Sentirete finalmente la mancanza di tutti quei ragazzi che avete mandato via a calci.

Più volte mi sono trovata a rispondere a quegli Italiani, all’estero e in patria, che ritengono noi giovani all’estero dei ricconi perditempo, incapaci di fare qualsiasi cosa tranne godersi la vita e i divertimenti della città di adozione.
Nel migliore dei casi, se il giovane all’estero dimostra di lavorare per vivere, allora è solo una questione di fortuna o raccomandazione.

E altre stronzate simili.

Stamattina ho visto questo video. Sessanta emozionanti secondi carichi di tutti i dubbi, le incertezze e le difficoltà di un giovane Italiano che decide di lasciare il proprio nido. Un malinconico elenco di ricordi e di frammenti. Sono sicura che tutti noi, guardandolo, abbiamo sorriso e annuito.
E in basso, quasi illeggibili, altre considerazioni. Amare, astiose, da pronunciare con la faccia schifata ma a voce bassa. Oppure da scrivere in sottotitoli che forse passano inosservati.

Questo è il giovane Italiano all’estero. Si diverte, certo. Impara. Si nutre di esperienze. Vive.
Ma ha sempre la testa voltata a guardare tutto quello che -nel bene e nel male- si è lasciato alle spalle.

Complimenti agli autori!

VOCE:
Dopo un paio di settimane ti abitui al cibo scadente, ti abitui al caffè nei bicchieri di carta al pane che sa di plastica. Ti abitui alle corse per prendere la metro, a tutta questa gente che condivide poche centinaia di metri quadri ogni giorno, e non sa dirsi neanche “buonasera”. Ti abitui alla pioggia al sole che sorge così presto,Ti abitui alla mancanza del mare, perchè puoi usare i parchi come metadone,ti abitui ai mezzi che funzionano, alle strade pulite, ai bagni pubblici decenti ti abitui alla mancanza delle tapparelle ti abitui ad essere puntuale, alla mancanza del bidet, ai musei gratuiti, al lavoro gratificante. Ad una lingua che non sempre puoi capire ma che è tua, agli stipendi proporzionati, alle tasse basse ad un eccellente livello di civilità. Ti abitui alla nostalgia del sole, della calma delle campagne sterminate, dell’olio buono del vino del contadino. Ti abitui presto e non per questo ti scordi tutto quello che hai lasciato. Se ripartirei adesso? senza dubbio….

SOTTOTITOLI:
Non ho veramente voluto nulla di tutto questo. Non sono qui per godermi i vantaggi dell’emigrazione. Non mi godrò mai nulla fino in fondo, starò semplicemente qui, in piedi, a sudare, a ricordarvi con la mia lontananza di avere dei rimpianti. Per tutto quello che di bellissimo mi avete tolto. Per tutto quello che avrei potuto fare, essere, avere a casa mia. E anche se qua andrà tutto per il meglio, non sarò mai a casa, e questa lingua non sarà mai mia come tutte queste nuvole. Ma non ve ne fregherà nulla. Mai. Forse un giorno. Quando le vostre città in macerie, puzzeranno di vecchio, e sentirete finalmente la mancanza di tutti quei ragazzi che avete mandato via a calci. Perché credo che sia tutta colpa vostra, di nessun altro. Nessun politico, nessun amministratore, nessun potente ha più colpa di voi. Di noi. Perchè mi sento responsabile di questa catastrofe tanto quanto lo siete voi. È ora di ammettere che abbiamo fallito. E che il nostro mondo è crollato. E io non sono che una scheggia andata a infrangersi da qualche altra parte.

 

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  • Giulia Zeni

    E’ sempre bello leggerti 🙂 sono quella Giulia cui a Berlino hai fatto scoprire quella meravigliosa insalata vegetariana , il 17 luglio o giù di lì. Siccome hai consigliato a me e Vincenzo il C/O e poi noi ci siamo stati, ti mando il link di questo articolo. Un bacione!

    http://www.one125.com/blog/2012/8/20/un-consiglio-da-amico-co-berlin.html

  • claudia

    complimenti per questo post!
    lascia senza parole per quanto è reale.

  • Il video è tristemente vero… sarà che ultimamente soffro di malinconia e penso spesso di tornare in Italia…ma con che prospettive??? Quindi mi tengo la malinconia e cerco di trovare un senso lontano dalla mia famiglia e dai miei amici 🙁

  • Ciao Giulia,
    anche io sono all’estero, precisamente in Cile e ti ringrazio per questo articolo, cercherò di recapitarlo a molte persone che sono solo buone a criticare e dirti: “Ma tu cosa stai facendo per l’Italia?”. Sembrerà strano ma noi facciamo molti di più di altri che in Italia ci vivono e se ne fregano.
    Alla prossima!

  • Davide David

    Non perdere tempo a rispondergli. In molti casi sono persone che devono parlare male degli italiani all’estero per due motivi:

    1) Perche’ sono tizi “sistemati” che non capiscono come si possa stare male in Italia senza l’aggancio
    2) Perche’ si vergognano di non avere avuto le palle di andarsene e devono parlare male di chi se ne e’ andato per sentirsi meglio con loro stessi.

    Ormai mando immediatamente a cagare l’italiano mammone appena lo incontro ed evito come la peste i Meetup e gli incontri di italiani all’estero. Ti consiglierei di fare lo stesso.

    • GiuliaDepentor

      …mi sono persa qualcosa?

    • GiuliaDepentor

      ..comunque sono d’accordo con te 🙂

  • Serena Savelli

    Bellissimo video! Io sono una di quelle che vorrebbe trasferirsi all’estero (precisamente a Berlino), almeno provarci, ma ha una paura fottuta di lasciare ciò che ha qui. E so che il tempo passa in fretta ed io devo darmi una mossa. Ho letto qui e lì il tuo blog, hai tutta la mia ammirazione 🙂

    Serena

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