ho ancora finito, ma mi mancano solo 8 pagine  quindi va bene lo stesso.

Prima di tutto? Avete idea di chi sia Rosemary West? In due parole: stiamo parlando della più psicopatica delle psicopatiche anglosassoni, una serial killer che a dirle che era senza scrupoli le si fa un favore. Per informazioni più dettagliate andate qui.

Rose West – assieme al marito Fred– era un mostro assoluto e il libro che ripercorre la sua vita è terrificante, non solo per le descrizioni dettagliate di ciò che la casalinga di Gloucester è stata in grado di fare alle sue vittime, ma anche per i racconti sulla sua infanzia e adolescenza.

A tratti ti fa quasi pena. Quando non ti fa paura.

Se mi è piaciuto? Sì, tanto, ma io sono appassionata di cronaca nera e forse non faccio testo.

Leggetelo solo se siete davvero interessati all’argomento trattato, altrimenti non vi piacerà.

Per integrare, vi consiglio la visione di “Appropriate adult”, un film televisivo britannico che ripercorre alcune fasi del processo a Freddie e Rosie.

La frase sottolineata (nonché la più spaventosa): 
[parla di Rose in prigione] “In the earlier years, she became friends with Myra Hindley […] and more recently  she has befriended Tracey Connelly“.
…che, per inciso, non sono esattamente due pie donne. Seguire i link per credere.

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