Sandonatesi? Svegliatevi.

Premessa: il volantino pubblicato qui sotto è opera di un anonimo. La sottoscritta non condivide alcuna delle accuse espresse  ma si limita a pubblicarne una fotografia come spunto per una riflessione che non ha nulla a che fare con quanto descritto all’interno del suddetto volantino. Lo dico e metto le mani avanti.

UPDATE: ricevo numerosi commenti che aggiungono dati al volantino di cui ho riportato una fotografia qui sotto. Non essendone io l’autrice, non sapendo se le cose scritte corrispondono a verità e soprattutto non essendo questo lo scopo dell’articolo, ho scelto di non pubblicarli. Mi dispiace. Questo non è il posto giusto per lanciare accuse anonime.

 

Io sono nata a San Donà di Piave, quando però mi chiedono da dove vengo, nicchio e nomino sempre la vicinissima Venezia.
Vuoi perché in pochi (stranieri) la conoscono, vuoi perché insomma dire che sei di Venezia provoca sempre grossi sospiri di ammirazione…insomma, io San Donà cerco di nominarla il meno possibile.

Non odio il mio paese, ci mancherebbe. A volte addirittura qualcosa mi manca, perché alla fine io lì ci sono cresciuta.
Però se me ne sono andata qualche motivo ci sarà. Mentalità provinciale, ipocrisia mascherata da cattolicesimo osservante, chiusura, mancanza di opportunità…uniti al fatto che a San Donà ho avuto un’esperienza lavorativa pessima (per una trasmissione televisiva locale, ma non posso fare nomi. Magari un giorno vi racconto tutto per bene) che ha cambiato per sempre il mio atteggiamento nei confronti del prossimo…insomma, credo che il quadro sia abbastanza chiaro.
A questo punto vi starete chiedendo il senso di questo post. Ci arrivo: questa mattina mi è giunta voce che San Donà si è ritrovata invasa dal seguente volantino, di cui pubblico una fotografia.

 

Ora, metto le mani avanti di nuovo e dico che sto solo pubblicando sul mio blog qualcosa che ormai è di pubblico dominio, senza sapere se quello che c’è scritto sia vero o no e soprattutto senza condividere alcuna delle accuse rivolte verso l’amministrazione comunale. 
Malgrado io non sia generalmente favorevole all’anonimità (è sempre meglio metterci una faccia) mi complimento con l’autore, primo perché mi ha fatto ridere come una pazza (complimenti per lo stile: in tram ho fatto fatica a rimanere seria), secondo per l’esortazione finale: SVEGLIA!

E mi unisco all’esortazione,  raccontandovi una mia esperienza, perché è ora che questo sasso me lo levi anch’io. Anche qui, metto le mani avanti: quella che segue è un’opinione soggettiva relativa a un rapporto umano che io ho avuto con il Comune di San Donà.
Posso dire se qualcuno mi è antipatico, no? 😉

Come forse qualcuno di voi sa, circa un anno e mezzo fa ho scritto un libro su una vicenda di cronaca nera accaduta proprio a San Donà. Dato che i miei mezzi economici erano piuttosto scarsi, ho chiesto -ottenendolo- al Comune di finanziare la pubblicazione del mio libro. Sono e sarò per sempre grata di questa opportunità e del fatto che il Comune stesso ha organizzato la presentazione, cosa che io da sola non sarei mai riuscita a fare.
Quindi 1-0 per il Comune di San Donà che ha creduto e investito nel lavoro di una giovane scrittrice.

Che cosa non mi è piaciuto? Senza mezzi termini, il fatto che -durante la presentazione- il Sindaco (seduto in parte a me) non abbia prestato la minima attenzione a ciò che io e gli altri ospiti dicevamo, smanettando con il cellulare e mostrandosi palesemente infastidita da tutto ciò che stava accadendo. (ci sono delle foto che mostrano bene la situazione).
Non mi è piaciuto il fatto che alla fine della presentazione, tutti i relatori siano stati invitati a bere qualcosa (assieme alla maggior parte delle persone nominate nel volantino) e si siano “dimenticati” di invitare proprio l’autrice del libro.

Queste cose non mi sono piaciute. Nulla a confronto di ciò che è stato descritto in questo volantino, certo, qui parliamo di rapporti tra persone, nel volantino si parla di cose ben più gravi (verso le quali io non posso esprimere alcuna opinione, dato che quasi non so di che cosa si stia parlando).
Certo è che raramente mi è capitato di avere a che fare con tanta arroganza e mancanza di rispetto.

È probabilmente stato nel corso di quella serata che io ho perso qualsiasi fiducia verso le “istituzioni” e ho deciso di andarmene, seminando sale sui miei passi per sicurezza. Venire trattata da ragazzina inesperta, umiliata apertamente dal Sindaco che non voleva ascoltare quello che dicevo e me lo dimostrava con strafottenza, e infine dimostrarsi più educata di un gruppo di ultracinquantenni (che, si presuppone, dovrebbero avere qualcosa da insegnarmi) e andarli ugualmente a ringraziare e salutare…so che non è bello da dire, ma mi sono sentita davvero superiore.

Non l’ho detto allora, ma lo dico adesso e spero che questa mia testimonianza -anche se poco importante- possa unirsi all’esortazione del mio anonimo concittadino.

Sandonatesi? SVEGLIATEVI. 

 

 

 

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  • Matteo

    speriamo che certa gente la veda e si vergogni tanto,tantissimo

  • Agazio Della Serva

    Premetto di essere un tuo estimatore, per quanto ho letto e visto di tuo.
    Una certa maleducazione e sfacciataggine da parte dei nostri amministratori ho potuto sperimentarla anch’io, io che per carattere prima di parlar male voglio prove e controprove.
    Non conoscevo il volantino che pubblichi e devo dire che mi sembra a dir poco rivoltante. Non tanto per le accuse che lancia quanto per il modo in cui lo fa, decisamente volgare.
    Sia chiaro che non intendo con questo prendere le difese della Zaccariotto, voglio solamente dire che ci dev’essere uno stile anche nel lanciar accuse in anonimato, e in questo caso lo stile è più da pagliacciata che da cosa seria.
    Se l’intenzione era quella di “svegliare” chi dorme mi sembra che ottenga l’effetto opposto.

  • giuliadepentor

    Grazie del commento, Agazio.
    Se vedi, anch’io mi sono dimostrata piuttosto scettica nei confronti dell’anonimità del volantino…per il resto mi ha fatto morire dal ridere, sia per le cose che ci sono scritte sia e soprattutto per come sono scritte!
    In realtà per me il volantino è stata una scusa per parlare di quello che mi è successo all’epoca, ma davvero si riferiva solo al modo in cui sono stata trattata e non aveva nulla a che fare il suo contenuto, riguardo al quale sono, onestamente, piuttosto ignorante dato che vivo all’estero da un bel po’ e non so nulla sulla gran parte delle cose che si dicono.

    Per concludere, hai ragione: il volantino è esilarante e certo non otterrà l’effetto voluto, ma sai perché? Finché non ci si mette la faccia non si va da nessuna parte. (e se vedi, io, nella mia critica personale la mia faccia ce l’ho messa(

    Grazie ancora!

  • Agazio Della Serva

    Permettimi di chiarire ulteriormente senza voler farne un dialogo infinito.
    Personalmente non rifiuto a priori l’anonimato, perchè ritengo sia, in certe situazioni, l’unico modo che ha la parte “debole” di parlare laddove al “potente” le querele costano poco.
    Ma per aver dei crismi di serietà è indispensabile evitare le accuse non dimostrabili, si possono esporre dei dubbi ma non mi pare giusto colpire in modo gratuito e generalizzato.
    Eviterei poi quell’inutile e fastidioso sarcasmo che nulla porta alla causa della verità.
    E’ inevitabile che se non ci si attiene a questo si finisce per portar acqua al mulino di chi si vorrebbe colpire. Tutto quà.